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Forbes Italia 2035, evento a Roma

di TMNews giovedì 19 giugno 2025
7' di lettura

Roma, 19 giu. (askanews) - Nel momento in cui esistono tensioni e conflitti è chiaro che il libero commercio ne risente così come l'approvvigionamento delle risorse, delle materie prime soprattutto sul piano energetico ma anche sulla sovranità alimentare. L'Italia ha reagito in maniera decisa con una politica estera molto più intraprendente rivolta non soltanto ai tradizionali partener come l'Europa e gli Stati Uniti ma a tutto campo. Iniziando con il Piano Mattei che è stata una grande offensiva che mira allo sviluppo dell'Africa e a farne un grande mercato ma allo stesso tempo anche una fonte sicura e vicina di approvvigionamento quindi sulla catena del valore la cosiddetta filiera corta. Contemporaneamente si punta a nuovi mercati importanti come quelli dell'Asia Centrale passando per il Caucaso determinanti per il nostro approvvigionamento energetico, si è inoltre rilanciato il rapporto economico con la Cina. La tensione internazionale è foriera di rischi e cambiamenti anche con la nuova profilazione degli Stati Uniti che vuole resettare i suoi rapporti economici con il mondo per rispondere alla sfida della competizione globale pone interrogativi anche dal nostro punto di vista ma l'Unione europea deve affrontarla nello spirito del Rapporto Draghi facendo crescere la domanda interna e riducendo le barriere artificiali come la burocratizzazione cha ha provocato dazi ben superiori a quelli che gli Stati Uniti minacciano'. Lo ha dichiarato Edmondo Cirielli, Viceministro degli Affari Esteri, che intervenuto nel corso della tavola rotonda 'Geopolitica, Economia internazionale', che si è svolta a Roma, nell'ambito di Forbes Italia 2035 'Strategie per un futuro di crescita e stabilità', nella sala Trilussa della Cassa di previdenza dei Geometri, presieduta da Diego Buono. 'Alcide De Gasperi settanta anni fa diceva che la politica estera era il pilastro fondamentale per lo sviluppo economico di un paese. Dopo tanti anni - ha evidenziato Maurizio Lupi, presidente nazionale di 'Noi Moderati' a Montecitorio -, ci siamo drammaticamente accorti che quanto De Gasperi prevedeva è una realtà. Abbiamo capito che, se scoppia un conflitto nel cuore dell'Europa ci riguarda non solo dal punto di vista della difesa ma anche dal punto di vista del bene comune, dell'economia, l'aumento dei costi delle materie prime incide anche sui bilanci delle famiglie. Lo scontro che è esistito tra America e Cina non era fatto di ideali ma se agli Stati Uniti mancano le materie prime per investire in tecnologia, cybersecurity e infrastrutture avanzate questo rischia di frenare lo sviluppo e la posizione geografica. Se Trump vuole conquistare la Groenlandia non è per il gioco del Risiko ma perché con il cambiamento climatico se si disgela quella tratta diventerà la tratta strategica del commercio mondiale e cambierà gli assetti di tutti. Abbiamo compreso come la logistica e l'intermodalità siano diventati assi fondanti. Oggi più che mai la sfida geopolitica determina la crescita o la decrescita di un paese e il benessere di una comunità. Non possiamo giocare da soli questa sfida perché l'Italia è piccolissima, la possiamo giocare da protagonisti in un'Europa che deve recuperare la sua funzione per il bene comune e una difesa comune'. Secondo Massimo Garavaglia, presidente Commissione Finanze al Senato: 'Le catene del valore hanno iniziato a modificarsi già in epoca Covid. Oggi accade che la politica commerciale di Trump sta determinando la fine della globalizzazione così com'era intesa e si va verso un nuovo ordine mondiale. Sicuramente non c'è più il G7, oggi abbiamo un G4 formato da Cina, Usa, l'India e i paesi Brics e il quarto protagonista è formato dalle grandi multinazionali hi-tech. Come volevasi dimostrare oggi Usa e Cina hanno trovato un accordo tra loro, all'interno del G4. L'Europa è fuori, si è autoesclusa perché noi siamo campioni del mondo in una sola cosa: la burocrazia. Finché l'UE non capisce che il suo ruolo non è produrre carta ma fare pil siamo tagliati fuori. Esiste un tema di competitività. L'Europa è una cosa con attori globali importanti, l'UE è un enorme foglio di excel che non riesce mai a prendere una decisione. Per tornare a essere competitivi dobbiamo cancellare tutta la burocrazia. In Italia dobbiamo sostenere la nostra forza, le pmi, dobbiamo solo lasciarle lavorare in pace eliminando tutti i lacci e lacciuoli che arrivano dall'Europa'. Sul ruolo dell'Italia in Europa si è soffermato Marco Osnato, numero uno della Commissione Finanze alla Camera: 'Viviamo un disordine globale ci sono potenze ormai stabilizzate come la Cina e l'India, ci sono i paesi del Brics che sono sicuramente molto incombenti sullo scenario internazionale, gli Stati Uniti che fanno discutere con il tema dei dazi e un grande assente che ha l'occasione di diventare di nuovo protagonista che è l'Europa e all'interno di essa ovviamente l'Italia. Bisogna cercare di superare una sorta di supponenza psicologica dell'Europa quella di ritenere ciò che si decide a Bruxelles valido per tutto il mondo ormai variegato e spezzettato. Bisogna ragionare creando una massa critica molto forte e riuscire a tornare protagonisti dal punto di vista economico e sociale. Per fare questo bisogna abbandonare le bandierine ideologiche una su tutte il Green Deal rafforzando il mercato dei capitali rafforzando anche un'identità fiscale che non crei una sorta di damping interno all'Europa stesso. In tutto questo l'Italia mantiene una solidità economica rilevante riconosciuta dalle agenzie di rating e anche la nostra produzione regge meglio di altre'. Lo scenario globale è stato illustrato da Renato Loiero, consigliere del Presidente del Consiglio dei ministri: 'Viviamo una fase di transizione globale particolarmente pericolosa. Le transizioni green e quella digitale si accompagnano con le tensioni della transizione per così dire politica connesse alle mosse protezionistiche dell'amministrazione Trump. Eravamo abituati a un mercato tendenzialmente liberista un G7 al centro dell'agorà mondiale con gli Usa al centro con il dollaro unica valuta per gli scambi internazionali. Oggi l'Italia, come l'Europa, deve confrontarsi con diverse autocrazie spesso a capitalismo di stato, al G7 si è aggiunto il patto dei paesi Brics, gli Usa sono sempre più attentati nella loro supremazia dalla Cina che vanta diversi monopoli come, ad esempio, quello delle terre rare. Le trattative per la revisione dei dazi vedono al centro proprio questo tema. Uno scenario complesso e molto pericoloso nel quale l'Italia cerca di ritagliarsi un ruolo all'interno dell'Europa. Fino agli inizi di luglio non conosceremo tuttavia gli esiti e gli effetti di questa trattativa'. Nel suo intervento Gennaro Sangiuliano, corrispondente della Rai da Parigi, ha tracciato il profilo dei protagonisti di questa fase storica: 'Il 900 è davvero finito, con le sue contrapposizioni storiche dove due modelli ideologici, il liberal capitalismo e il comunismo, si sono confrontati per decenni. E siamo entrati in un'epoca nuova, multipolare, dove il vero antagonista dell'occidente è la Cina con il suo modello assolutistico. Xi Jin Ping è l'uomo più potente al mondo perché riassume il potere di Presidente della Repubblica, Segretario del partito e anche il comandante delle forze armate. Governa una nazione che si avvia a diventare potenza tecnologica oltre che manufatturiera. Trump si è posto come leader che vuole riscattare il declino occidentale. I decenni che verranno saranno segnati da questo confronto. L'Europa è un gigante culturale ma un nano politico perché ha delegato per decenni la propria sicurezza agli Usa. Questo quadro non è più sostenibile. L'Europa deve riappropriarsi della guida del proprio destino. L'accordo tra Usa e Cina dà ragione a Trump perché ha visto la sua tattica prevalere, quella di trattare il prezzo più alto per poi mediare'. Per Marco Rago, consigliere per la diplomazia economica del Ministero degli Esteri: 'I due conflitti armati in Ucraina e a Gaza stanno influenzando moltissimo la catena di valori che le imprese sono destinate ad analizzare per calcolare il rischio geopolitico dell'area. Un rischio che aumenta e influenza anche l'export. Il governo è impegnato già da tempo a introdurre una serie di misure nuove di sostegno alle aziende italiane che vogliono internazionalizzare il loro business. Lo facciamo attraverso i tre pilastri Ice, Simest e Sace. La Simest ha messo a punto misure speciali per i Balcani e per l'Africa all'interno del Piano Mattei e da poco anche in America latina. Misure di premialità che consentono alle imprese di affrontare nuovi mercati con rinnovato slancio. Grandi sostegni per piccole e medie imprese che stanno registrando già un grande successo. L'UE è impegnata a trovare quell'equilibrio che tutto il sistema economico chiede. Il negoziato con gli Usa volto a normalizzare la situazione ne è una prova. Ma esistono anche altri mercati, ad esempio il Mercosur, nel quale l'UE ha trovato un dialogo che porterà vantaggi per tutte le imprese europee'. Francesco Sciaudone, managing partner Grimaldi Alliance ha sostenuto che 'la numerosità delle regole rilevanti per poter continuare nello svolgimento dell'attività economica delle imprese italiane che sono le principali esportatrici al mondo non a caso siamo quarti nella classifica delle esportazioni internazionali sono un tema assai delicato. Occorre sapere che non ci sarà a breve uno scenario di ritorno alla normalità ma che questa situazione di tensione nel mondo legata alla crisi geopolitica, alle sanzioni, ai dazi e quindi alle difficoltà nel mondo del trade sarà una situazione che durerà ancora molto tempo. Le imprese possono solamente attrezzarsi anche con il supporto di realtà professionali presenti in questi numerosi mercati nei quali sono chiamati ad operare per mitigare il rischio e rendere sostenibile la prosecuzione della loro attività economica sapendo che non è qualcosa che potrà scomparire nei prossimi giorni'.

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Non solo rombo di motori: Imola è alta cucina, storia e innovazione

Imola, 17 apr. (askanews) -

Internazionale ma profondamente italiana, Imola si definisce "Romagna per tradizione" pur appartenendo alla città metropolitana di Bologna. I suoi piatti emblema sono il garganello, la tagliatella e altre specialità della cucina emiliano-romagnola. Per gli appassionati di motori, è soprattutto l'Autodromo Enzo e Dino Ferrari, sinonimo di velocità, leggenda e cavallino rampante: un tracciato tecnico e impegnativo, con curve insidiose e rettilinei ad alta velocità che sfidano i piloti più esperti. Askanews è salita su un bolide e può testimoniale che davvero l'emozione è forte.

L'Autodromo ospita non solo la Formula 1, ma anche motorsport, eventi di business, WEC (Fia World Endurance Championship), driving experience e visite guidate.

Il sindaco Marco Panieri la descrive così: "Imola, una città di 70.000 abitanti che unisce l'Emilia e la Romagna attraverso quel trattino, quel trattino che corre lungo la via Emilia ma che porta imprese, storia e tantissima passione anche di motorsport. Una città che ha oltre 50.000 alberi, una città longeva, che ha una qualità della vita alta, con servizi molto alti, ha anche prezzi e comunque un valore economico inferiore rispetto a tante capitali o tante città del nostro territorio anche a livello europeo" afferma.

Lo incontriamo al Callegherie Osteria, ristorante curato dall'architetto Franco Rosignolo, che ne ha creato un gemello a New York. Situato nel centro storico lungo l'omonima via, un tempo costellata da botteghe dei conciapelle, dal latino 'callegarius', il locale è una tappa per l'alta cucina. Ma c'è anche il rinomato pasticcere Sebastiano Caridi che ha aperto il suo terzo punto vendita a Imola nell'autunno 2024, negli storici locali dell'ex Caffè Bacchilega in Piazza Giacomo Matteotti.

Pochi passi e si entra nel palazzo comunale, dalle sale sontuose. Come anche quelle di palazzo Tozzoni, luogo che ha una storia d'amore disperata da raccontare.

Ci si muove facilmente non a caso Imola è soprannominata la "città dei 15 minuti" per la vicinanza di tutto, incluso l'Autodromo. "Uno dei grandi progetti da scoprire sicuramente, oltre all'autodromo di Enzo e Dino Ferrari, è l'Osservanza, un parco molto interessante nel cuore della città ma anche questa distanza tra la stazione e l'autodromo. In 1500 metri troviamo la stazione, il centro storico, l'Osservanza e appunto l'autodromo. Prossimità scolastica, prossimità legata anche ai servizi sociosanitari molto importanti sui territori ma anche una forte vocazione di impresa. Una culla della cooperazione che ha anche manifattura, agricoltura e che sa rappresentare tantissima innovazione". Per Panieri la vocazione ingegneristica è un punto identitario di Imola, fin dai tempi in cui Leonardo da Vinci ne disegnò con precisione la mappa. Il primo cittadino collega questo al motorsport, all'aeronautica e all'aerospazio, ricordando quando l'astronauta Walter Villadei è venuto a Imola a condividere la sua esperienza; o FIB3R: l'impianto che ricicla la fibra di carbonio e favorisce la transizione ecologica, merito di una collaborazione con l'università e il gruppo Hera. E aggiunge: "Prima il carbonio era un rifiuto, oggi invece per noi il rifiuto non è più un rifiuto, è un'opportunità e quindi la nuova vita del carbonio in questo progetto che ad esempio rigenera quella parte che in tante auto, in tante auto del motorsport, ma anche negli aerei si trova e che quindi ritrova una vita anche all'interno della pista o magari nello spazio".

Servizio di Cristina Giuliano

Montaggio di Alessandra Franco

Immagini askanews

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Papa Leone XIV a Douala, Messa all'aperto davanti a 120 mila fedeli

Douala, (askanews) - Una folla festante si è radunata a Douala, in Camerun, per la grande messa all'aperto celebrata da Papa Leone XIV sulla spianata dello stadio Japoma, l'appuntamento più partecipato della sua visita nel Paese. Secondo il Vaticano, sulla base dei dati forniti dalle autorità locali, i presenti sono stati oltre 120 mila.

Tra caldo soffocante, cori, danze e preghiere, molti fedeli hanno affrontato lunghi viaggi o sono arrivati già nella notte pur di vedere il pontefice. La tappa di Douala arriva in un viaggio segnato dai richiami del Papa alla pace e dalle tensioni verbali con Donald Trump dopo le sue prese di posizione sulla guerra in Medio Oriente.

Nel Paese, dove i cattolici sono più di un terzo della popolazione, la visita di Leone XIV ha richiamato una partecipazione enorme e un clima di forte coinvolgimento popolare. Durante il soggiorno in Camerun il Papa ha chiesto ai leader del Paese di contrastare corruzione e abusi, e ha invitato i fedeli a respingere violenza e sopraffazione.

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Guterres alla Corte dell'Aja: violazioni diritto sotto i nostri occhi

L'Aia, 17 apr. (askanews) - Antonio Guterres lancia un allarme duro dalla Corte internazionale di giustizia dell'Aja, nel giorno dell'ottantesimo anniversario del massimo organo giudiziario delle Nazioni Unite. Il segretario generale dell'Onu ricorda che le decisioni della Corte sono vincolanti per le parti coinvolte e avverte che oggi le violazioni del diritto internazionale avvengono "sotto i nostri occhi". Un richiamo che arriva mentre, secondo Guterres, cresce anche la contestazione delle istituzioni nate per garantire giustizia e multilateralismo.

"Dobbiamo essere inequivocabili. Le decisioni della Corte, comprese le misure provvisorie, sono vincolanti per le parti di una causa. Il rispetto di queste decisioni non è facoltativo. È un obbligo che discende dalla Carta. Eppure oggi violazioni del diritto internazionale si stanno consumando sotto i nostri occhi".

"Le regole del diritto internazionale che proteggono la stessa Organizzazione delle Nazioni Unite vengono violate. Le istituzioni create per rendere giustizia, questa e altre, sono sempre più messe in discussione e contestate. E questa erosione non avviene ai margini del sistema internazionale. Avviene nel suo cuore, anche da parte di Stati ai quali sono affidate responsabilità uniche nel mantenimento della pace e della sicurezza internazionale".

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Sanchez e Lula, asse progressista contro Trump e l'ultradestra

Milano, 17 apr. (askanews) - Spagna e Brasile rafforzano l'asse politico ed economico con la firma di 15 accordi bilaterali al vertice di Barcellona, primo nel suo genere tra i due Paesi. Intese che spaziano da tecnologia e connessioni satellitari a sanità e materie prime critiche, in un contesto segnato da tensioni commerciali globali e crescente instabilità.

Il summit si inserisce nel quadro della Global Progressive Mobilisation, uno degli appuntamenti internazionali promossi dal premier spagnolo Pedro Sànchez e dal presidente brasiliano Luiz Inàcio Lula da Silva, con l'obiettivo dichiarato di costruire un fronte progressista capace di fare da contrappeso alle politiche di Donald Trump e all'avanzata delle destre radicali.

A sottolinearne la portata è lo stesso Sànchez: "Abbiamo firmato quindici accordi che sottolineerei come essenziali per il XXI secolo, che vanno dai minerali critici alle tecnologie dell'informazione e della comunicazione e alle connessioni satellitari. Stiamo avanzando anche su impegni sociali fondamentali ai quali entrambi i governi sono pienamente legati".

Nel vertice, che apre anche a una maggiore integrazione tra Unione europea e America Latina, Lula ha rimarcato la convergenza politica tra i due governi: "Il Brasile e la Spagna sono dalla stessa parte. Siamo la prova che è possibile trovare soluzioni ai problemi che ci affliggono, senza cedere alle promesse vuote dell'estremismo."

Alla mobilitazione progressista a Barcellona partecipano tanti politici italiani della sinistra, compresa la segretaria del Pd Elly Schlein, impegnata in incontri bilaterali e attesa il 18 aprile in un panel su clima, energia, digitale e difesa insieme alla vicepresidente della Commissione Ue Teresa Ribera e all'eurodeputato Mohammed Chahim.

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