CATEGORIE

Le ceramiche di Lucio Fontana, la manualità dell'avanguardia

di TMNews venerdì 10 ottobre 2025
2' di lettura

Venezia, 11 ott. (askanews) - Un Lucio Fontana diverso, meno concettuale e più legato alla materia, ma sempre capace di creare opere intense e affascinanti, che forse non sono state mai abbastanza considerate. La Collezione Peggy Guggenheim di Venezia dedica una mostra alle opere in ceramica dell'artista italo-argentino, significativamente intitolata "Mani-Fattura".

"Noi conosciamo Fontana di solito per i suoi tagli, per quel gesto autoritario, maschile, molto sicuro di sé - ha spiegato ad askanews Sharon Hecker, curatrice dell'esposizione -. Questa mostra vuole far vedere un altro Fontana, un Fontana più intimo, più in relazione con la creta, con il materiale, con le tecniche, più in sintonia con gli artigiani di Albisola dove lavorava e grande sperimentatore".

La sperimentazione, appunto, è forse l'elemento che si coglie maggiormente nei lavori esposti, insieme a una vocazione sempre evidente per l'avanguardia. Un aspetto, questo, che alimenta il dialogo con la collezione del museo veneziano. "Questa mostra - ha aggiunto la direttrice della Peggy Guggenheim, Karole P.B. Vail - rientra nel programma che abbiamo ormai da un po' di anni di organizzare mostre su artisti italiani del dopoguerra, come per esempio Tancredi, Edmondo Bacci, più recentemente Marina Apollonio. Però bisogna anche ricordarsi che anni fa avevamo fatto una mostra di Lucio Fontana intorno alle sue opere di New York e Venezia e quindi ci sembrava anche doveroso approfondire un aspetto praticamente sconosciuto, appunto le ceramiche di Fontana".

Esposte circa settanta opere, alcune delle quali mai viste prima, provenienti da collezioni pubbliche e private, che mettono in risalto la visione scultorea di Fontana attraverso un materiale come la creta. E la sua lezione resta di grande attualità. "Abbiamo tanti sperimentatori in ceramica nell'arte contemporanea - ha detto ancora Sharon Hecker - che ci permettono di tornare indietro e rivalutare il livello di sperimentazione che c'è in queste ceramiche, anche a livello di superficie, lo vedrete in mostra, ogni opera è un'opera diversa".

Tra un meraviglioso coccodrillo e dei concetti spaziali che sono dei piccoli capolavori, l'esposizione racconta una storia tremendamente affascinante, che ci riporta anche alla dimensione concreta dell'arte. "Un'altra cosa importante è che bisogna ricordare che tanti artisti amano molto lavorare con le mani - ha concluso Karole Vail - e questa mostra è proprio dedicata alla manualità, al fare, allo sporcarsi le mani".

In mostra è anche presentato un cortometraggio inedito, "Le ceramiche di Lucio Fontana a Milano," appositamente commissionato e realizzato dal regista argentino Felipe Sanguinetti. Concepito come parte integrante del percorso espositivo, il film conduce il pubblico in un viaggio cinematografico attraverso diversi luoghi della città lombarda.

tag

Ti potrebbero interessare

Marinaio bloccato in stretto di Hormuz: "Sento esplosioni e ho paura"

Roma, 13 mar. (askanews) - Un marinaio a bordo di una petroliera per il trasporto di GPL nel Golfo, appena a nord di Dubai, dice di sentirsi in pericolo di vita, essendo bloccato sulla nave e impossibilitato ad attraversare lo Stretto di Hormuz. Wang Shang, 32enne di origini cinesi, racconta ad Afp:

"Attualmente mi trovo a circa 30 miglia nautiche a nord di Dubai, nel Golfo Persico", dice Wang.

"Sì, siamo già bloccati qui da due settimane", conferma.

"La maggior parte dell'equipaggio di questa nave è filippino. Attualmente, ci sono solo due membri dell'equipaggio cinesi, insieme ad alcuni indonesiani", rivela.

"Attenzione a tutte le navi, qui Marina delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche. Per vostra informazione, ogni navigazione attraverso lo Stretto di Hormuz è vietata da ora in poi- è stato l'annuncio della Marina iraniana, come si sente da una radio di bordo, le cui riprese sono state fatte da Wang il 28 febbraio, giorno dello scoppio dell'offensiva israelo-americana contro l'Iran -".

"È vero che navi battenti bandiera cinese operano nella zona, ma devono soddisfare determinate condizioni - spiega, sottolineando che non è ovvio che tutte passino senza difficoltà - A quanto ne so, possono trasportare merci iraniane e devono presentare dichiarazioni preventive al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche".

Wang ha chiesto che il nome della sua imbarcazione non venisse reso noto, ma i siti di monitoraggio del traffico marittimo indicano che si trova vicino a una nave in difficoltà, la Source Blessing, una portacontainer battente bandiera liberiana con scafo nero, come si vede nelle immagini di Wang, che pubblica video su Douyin, la versione cinese di TikTok.

"La Source Blessing, ha preso fuoco dopo essere stata colpita da schegge giovedì (12 marzo, ndr), secondo gli armatori (la tedesca Hapag-Lloyd). Sono preoccupato perché ieri la sala macchine di una nave è stata colpita da un drone iraniano a sole due miglia nautiche dalla mia imbarcazione, ovvero a circa 3.600 metri, il che è molto vicino", aggiunge.

"Dopo essere stata colpita in sala macchine, sia il motore principale che il generatore sono stati danneggiati. Fortunatamente, nessuno a bordo è rimasto ferito - afferma, sottolineando - dato che tutti i membri dell'equipaggio erano di nazionalità cinese, ero piuttosto preoccupato. Ogni giorno a bordo della nave vedo lanci di missili e sento esplosioni, il che mi fa sentire in pericolo".

TMNews

Sirene antiaeree risuonano a Tel Aviv per allarme missili iraniani

Tel Aviv, 13 mar. (askanews) - Le sirene antiaeree risuonano a Tel Aviv, in Israele, dopo l'allarme lanciato dall'esercito per il presunto lancio di missili dall'Iran. Sono state udite diverse esplosioni, secondo quanto riportato da giornalisti di Afp sul posto.

"Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno identificato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele. I sistemi di difesa sono in funzione per intercettare la minaccia", ha dichiarato l'esercito israeliano.

TMNews

Attacco a base italiana a Erbil, il racconto del colonnello Pizzotti

Erbil (Iraq), 13 mar. (askanews) - Nella notte fra l'11 e il 12 marzo un attacco con un drone (alle 00.40 ora locale) ha colpito la sede dell'Italian National Contingent Command Land a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Il racconto di quella notte nelle parole del colonnello Stefano Pizzotti, comandante del contingente nazionale della missione "Prima Parthica" a Erbil.

"Già a partire dalle 20.30, il contingente italiano era stato attivato dalle forze della coalizione per un allarme di minaccia aerea e i militari italiani presenti all'interno della base, seguendo le procedure di sicurezza previste, avevano raggiunto le zone protette assegnate, caratterizzate dalle cosiddette fortificazioni difensive bunker. Il drone andava a impattare all'interno della base, provocando danni ad infrastrutture e materiali, al momento non quantificabili, mentre non ci sono stati danni alle persone", spiega il Colonnello Pizzotti.

"Dal momento dell'incidente, il ministro della Difesa, Guido Crosetto e il Capo di Stato Maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, sono stati in costante contatto e manifestano vicinanza a tutti gli uomini e donne del contingente" aggiunge, Pizzotti raccontando poi la situazione attuale nella base. "Il morale, nonostante la stanchezza, rimane alto - dice - Il personale è addestrato per affrontare anche queste situazioni, tenendo in considerazione che la sicurezza del personale rimane sempre la massima priorità".

TMNews

ASTOI: turismo e guerra in Medio Oriente, serve aspettare con pazienza

Milano, 13 mar. (askanews) - "Quando ci sono crisi di questa portata ci sono sempre varie fasi. La prima è proprio quella di emergenza diretta dei clienti che vanno riportati a casa, la seconda invece è quella che ha a che fare con le nuove prenotazioni o con i riavviamenti di clienti che avevano prenotato una vacanza in quell'area o tramite compagnia del Golfo. È chiaro che ormai lo sappiamo per esperienza, quando si verificano effetti così traumatici come una guerra, un evento climatico estremo, insomma cose che hanno una importanza globale, la prima reazione dei consumatori è quella di congelare tutti i pensieri rivolti al tempo libero, alle vacanze; è come se le persone fossero ferite, colpite da questo evento e in questo momento la vacanza la stanno se non altro rimandando". Lo ha detto ad askanews Pier Ezhaya, presidente di ASTOI - Confindustria Viaggi, ragionando sulla situazione del turismo in relazione alla crisi in Medio Oriente.

"Questo non ci preoccupa tanto sulle prenotazioni estive, perché sappiamo che è un fenomeno momentaneo e quindi abbiamo tutto il tempo di recuperarlo - ha aggiunto Ezhaya -. Un po' più complicata invece la situazione delle mete che sono operative adesso, perché al di là di quelle coinvolte nel conflitto del Medio Oriente, assistiamo a un calo di prenotazioni anche su altre aree, non coinvolte nella guerra. Ciò in parte è dovuto anche al tema dei voli, perché non dimentichiamo che le tre grosse compagnie del Golfo armano in maniera molto intensa il Sud-est asiatico e l'Oceano indiano. Però più in generale assistiamo proprio a una poca voglia di immaginarsi in vacanza. Quindi in questo momento le persone sono in una fase di attesa e dobbiamo quindi avere la pazienza di aspettare che questa fase acuta passi".

TMNews