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Melbourne, record per la Festa Italiana più internazionale di sempre

di TMNews venerdì 24 ottobre 2025
3' di lettura

Melbourne, 29 ott. (askanews) - Il cuore italiano di Melbourne batte come non mai. E quest'anno si è fatto sentire fino ai margini dei Carlton Gardens, tra il profumo di pasta fresca e la musica dal vivo che usciva dal Royal Exhibition Building. Oltre 130mila persone in due giorni: un record per la Festa Italiana & Expo 2025, che ha trasformato un evento comunitario in una festa di città, aperta, curiosa, piena di accenti diversi e di voglia di stare insieme.

Dietro la regia c'è il Co.As.It di Melbourne, il Comitato assistenza italiani fondato sessant'anni fa per dare supporto alla Comunità italiana, e che ha costruito nel tempo una macchina perfetta: oltre 200 espositori, un investimento da 2 milioni di dollari, cinquanta stand gastronomici, concerti jazz, tra cui quello di Rita Marcotulli, mostre, competizioni culinarie e spazi per famiglie. Una festa che si è evoluta nel tempo e che ora non appartiene più solo alla comunità italoaustraliana.

Lo spiega Elaine Bocchini, marketing & branding specialist del Co.As.It.: "La nuova filosofia è creare un evento che si rivolga non soltanto alla comunità italiana per festeggiare le nostre origini, le nostre tradizioni, ma che si apra nei confronti di un pubblico più ampio, un pubblico anche australiano multiculturale al quale noi vogliamo presentare, promuovere e proporre il prodotto italiano in stesso lato che includa cultura, arte, non soltanto cibo e vino, ma molto ma molto di più".

La festa si svolge tutti gli anni nel cuore dello storico quartiere italiano di Carlton. "Abbiamo scelto questo edificio - prosegue Elaine Bocchini - il Royal Exibilding, perché è nel quartiere di Carlton, che è il quartiere in cui sono arrivati gli italiani tanti tanti anni fa e perché ci ha offerto la possibilità di usare sia spazio all'interno che spazio all'esterno per aumentare la nostra proposta. L'edificio, come vedete, Vedete, è un edificio che ha delle ricorda parecchi degli edifici che si trovano in Italia e ha una cupola che è stata ispirata al Brunelleschi, per cui ci avvicina ancora di più alla nostra Italia".

Per il Ceo di Coasit Marco Fedi, l'evento non è più solo una festa ma ha un valore economico e sociale che la politica dovrebbe riconoscere.

"È un momento di possibile promozione anche per le aziende italiane - osserva Bocchini - perché anzitutto c'è un pubblico vastissimo. Il pubblico comprende australiani e gente che non conosce il prodotto italiano. E qui proponiamo molto di più che cibo e vino. Qui c'è tutta la produzione italiana, dall'arte alla moda, alle automobili agli oggetti per la casa. Qualunque prodotto italiano qui può essere promosso e rappresentato".

E in effetti la Festa è un piccolo laboratorio d'integrazione: giovani e anziani, italiani, australiani, asiatici, europei, mescolati tra cocktail artigianali e focacce pugliesi. Il 42% dei visitatori ha meno di 35 anni, il che dice molto: l'italianità non si eredita, si riscopre.

Forse è questo il segreto del successo: un pezzo d'Italia che si rinnova a ogni edizione, senza più bisogno di confini. La festa resta "italiana" solo nel nome; nella sostanza è un esperimento riuscito di appartenenza condivisa. Una lingua fatta di musica, cucina e sorrisi - che a Melbourne, da tempo, sanno parlare tutti.

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