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Alice Neel in Pinacoteca Agnelli a Torino: la pittrice delle persone

di TMNews giovedì 30 ottobre 2025
2' di lettura

Torino, 30 ott. (Askanews) - Alice Neel è una delle grandi pittrici del Novecento, con una forte tensione sociale e di vicinanza alle persone. Oggetto di una riscoperta negli ultimi anni, ora il suo lavoro approda anche alla Pinacoteca Agnelli di Torino. Pietro Rigolo, capo curatore della collezione, ci ha introdotto nel progetto espositivo: "Il titolo 'I am the Century' - ha spiegato ad askanews - deriva dal fatto che lei stessa ha detto in un'intervista che se avesse mai scritto un'autobiografia l'avrebbe intitolata Il secolo sono io, proprio perché era nata a gennaio del 1900 e poi morirà nel 1984 e quindi la sua vita attraversa davvero tutto, quasi tutto il secolo XX. È una pittrice che per tutta la sua vita rimane proprio dedicata alla pittura figurativa e in particolare alla pittura di persone. Lei non amava parlare di ritratti e di ritrattistica proprio per quest'idea che secondo lei l'idea di ritratto rimandava in qualche modo una concezione molto aulica di ritratti della nobiltà o di ritratti papali, mentre lei per tutta la vita si dedica proprio alla rappresentazione di qualsiasi tipo di persona e di tutto il ciclo della vita, quindi la mostra esplora proprio questo interesse nelle persone che vanno da i suoi familiari, i suoi amici, persone che incontra per strada. Lei visse per la maggior parte della sua vita a New York e poi soprattutto a partire dagli anni Sessanta quando inizia a diventare più celebre abbiamo anche ritratti di artisti, curatori, personalità del mondo dell'arte. È molto interessante come vadano proprio da raffigurazioni di neonati fino a raffigurazioni di persone molto anziane e addirittura c'è anche il caso dell'unico ritratto che lei fece di suo padre che ritrae morto dentro la bara, un ritratto che fece a memoria, subito dopo il funerale. Lavorava direttamente sulla tela con il pennello e con l'olio, quindi senza nessun disegno preparatorio, soprattutto a partire dagli anni Sessanta, come si vede anche in questo caso, una natura morta non un ritratto, ma cristallizza questo stile, che diventerà proprio il suo stile più famoso e più riconoscibile caratterizzata da questa linea blu che delinea i contorni, la tecnica del non finito, tutte queste parti che rimangono vuote e dall'uso della tela che viene lasciata bianca, così come viene preparata".

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