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Volontari@work, torna il Premio della Fondazione Terzjus

di TMNews mercoledì 3 dicembre 2025
3' di lettura

Roma, 3 dic. (askanews) -Riconoscere e diffondere le migliori esperienze del volontariato di competenza, un modello che unisce imprese, lavoratori ed Enti del Terzo Settore.

Questo il messaggio del premio "Volontari@work" promosso dalla Fondazione Terzjus.

Il presidente Luigi Bobba spiega: "Questo premio ha il significato di lanciare un ponte fra il mondo profit e quello non profit. Fra le imprese e gli enti di terzo settore. Delle imprese che prestano, senza oneri, a degli enti di terzo settore dei collaboratori, con le loro competenze per sviluppare e sostenere progetti, rispondere a dei bisogni importanti. E' un modo per alimentare la grande corrente del volontariato che rappresenta la risorsa principale delle organizzazioni di terzo settore".

Oggi 65 mila imprese offrono ai dipendenti opportunità strutturate di volontariato. Ma quali sono le prospettive per domani? Walter Rizzetto, presidente della XI Commissione Lavoro pubblico e privato della Camera, dice: "Sono prospettive molto ampie, nel senso che questo sarà un passaggio che oltre ad essere molto virtuoso per le aziende farà anche reputazione per le imprese stesse. La cosa interessante è che si sta diffondendo non soltanto in seno alle grandi aziende, il cui bilancio è quello di cercare di favorire un percorso del genere, ma anche alla piccola e media impresa. E questo per il mercato del lavoro significa formazione e significa socialità".

La presentazione alla Camera è stata l'occasione per discutere iniziative e proposte. Anche in vista del 5 dicembre, Giornata internazionale del volontariato.

Anna Ascani, vicepresidente della Camera, sottolinea: "Credo che facilitare lo scambio di competenze tra imprese e terzo settore sia utilissimo, ovviamente al terzo settore che ha bisogno di quelle competenze per vivere e continuare a crescere. Ma anche alle imprese che possono così fare formazione ai propri dipendenti, in qualche modo premiare la capacità di portare quelle competenze nella società laddove ce ne è più bisogno. Credo che lo Stato debba fare soprattutto da facilitatore, premiando le esperienze migliori e attraverso un quadro fiscale che sia il più possibile positivo di fronte a queste iniziative che spesso incontrano tante difficoltà burocratiche".

Ogni giorno 6 milioni di italiani mettono a disposizione tempo e capacità professionali per migliorare la vita delle comunità.

Bobba ricorda: "C'è un capitale invisibile del Paese, senza il quale però tanti bisogni rimarrebbero senza risposta. E soprattutto che coloro che fanno più fatica, coloro che vivono situazioni di disagio, di povertà, sarebbero in qualche modo abbandonati e più soli. Ecco allora che investire sul volontariato, anche attraverso il volontariato di competenza, anche chiamando in causa le imprese, diventa un modo per alimentare questa grande corrente del volontariato che è una risorsa che è una risorsa straordinaria per il Paese, per renderlo più coeso, più giusto, più solidale".

Il premio "Volontari@work", ideato da Sara Vinciguerra, vuol far emergere e valorizzare il ruolo strategico del volontariato di competenza come leva di innovazione sociale. E' il dare una mano della solidarietà.

Rizzetto aggiunge: "E' la storia che ci insegna certi passaggi, dal 1852 quando don Giovanni Bosco aiutò a scrivere il primo contratto di 'apprendizaggio'. 1891, l'Enciclica più sociale che esiste, la Rerum Novarum di Leone XIII, alla terza Enciclica di Papa Francesco 'Fratelli tutti'. Penso che questo ambito sia un humus molto fertile per far fiorire tutto quello che abbiamo detto oggi".

Le candidature sono aperte fino al 6 marzo 2026. La partecipazione è gratuita e aperta a imprese di ogni settore e dimensione, oltre che a Enti del Terzo Settore e Onlus.

La III edizione introduce un'importante apertura: possono partecipare anche le imprese con meno di 50 dipendenti, per favorire la diffusione del volontariato di competenza in tutto il tessuto produttivo, incluse le piccole realtà che rappresentano la struttura portante dell'economia italiana.

La giuria del premio si presenta con un equilibrio tra continuità e nuove competenze. Tra le riconferme figurano Maria Carla De Cesari (Il Sole 24 Ore), Alessandro Lombardi (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali), Mara Moioli (Italia non profit), Chiara Tommasini (Csvnet) e Giuseppe Tripoli (Unioncamere). Accanto a loro, si aggiungono importanti novità: Francesco Giorgino (Rai), Giancarlo Moretti (Forum Terzo Settore), Franca Maino (Università Statale di Milano), Stefano Arduini (Vita), Giuseppe Guerini (Cecop) e la Vicepresidente della Camera dei Deputati, Anna Ascani, che assume il ruolo di Presidente della Giuria.

A coordinare il gruppo, Sara Vinciguerra nel ruolo di segretario di giuria.

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