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Energia, l'appello di Federbeton: agire per competitività imprese

di TMNews giovedì 4 dicembre 2025
2' di lettura

Roma, 5 dic. (askanews) - Governare la transizione energetica, garantendo indipendenza all'Europa nel suo percorso di sostenibilità climatica, ma al tempo stesso mitigando l'impatto degli "Ets", i sistemi di scambio sulle quote di emissioni che, così come sono stati disegnati, rischiano di colpire duramente le spese delle famiglie e ancor di più quelle delle imprese. È stato il tema affrontato ieri durante una conferenza organizzata alla Camera dei deputati.

Una occasione di confronto tra esponenti delle istituzioni e delle aziende, dalle quali sono giunti pressanti appelli ad intervenire. Come nel caso dall'industria di cemento e calcestruzzo: a lanciare il richiamo il presidente di Federbeton, Stefano Gallini.

"In questo momento l'industria è sotto attacco. Sotto attacco da materiali prodotti all'estero, l'Italia è posizionata in mezzo al Mediterraneo, è un mercato competitivo, di fronte a noi abbiamo Africa e Turchia che ovviamente ci vedono come una opportunità per esportare i loro prodotti. Le industrie europee e l'industria italiana sono chiamate, sia per regole che per volontà, soprattutto a investire in sostenibilità e decarbonizzazione, che ovviamente portano con sé investimenti e costi operativi. Il Cbam, che è il Carbon border adjustment mechanism, sarebbe almeno un meccanismo per cercare di compensare quello che le imprese italiane e europee stanno affrontando e che invece i paesi esportatori, Nord Africa e Turchia, soprattutto non sempre condividono. Non condividono le strategie, non condividono gli obiettivi, non condividono soprattutto gli investimenti".

Un problema riconosciuto dallo stesso governo, presente ai lavori con il ministro dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, secondo cui le politiche ambientali Ue non devono diventare né autogol, né errori ideologici come accaduto con il piano Fit-for-55 del Gree Deal.

"Federbeton è l'associazione che raccoglie la filiera di cemento e calcestruzzo. In Italia rappresenta circa 4.000 imprese, 44.000 addetti, per più di 17 miliardi di fatturato. Un settore strategico in tutti i paesi del mondo, ma in particolare in Italia sta vivendo un momento moderatamente positivo, soprattutto legato ai progetti infrastrutturali del Pnrr".

E questo è l'appello di Gallini. "Quindi, in questo momento chiediamo che vengano disegnate delle decisioni che per l'industria italiana portino ad una maggiore competitività in modo che l'industria continui ad investire sia insostenibilità, sia in qualità dei prodotti che sono strategici per il paese".

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