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Pescara (FenImprese) Italia, il paradosso fiscale

di TMNews giovedì 4 dicembre 2025
2' di lettura

Roma, 9 dic. (askanews) - La legge di bilancio 2026, attesa per l'approvazione entro fine anno, fotografa un Paese fermo. Secondo i dati analizzati da Daniele Pescara, Presidente di FenImprese Dubai, gli italiani pagano in media il 42,8% di tasse, a fronte di una crescita economica pari allo 0%. Il quadro che ne emerge è quello di un'Italia bloccata: salari fermi da oltre trent'anni, mercato del lavoro stagnante e scarse prospettive per le nuove generazioni.

Secondo Pescara, le famiglie e le imprese italiane si trovano in una condizione di "iper-tassazione" a fronte di servizi e opportunità sempre più ridotti. "Se non c'è crescita - sottolinea - non ci saranno nuovi posti di lavoro per i giovani, né sbocchi imprenditoriali concreti". La combinazione tra elevata pressione fiscale e bassa produttività rende difficile pianificare investimenti e dinamiche occupazionali stabili. Nonostante le agenzie di rating hanno mostrato giudizi positivi nei confronti del BelPaese, a rendere la situazione ancora più complessa, emerge un evidente squilibrio tra contribuenti: mentre imprese e famiglie pagano quasi metà del loro reddito in tasse, l'Italia continua ad attrarre i grandi patrimoni internazionali, offrendo condizioni fiscali estremamente vantaggiose ai Paperoni di tutto il globo.

La flat tax per i super-ricchi, che nel 2026 sarà fissata a 300.000 euro, consente ai milionari stranieri di stabilirsi nel Paese beneficiando di sanità e welfare, senza sostanzialmente contribuire al fisco nazionale. "Di fatto - afferma il numero uno di FenImprese, che è anche Ceo di Daniele Pescara Consultancy - saranno i cittadini italiani a pagare per loro". Di fronte a questo scenario, cresce il fenomeno della delocalizzazione patrimoniale e fiscale. Se in passato la ricerca di soluzioni estere era sporadica e poco organizzata, oggi è diventata una strategia strutturata: holding, fondazioni e trust familiari vengono sempre più impiegati per proteggere i patrimoni e ridurre il carico fiscale.

Secondo Daniele Pescara, oggi si registra un +72% di interesse da parte di contribuenti e aziende verso questi strumenti di internazionalizzazione. È la risposta, legale ma sintomatica, a un sistema fiscale percepito come insostenibile.

La nuova generazione, formata in Italia ma proiettata all'estero, assiste ad un Paese che soffre. Sempre più giovani laureati cercano opportunità oltre confine, mentre numerosi imprenditori stanno valutando alternative fiscali e operative fuori dal territorio nazionale. Il rischio è duplice: perdita di 'capitale umano' e impoverimento fiscale, due fattori che potrebbero indebolire ulteriormente l'economia nazionale. I dati della legge di bilancio 2026 - spiega Pescara - impongono un confronto urgente: "È corretto discuterne, avere un contraddittorio e mettersi in gioco per capire quale sarà il futuro del nostro Paese. La direzione da prendere dipenderà dalla capacità delle istituzioni di ricostruire fiducia, incentivare la crescita e fermare la fuga di talenti e risorse. Senza una riforma fiscale equa e lungimirante, il rischio è che l'Italia rimanga la "terra del paradosso fiscale": un Paese dove si paga molto e sempre di più, ma si riceve sempre meno".

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