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Gaza, palestinesi condannano l'attacco a Bondi Beach: danneggia la pace

di TMNews lunedì 15 dicembre 2025
1' di lettura

Khan Younis, 15 dic. (askanews) - I palestinesi condannano la sparatoria avvenuta in Australia in cui sono state uccise 15 persone durante una festa ebraica sulla spiaggia di Bondi Beach a Sydney, definendola "il risultato dell'odio che ha avuto inizio con la guerra" tra Israele e Hamas.

"Abbiamo appreso la notizia con grande shock" racconta un residente di Khan Younis - è qualcosa che né noi né il nostro popolo possiamo tollerare, respingiamo totalmente questo atto. Non desideriamo affatto questi attacchi, offendono ogni arabo, ogni palestinese e ogni musulmano in tutto il mondo".

"Siamo un popolo palestinese che ama la pace, la desidera, crede in essa e lotta per ottenerla - afferma un altro - quello che è successo danneggia la pace, e noi siamo un popolo aperto a tutte le nazioni del mondo".

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Israele, Katz minaccia il capo di Hezbollah: pagherà prezzo altissimo

Gerusalemme, 2 apr. (askanews) - Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha minacciato il leader di Hezbollah Naim Qassem, avvertendolo che pagherà un "prezzo straordinariamente alto" per l'intensificazione degli attacchi durante le festività ebraiche in corso. In un videomessaggio, Katz ha accusato Hezbollah di aver preso di mira civili israeliani riuniti per il Seder di Pesach e durante i giorni della Pasqua ebraica.

"Ho un messaggio chiaro per Naim Qassem, segretario generale dell'organizzazione terroristica Hezbollah: tu e i tuoi complici - afferma Katz - pagherete un prezzo straordinariamente alto per l'intensificazione del lancio di razzi contro civili israeliani mentre erano riuniti per celebrare il Seder di Pesach, la commemorazione dell'Esodo del popolo ebraico dalla schiavitù alla libertà, e per tutti gli attacchi durante la festività di Pesach, in un atto che richiama l'assalto di Amalek contro Israele durante l'uscita dall'Egitto. Non vivrete abbastanza per vederne le conseguenze. Sarete consegnati alle profondità dell'inferno insieme a Nasrallah, Khamenei, Sinwar e agli altri esponenti sconfitti dell'asse del male".

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Roma, 2 apr. (askanews) - Claudio Bisio torna in tv con un nuovo personaggio, il commissario Vasco Benassi, nella serie "Uno sbirro in Appennino", dal 9 aprile su Rai1. La serie diretta da Renato De Maria è ambientata a Muntagò, paese immaginario dell'Appennino dove questo poliziotto un po' sui generis torna aver lavorato per anni a Bologna come capo della Squadra Omicidi.

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Le indagini sui casi che dovrà affrontare aiuteranno Benassi a riprendere contatto con le proprie radici, creare nuove relazioni, come quella con la giovane agente interpretata da Chiara Celotto, e approfondirne altre, come quella con il suo amore di gioventù Valentina Lodovini. "All'inizio è arrabbiato, deluso, offeso per questo trasferimento, per questa punizione, depresso anche se vogliamo, cupo, poi invece si scoprirà più contento, al punto che. - ha rivelato - Adesso non voglio fare troppi spoiler, ne ho già fatti troppi, al punto che alla fine vorrà rimanere lì a tutti i costi".

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Zampe incastrate e niente acqua, il trasporto degli ovini per Pasqua

Roma, 2 apr. (askanews) - Pecore ferite costrette a viaggiare con le zampe rotte e incastrate nelle partiture del camion, lettiera insufficiente e carica di ammoniaca, assenza di spazio sopra la testa, densità eccessive e beverini non funzionanti o non raggiungibili. Ancora una volta Essere Animali, insieme ad Animal Welfare Foundation, documenta irregolarità sui camion adibiti al trasporto di ovini destinati ai macelli italiani prima della Pasqua.

Tra il 23 e il 28 marzo gli attivisti hanno percorso 2700 chilometri e attenzionato 5 camion, di cui 2 segnalati alle autorità e in seguito sottoposti a controllo, nello specifico in provincia di Imperia e di Savona.

Il caso più grave documentato da Essere Animali e Animal Welfare Foundation riguarda un camion che trasportava 300 pecore francesi dirette a un macello in provincia di Pescara. Sul mezzo viaggiavano almeno quattro pecore con gli arti fratturati e incastrati tra la parete laterale e il pavimento del rimorchio, probabilmente sin dal momento del carico, avvenuto molte ore prima.

Dopo la segnalazione delle associazioni, il camion è stato fermato in un'area di servizio sulla A10 nei pressi di Savona da parte della Polizia Stradale, che ha richiesto poi l'intervento di una veterinaria dell'ASL. Il controllo veterinario si è limitato a una rapida osservazione degli animali sul primo livello del camion e ha del tutto ignorato lo stato di salute degli ovini incastrati sul terzo livello.

La normativa prevede che gli animali feriti vengano scaricati nella stalla di controllo più vicina, evitando così di esporli a ulteriori sofferenze. Nonostante ciò, la veterinaria ha consentito al camion di proseguire il viaggio verso il macello, sebbene la stalla di controllo fosse proprio lungo il percorso, sottoponendo gli animali più vulnerabili ad almeno altre 10 ore di trasporto. L'unica azione intrapresa dall'autorità competente è stata la redazione di un verbale "pendente", con cui si è riservata di confermare eventuali sanzioni dopo l'analisi del rapporto e delle immagini da parte di un team di veterinari.

Per il sesto anno di fila Essere Animali è tornata sulle autostrade italiane per monitorare i camion carichi di agnelli provenienti dall'estero e diretti ai grandi macelli di Toscana, Abruzzo, Lazio e Puglia per essere uccisi prima della Pasqua.

Le principali problematiche di benessere animale riscontrate sono tipiche dei trasporti su lunga distanza e includono densità eccessive di carico tali da impedire agli animali di sdraiarsi per riposare o raggiungere i beverini; presenza di beverini non adeguati e quindi inutilizzabili dagli animali, costretti a viaggiare anche 30 ore senza poter bere; lettiera insufficiente e in alcuni casi quasi assente; spazio insufficiente sopra la testa degli animali per assicurare una ventilazione adeguata e garantire movimenti naturali; mezzi di trasporto costruiti, mantenuti e usati senza garantire l'incolumità degli animali.

Le attività quest'anno sono state realizzate in collaborazione con Animal Welfare Foundation e si sono concentrate in Liguria al confine di Ventimiglia, da cui transitano i camion provenienti da Francia e Spagna, due dei principali esportatori di pecore e agnelli verso l'Italia.

Nel 2025 su un totale di circa 510 mila agnelli importati in Italia dall'Unione Europea, quelli arrivati da questi due Paesi sono stati oltre 136 mila, dopo viaggi che superavano anche le 24 ore.

Secondo i dati Eurostat, tra marzo e aprile dello scorso anno, durante il periodo che precedeva la Pasqua, l'Italia ha importato dal resto dell'Unione europea oltre 153 mila agnelli. Secondo la Banca Dati Nazionale dell'Anagrafe Zootecnica, tra il 2024 e il 2025 le macellazioni di agnelli nel nostro Paese sono aumentate, passando da 1,53 milioni nel 2024 a 1,65 milioni nel 2025.

Recentemente l'Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) ha dato indicazioni chiare sul trasporto in un parere scientifico dedicato: è necessario aumentare gli spazi a disposizione degli animali, evitare di esporli a intemperie e temperature estreme (soprattutto nel periodo estivo) e ridurre drasticamente le ore di viaggio, sconsigliando quindi di fatto i trasporti su lunga distanza.

Difatti, come le associazioni per la tutela degli animali denunciano da anni, la normativa attuale in tema di trasporto, il Regolamento (CE) n.1/2005, non è sufficiente a proteggere gli animali durante questa fase delicata, crea a tutti gli effetti una vasta zona grigia non regolamentata e non permette di intervenire in modo appropriato quando il benessere animale non è rispettato.

Secondo un recente sondaggio commissionato da Eurogroup for Animals, Essere Animali e LAV, e presentato a gennaio di quest'anno al Parlamento europeo, gli italiani risultano essere in assoluto i cittadini più preoccupati di tutta l'Unione Europea (90% su una media di 82%) quando si parla di "benessere animale" durante il trasporto. Gli italiani sono anche i più inclini a ritenere inaccettabili i trasporti su lunga distanza, a prescindere dalle condizioni o dai tempi di percorrenza, e tra quelli disposti a spendere di più, a patto che le condizioni di trasporto siano migliori.

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Al parco Le Cornelle di Valbrembo due rarissimi esemplari di okapi

Bergamo, 2 apr. (askanews) - Al Parco Faunistico Le Cornelle di Valbrembo è arrivata una delle specie più rare e misteriose del pianeta: 2 esemplari maschi di okapi (Okapia johnstoni).

Il Parco Faunistico Le Cornelle è stato scelto dall'E.A.Z.A., European Association of Zoos and Aquaria, per ospitare questa specie - una delle più minacciate al mondo - considerata dalla Repubblica Democratica del Congo un tesoro nazionale, simbolo di orgoglio e identità culturale. Il parco si unisce così a una ristrettissima rete europea che conta solo un centinaio di esemplari in ambiente controllato.

"In un'epoca segnata da conflitti e smarrimento dei valori - spiega la dott.ssa Nadia Mantovani, responsabile didattica del Parco Faunistico Le Cornelle -, l'okapi, emblema di resilienza, si erge a simbolo di un'esistenza pacifica e schiva, custode di un equilibrio naturale che l'uomo è chiamato a riscoprire e a proteggere. Il modo di vivere degli okapi non conosce scontro, ma solo armonia: la pace, per questa specie, è l'unica vera espressione di forza".

Mammifero originario delle foreste tropicali dell'Africa centrale, l'okapi sfoggia un manto dalla colorazione variabile tra il marrone e il bruno rossastro, impreziosito da striature che ricordano quelle della zebra, nonostante sia imparentato con la ben più nota giraffa. Alto circa 1,5 metri al garrese e lungo fino a 2,5 metri, è dotato di una lingua prensile di colore bluastro utilizzata per la toelettatura e per la presa del cibo. Con questi nuovi arrivi, il Parco Faunistico Le Cornelle riafferma il proprio ruolo cruciale nella conservazione delle specie minacciate, offrendo al pubblico non solo la possibilità di scoprire da vicino questi esemplari, ma un manifesto di pace e resilienza biologica.

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