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Crans-Montana, procuratrice conferma: rogo provocato dalle candele

di TMNews venerdì 2 gennaio 2026
1' di lettura

Sion, 2 gen. (askanews) - È stata aperta una inchiesta per incendio colposo, omicidio colposo e lesioni colpose in merito alla strage di Capodanno nella discoteca di Crans-Montana, in Svizzera, dove secondo l'ultimo bilancio ufficiale sono morte 40 persone, per la maggior parte ragazze e ragazzi giovanissimi.

Cifre che riguardano esclusivamente le persone identificate, e quindi destinate a salire, ha precisato la procuratrice generale Beatrice Pilloud in una conferenza stampa da Sion, da cui è arrivata qualche certezza in più sulla dinamica.

"Alcune delle ipotesi formulate all'epoca trovano oggi conferma. Tutto lascia infatti supporre che l'incendio sia stato provocato dalle candele incandescenti o dai fuochi d'artificio che erano stati posizionati sulle bottiglie di champagne e che il tutto fosse stato avvicinato troppo al soffitto."

Cominciati anche i primi interrogatori da parte degli inquirenti. "Tra le persone interrogate figurano in particolare i due gestori, francesi, e alcuni sopravvissuti", ha confermato Pilloud.

L'indagine dovrà accertare se le norme di sicurezza siano state rispettate, ad esempio se fossero in regola la copertura per insonorizzare del soffitto e le uscite di sicurezza.

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"Ci ho parlato mentre lo soccorrevo insieme ad altre due persone che ho portato giù in ospedale, mi ha detto che a un certo punto qualcuno ha urlato 'fuoco' nella zona del bar come avete visto in tutti i video e da lì il fuoco si è diramato in una maniera impressionante e velocissima". "Mi ha detto papà sto male, non so come fare, sto malissimo, mi fanno male le mani... e tutti quanti avevano le mani così, le ragazze stavano purtroppo peggio perché avevano la gonna con le calze, mentre i ragazzi avevano i jeans e quindi i jeans proteggevano le gambe, le ragazze sono più ustionate dei ragazzi".

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Sono ritratti che hanno forza e intensità, che raccontano una storia più complessa e appassionata, che sanno essere ironici, ma sempre affettuosi verso i soggetti e che, in qualche modo, riescono ad apparire assolutamente naturali anche se un elemento di posa o, quanto meno, di costruzione dello scatto, appare indiscutibile. Non sono insomma, solo "foto rubate".

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