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Trump: guideremo il Venezuela fino a una transizione sicura

di TMNews sabato 3 gennaio 2026
1' di lettura

Palm Beach, 3 gen. (askanews) - "Continueremo a guidare il Paese fino a quando non saremo in grado di effettuare una transizione sicura, adeguata e saggia. Quindi, non vogliamo che qualcun altro sia coinvolto e ritrovarci nella stessa situazione che abbiamo vissuto negli ultimi lunghi anni". Così Donald Trump nella conferenza stampa dalla Florida sull'attacco Usa in Venezuela, che ha spodestato Nicolas Maduro, catturato con la moglie e portato in Usa.

"Continueremo a governare il Paese fino a quando non saremo in grado di effettuare una transizione sicura, adeguata e saggia, e dovrà essere saggia. Perché questo è ciò che ci contraddistingue", ha aggiunto.

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Raid israeliano nella Striscia di Gaza, morti 5 bambini

Milano, 9 gen. (askanews) - Queste immagini arrivano da Nuseirat nella Striscia di Gaza, dove si vedono i soccorritori intervenire dopo un attacco israeliano recuperando i corpi delle vittime: 13, secondo l'agenzia di protezione civile di Gaza. Sono morti anche cinque bambini.

A Gaza si continua a morire, nonostante il cessate il fuoco in vigore ormai dallo scorso 11 ottobre, a cui si è arrivati dopo difficili e lunghe trattative che hanno coinvolto la comunità internazionale e in particolare gli Stati Uniti e dopo mesi di bombardamenti: durante questa tregua di 3 mesi sono stati uccisi 439 palestinesi, 1.223 sono i feriti.

Secondo l'agenzia di stampa Wafa, il bilancio dall'ottobre 2023 è di 71.409 i morti e 171.304 i feriti a Gaza.

TMNews

Francia: "Abbiamo il diritto di dire no agli Stati Uniti"

Parigi, 9 gen. (askanews) - La Francia rivendica il diritto di dire "no" agli Stati Uniti quando le scelte di Washington risultano inaccettabili. A dirlo è il ministro degli Esteri Jean-Noel Barrot, intervenendo al tradizionale discorso annuale davanti agli ambasciatori francesi, in un contesto segnato da crescenti tensioni tra alleati e da un ordine internazionale sempre più fragile.

Nel suo intervento, Barrot ha avvertito che l'Unione europea è minacciata da avversari esterni e ha respinto le accuse provenienti dagli Stati Uniti secondo cui l'Europa sarebbe a rischio di "cancellazione civile e culturale".

"Nel giro di pochi mesi, la nuova amministrazione americana ha deciso - ed è un suo diritto - di ripensare i legami che ci uniscono. È anche nostro diritto - ha affermato il ministro - dire no a un alleato storico, per quanto storico possa essere, quando una proposta non è accettabile. E quando bisogna dire no, il momento migliore è sempre il primo".

"In Europa, in America Latina e in Asia, la sovranità delle nazioni viene messa in discussione da Paesi che sono membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'ONU - ha aggiunto Barrot -, gli stessi incaricati di garantire l'ordine internazionale. Viviamo un paradosso: chi ha concepito un ordine fondato sul diritto oggi ritiene di avere più da guadagnare nel violarlo che nel difenderlo. Questa non è la nostra visione".

"Il diritto internazionale va difeso per principio, perché è lo scudo di chi non ne ha. È un bene comune - ha osservato Barrot - è la condizione della pace, della stabilità e della sicurezza per il maggior numero possibile. Ogni nazione, per quanto potente, a un certo punto della sua storia ha sempre bisogno di porsi sotto la protezione del diritto".

"No, l'Europa non è sull'orlo della dissoluzione della civiltà europea. E le voci presuntuose che lo sostengono farebbero meglio a preoccuparsi della propria scomparsa. La civiltà europea è indelebile: è una civiltà dello spirito, forgiata pazientemente nel corso di due millenni", ha concluso il ministro degli Esteri francese.

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"Donne in Emigrazione" è tema del Premio Italia Radici nel Mondo 2026

Roma, 9 gen. (askanews) - "Donne in emigrazione": è il tema del Premio Italia Radici nel Mondo-Toto Holding 2026, di cui è stato presentato nella Sala Stampa della Camera dei deputati il Bando della Seconda edizione. Il concorso di racconti inediti rivolto agli italiani e alle italiane residenti all'estero e agli/alle italodiscendenti è stato definito "un tributo alle tante radici italiane sparse nel mondo", che quest'anno vuole dare voce a storie di donne emigrate che hanno contribuito in modo significativo e con passione alla costruzione delle nostre società, secondo gli ideatori.

Il deputato del Pd eletto in America meridionale, Fabio Porta,(oltre che membro della Commissione Affari esteri e comunitari e vice presidente Comitato italiani all'estero) ricordando che nel 2026 cade anche l'ottantesimo anniversario del suffragio universale, ha affermato:

"Il ruolo che le donne hanno avuto nella storia della nostra immigrazione è fondamentale, quindi è giusto che il premio si occupi di cosa hanno fatto, di cosa fanno e di cosa potranno ancora fare le donne nell'immigrazione italiana", ha detto ad askanews.

Il premio nasce dalla sinergia tra il John Fante Festival e il Piccolo Festival delle Spartenze (con il patrocinio di: gruppo di ricerca L&gend Letteratura & Identità di Genere dell'Università D'Annunzio di Chieti-Pescara, Società Dante Alighieri e MAECI). Cresciuta tra il Canada e la Svizzera l'ideatrice Giovanna di Lello, direttrice del John Fante Festival di Torre Peligna (in provincia di Chieti), all'interno del quale il premio è inserito, ha spiegato:

"Abbiamo voluto fortemente parlare di donne perché le donne sono poco rappresentate nella storia dell'emigrazione mondiale e soprattutto le scrittrici non emergono", ha spiegato ad askanews.

"I racconti finalisti saranno raccolti in un volume che presenteremo come abbiamo fatto per la prima edizione, in Italia e all'estero. Per noi è importante raccogliere queste storie e sicuramente avremo delle bellissime sorprese".

Giuseppe Sommario, co-ideatore e docente all'Università Cattolica del Sacro Cuore e direttore del Piccolo Festival delle Spartenze che si tiene ogni anno dal 2016 a Paludi (Cosenza), ha aggiunto:

"Un tributo alle tante storie, anche quelle poco note, ai tanti che sono partiti, a coloro soprattutto che non sono arrivati o non sono riusciti a tornare, queste storie sono radici italiane sparse nel mondo che ci parlano di noi", ha spiegato ad askanews.

"Anche i nostri festival sono un tributo e un modo di ritornare. Penso sia arrivato il momento che la nostra storia delle emigrazioni sia raccontata, che si capisca quanto gli italiani nel mondo possano essere una risorsa per questo Paese", ha concluso l'ideatore del premio.

Il Premio è organizzato dal Comune di Torricella Peligna (CH), ente organizzatore del John Fante Festival, con la partnership di Toto Holding, la collaborazione della Fondazione Pescarabruzzo e del Piccolo Festival delle Spartenze.

Alla conferenza stampa hanno partecipato anche Carmine Ficca, sindaco del Comune di Torricella Peligna, Nicola Di Pietrantonio, consigliere del Comune di Torricella Peligna, Toni Ricciardi, Deputato eletto nella Circoscrizione Estero-Europa, Paolo Masini, Presidente del Museo Nazionale dell'Emigrazione di Genova (MEI). Ha moderato l'incontro Gianni Lattanzio, Direttore editoriale di "MeridianoItalia".

La giuria del premio è composta da Vito Teti (presidente), Giovanna Di Lello, Giuseppe Sommario, Antonio Bini, Maria Concetta Costantini, Giovanna Chiarilli, Roberta Sibona, Toni Ricciardi, Gianni Lattanzio.

Tutte le opere finaliste saranno raccolte e pubblicate in un volume, le opere vincitrici riceveranno un premio in denaro per le due categorie previste: "Nuova Emigrazione" e "Italodiscendenti".

La categoria "Nuova Emigrazione" è dedicata a riconoscere e valorizzare le storie, le esperienze e i contributi degli italiani che, in tempi recenti, hanno scelto di stabilirsi all'estero.

La categoria "Italodiscendenti", invece, celebra i discendenti di italiani emigranti, che, pur vivendo in contesti culturali differenti, continuano a mantenere vive le radici italiane. Entrambe le categorie mirano a promuovere l'importanza della diaspora italiana e a rafforzare i legami tra l'Italia e le comunità italiane nel mondo.

Per maggiori informazioni https://www.johnfante.org

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Crans Montana, Tajani: in Italia titolare sarebbe stato arrestato subito

Roma, 9 gen. (askanews) - L'arresto del titolare del bar Le Constellation a Crans Montana è il primo atto di giustizia? "È quello che aveva sempre detto l'ambasciatore, in Italia sarebbero stati arrestati da subito, adesso vediamo che cosa succederà, è giusto che si faccia giustizia e che la magistratura vada fino in fondo insieme alla polizia. Ci sono ovviamente delle responsabilità. I responsabili, ovviamente al termine di un processo e se sono colpevoli, vanno puniti". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli esteri Antonio Tajani, rispondendo a una domanda dei cronisti al termine della messa in suffragio delle vittime italiane del rogo di Crans Montana.

"Io credo che sia giusto che l'Italia si costituisca parte civile perché questa è stata una ferita inferta a tutto il nostro paese, avete visto quanta commozione c'è stata in Italia quindi credo che sia giusto che l'Italia si costituisca parte civile nel procedimento penale nei confronti di chi ha commesso dei reati perché è ovvio che ci sono delle responsabilità, non è stata una fatalità", ha aggiunto il ministro.

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