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Clima, il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato

di TMNews mercoledì 14 gennaio 2026
1' di lettura

Bruxelles, 14 gen. (askanews) - Il pianeta ha registrato nel 2025 il terzo anno più caldo mai osservato, secondo i dati del servizio europeo Copernicus Climate Change Service. Le analisi mostrano una sequenza di undici anni consecutivi eccezionalmente caldi, la più lunga mai registrata. In base ai dati, la media delle temperature degli ultimi tre anni supera la soglia di 1,5 gradi rispetto ai livelli pre-industriali.

A Bruxelles, commentando i dati, il direttore generale del European Centre for Medium-Range Weather Forecasts, Florian Pappenberger, ha riassunto così i principali elementi emersi dall'analisi: "Il punto chiave del 2025 è che si tratta del terzo anno più caldo mai registrato. Abbiamo undici anni consecutivi molto caldi, i più caldi mai osservati. Gli ultimi tre anni, in media, sono tutti sopra la soglia di 1,5 gradi. Questi sono, a mio avviso, i tre messaggi principali".

Pappenberger ha poi richiamato l'attenzione sugli effetti sanitari delle temperature estreme.: "Il caldo e le ondate di calore sono uno dei più grandi killer silenziosi della nostra società. Eventi di questo tipo possono diventare ancora più estremi e avere un impatto diretto su specifiche popolazioni vulnerabili".

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All'aeroporto, premier e delegazione italiana sono stati ricevuti dal vice primo ministro della Difesa, H.H. Sayyid Shihab bin Tariq Al Said, e dall'Ambasciatore d'Italia a Mascate, Pierluigi D'Elia.

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Negli scavi di archeologia preventiva, condotti dalla Soprintendenza Speciale di Roma del Ministero della Cultura, diretta da Daniela Porro, per l'attuazione di un programma urbanistico nell'area, sono emerse due vasche monumentali, un sacello, un luogo di culto probabilmente dedicato a Ercole, divinità legata all'agricoltura e alla pastorizia, centrale in quest'area, se si pensa al santuario in suo onore lungo la via Tiburtina e molto altro. Fabrizio Santi, archeologo della Soprintendenza Speciale di Roma:

"Innanzitutto un lungo asse viario che è ricostruibile per circa 250 metri. Qui in antico passava un corso d'acqua, quindi l'asse viario doveva sicuramente scavalcare anche il corso d'acqua. Abbiamo poi rinvenuto due vasche monumentali, una delle quali alle mie spalle, lunga circa 30 metri, la cui funzione ancora non è del tutto chiara, potrebbe avere però una funzione cultuale rituale, ma non è da escludere neanche quella produttiva o comunque semplicemente di raccolta dell'acqua. L'altra vasca dista poche decine di metri, si trovava dall'altra parte del corso d'acqua e ha delle misure leggermente diverse, è più profonda e più piccola".

Tra i tesori due tombe di età repubblicana che facevano parte di un unico complesso monumentale. "Come si evince da alcuni blocchi in tufo ancora in situ, doveva esserci una facciata monumentale poi spoliata già nei secoli successivi, con due corridoi d'accesso, uno per ogni camera. La camera più importante ha portato al rinvenimento di un grande sarcofago in peperino databile nel corso del IV secolo a.C., probabilmente attorno alla fine del IV secolo a.C., e tre urne con dei coperchi displuviati, cioè fatti a tetto. Abbiamo trovato del materiale di corredo in questa camera, probabilmente collegati a una delle deposizioni, uno specchio in bronzo e alcuni vasi" ha spiegato ancora l'archeologo.

Ritrovamenti che dovranno essere contestualizzati in un'area dove è presente anche il Casale di Pietralata che insiste probabilmente sui resti di una villa romana. Completato lo scavo, sarà avviato lo studio per un piano di valorizzazione dell'area. "La tomba ha un bellissimo portale in tufo, che era chiuso da un lastrone monolitico di pietra veramente molto pesante, quindi c'è sicuramente la volontà di lasciare a vista almeno il portale della tomba" ha spiegato ancora Fabrizio Santi.

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