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La premier Meloni arrivata a Tokyo, seconda tappa della missione in Asia

di TMNews giovedì 15 gennaio 2026
1' di lettura

Tokyo, 15 gen. (askanews) - La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è arrivata in Giappone, a Tokyo, per la seconda tappa della missione ufficiale nel continente asiatico. L'arrivo nell'impero del Sol Levante coincide con il compleanno della Presidente del Consiglio che festeggia 49 anni accompagnata anche dalla figlia Ginevra.

La delegazione italiana è stata accolta dal vice ministro degli Esteri del Giappone, Arfiya Eri, e dall'ambasciatore d'Italia in Giappone, Gianluigi Benedetti. Domani, presso la residenza ufficiale (il Kantei), è previsto l'incontro con la prima ministra, Sanae Takaichi.

Italia e Giappone condividono "principi normativi e istituzionali che ci permettono di scegliere il rafforzamento della cooperazione bilaterale e di agire insieme sulla scena globale per difendere un ordine internazionale libero, giusto e aperto, in un contesto segnato da instabilità, competizione strategica e spinte revisioniste, che minano le regole condivise". Lo hanno scritto in un editoriale congiunto pubblicato sul Corriere della Sera e sul Nikkei la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la prima ministra giapponese Sanae Takaichi in occasione della visita della premier italiana a Tokyo che cade nel 160esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi.

Italia e Giappone, spiegano, "sono determinati a costruire un futuro di sicurezza, pace, prosperità e stabilità".

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Julio Iglesias denunciato per violenza sessuale dalle sue domestiche

Madrid, 15 gen. (askanews) - Una denuncia che racconta di abusi, violenze sessuali e psicologiche, in un ambiente di lavoro segnato da intimidazioni, isolamento, controllo e terrore. I racconti di due ex dipendenti di Julio Iglesias, supportate dall'organizzazione Women's Link Worldwide, ha portato all'apertura di un'indagine preliminare riservata da parte della Procura spagnola contro il famoso cantante. La dettagliata denuncia è stata presentata alla Procura dell'Audiencia Nacional in Spagna in base al principio di extraterritorialità e descrive fatti avvenuti tra il 2020 e il 2021 nelle residenze del cantante nella Repubblica Dominicana e alle Bahamas.

Rebeca e Laura, nomi di fantasia per le denuncianti, sono tuttora impiegate dall'artista, cosa che aggiunge un ulteriore livello di complessità e le rende particolarmente vulnerabili: per questo è stato riconosciuto loro lo status di testimoni protette.

"Secondo le testimonianze di Laura e Rebeca, tra gennaio e ottobre 2021, Julio Iglesias avrebbe abusato del suo potere per sfruttarle come forza lavoro e aggredirle sessualmente mentre lavoravano nelle sue proprietà ai Caraibi in un contesto di intimidazione" spiega Gema Fernandez, direttrice legale della Ong.

"Mi usava quasi ogni notte. Mi sentivo come un oggetto, come una schiava" ha raccontato una delle vittime che hanno spiegato di essere state costrette a sottoporsi anche a test per l'Hiv ed ecografie pelviche.

Women's Link Worldwide e Amnesty International ritengono che le testimonianze configurino reati di tratta di esseri umani a fini di lavoro forzato e servitù, oltre a molestie e aggressione sessuale con lesioni, sottolineando l'estrema disparità di potere tra il cantante ottantaduenne, che è l'artista di lingua spagnola di maggior successo di tutti i tempi con 300 milioni di copie vendute, e le giovani lavoratrici.

"Il governo spagnolo è assolutamente fermo, risoluto e impegnato a combattere la violenza di genere e a garantire che non ci sia spazio per l'impunità in nessun ambito della società, qualunque esso sia. E sarà sempre al fianco delle vittime" ha dichiarato la portavoce Elma Saiz.

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Arriva Chalamet con "Marty Supreme", dal Golden Globe, verso l'Oscar

Roma, 15 gen. (askanews) - Dopo aver incassato 70 milioni di dollari negli Stati Uniti arriva il 22 gennaio nei cinema italiani "Marty Supreme", che ha già regalato all'attore protagonista, Timothée Chalamet, il Golden Globe e il Critics Choice Award, e lo colloca in pole position per le nomination agli Oscar.

Il film diretto da Josh Safdie è ambientato nella New York degli anni '50 e racconta la storia di Marty Mauser, ambizioso e vitalissimo ragazzo cresciuto nel Lower East Side, ossessionato dal ping pong e certo di avere un destino glorioso davanti a sé. Da New York al Cairo, da Tokyo a Parigi, insegue i suoi sogni senza mai fermarsi, fra truffe, scommesse, passioni proibite.

Quella di Marty è un'esistenza rocambolesca che il regista racconta con grande ritmo, tra ironia e tensione emotiva. E accanto a Chalamet prendono vita vivaci personaggi interpretati da Gwyneth Paltrow, Odessa A'zion e Tyler "The Creator" Okonma.

Safdie ha spiegato: "George Bernard Show ha detto: 'L'uomo ragionevole adatta se stesso al mondo, quello irragionevole insiste nel cercare di adattare il mondo a se stesso. Così il progresso dipende dagli uomini irragionevoli'. Trovo quest'affermazione fantastica. Cioè, non devi sottostare allo status quo, a chi ti odia, chi uccide i tuoi sogni. E nel film Marty è esuberante, impaziente, vuole raggiungere il suo sogno e così contagia anche le altre persone".

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In anteprima "In my dreams", nuovo singolo di Zara Broadway

Milano, 15 gen. (askanews) - In anteprima "In my dreams", nuovo singolo di Zara Broadway che dopo l'uscita di Happy Pill, torna con un brano profondamente personale, nato come sfogo emotivo a seguito della sua ultima relazione.

Il pezzo affronta il come un semplice "periodo temporaneo", si riveli tutt'altro che facile da superare. Nel brano, Zara Broadway si rivolge direttamente a una persona che il suo subconscio non riesce a dimenticare, interrogandosi sul perché continui ad apparire nei suoi sogni nonostante siano trascorsi mesi dalla rottura e nonostante la convinzione di essere andata avanti.

L'artista in questa traccia si trova davanti ad un muro emotivo e continua a domandarsi come tutto possa essere finito, dopo aver condiviso così tanto con una persona tanto importante nella sua vita.

Ancora oggi, nonostante il tempo passato, Zara Broadway ammette di temere di incontrare quella persona nei sogni. Allo stesso tempo, però, quelle apparizioni assumono il valore di una visita: un breve momento in cui l'artista si concede la felicità di rivedere, anche solo per un istante, chi ha amato profondamente.

La copertina del brano è un ulteriore elemento intimo e autentico del progetto: realizzata interamente a mano su tela dalla stessa Zara Broadway, utilizza la tecnica del ritaglio su carta, la creazione e l'applicazione delle lettere e l'uso di adesivi a forma di stella, riflettendo visivamente la delicatezza e la fragilità del racconto musicale.

Zara Broadway conferma la sua capacità di trasformare le esperienze più intime e fragili in musica autentica, dando voce a emozioni universali come la nostalgia, la paura di dimenticare e il bisogno di accettare ciò che è stato. Un'ulteriore tappa del suo percorso artistico, in cui sincerità e sensibilità diventano strumenti di connessione profonda con l'ascoltatore.

Zara Broadway (classe 2002) è una cantautrice inglese cresciuta nel Nord Italia, che porta con sé la passione per il canto e la scrittura fin da giovanissima.

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Crosetto: stop ad aiuti a Kiev significa pace apparente e fragile

Roma, 15 gen. (askanews) - "Un'arma è una cosa negativa quando si usa contro qualcuno, ma quando un'arma impedisce a un'altra arma di cadere su un ospedale, su una centrale elettrica o su un palazzo è una cosa diversa. Lo spirito con cui l'Italia ha aiutato l'Ucraina finora è stato quello, impedire che chi vuole distruggerla e chi vuole distruggere la popolazione ucraina e chi vuole piegarla, potesse farlo e di questo, qualcuno di voi si vergognerà. Io mi sento orgoglioso".

Lunghi applausi alla fine dell'intervento del ministro della Difesa Guido Crosetto, in aula alla Camera, anche da parte di alcuni deputati dell'opposizione come ammesso dalla stessa Elena Bonetti di Azione che ha dichiarato poi nella sua domanda successiva, di essersi "alzata in piedi" per battere le mani all'intervento "alto e nobile", pur poi criticando la maggioranza.

Secondo il ministro sostenere l'Ucraina "non significa voler prolungare il conflitto", ha detto. "Significa evitare che la fine delle ostilità si trasformi in una pace apparente e fragile, costruita sull'ingiustizia e destinata a spezzarsi nuovamente. Interrompere oggi il sostegno, l'aiuto all'Ucraina significherebbe rinunciare alla pace prima di averla costruita" ha dichiarato .

Crosetto, nella sua informativa alla Camera in merito agli aiuti all'Ucraina ha spiegato che l'Ucraina ha bisogno di una capacità di difesa adeguata non per attaccare, non per vincere una guerra, non per sconfiggere un nemico, ma per proteggere il proprio territorio, la propria popolazione e un arretramento del supporto internazionale non porterebbe alla pace, al contrario favorirebbe un'ulteriore escalation dell'aggressione.

Il ministro ha poi ricordato che il presidente russo Vladimir Putin continua a dichiararsi pronto a conquistare militarmente i territori ucraini che considera propri, in assenza di progressi nei colloqui. E nel suo ultimo discorso per il Natale ortodosso ha affermato che è per ordine di Dio che i soldati russi difendono la madrepatria Russia anche in Ucraina.

Questo è un segnale politico centrale, secondo Crosetto, perché non lancia in realtà alcun segnale concreto di reale disponibilità russa a ridimensionare le proprie pretese territoriali ed egemoniche.

Andrea Orsini di Forza Italia, primo deputato iscritto a parlare dopo il ministro, ha ricordato che la durata del conflitto in Ucraina ha superato, per quanto riguarda la Russia, quella della Seconda Guerra Mondiale. "Stalin riuscì ad arrivare a Berlino e ad assediare il bunker della cancelleria in meno tempo di quello impiegato da Putin per tentare di conquistare Kupiansk o le macerie che ne rimangono", ha detto.

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