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Mattarella: la cultura è strumento principe di convivenza e pace

di TMNews sabato 17 gennaio 2026
2' di lettura

Roma, 17 gen. (askanews) - "La cultura è motore, è anche collante di civiltà. È un patrimonio che dà pregio e significato agli stessi beni materiali di cui disponiamo, alla stessa natura che ci circonda e che abbiamo il dovere di tutelare". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia per L'Aquila capitale della Cultura italiana 2026.

"Un patrimonio, la cultura - ha sottolineato - che si sviluppa nel dialogo e nel confronto, che si arricchisce nello scambio acquisendo il sapere degli altri e trasmettendo il proprio, ammirando la creatività e condividendola. Abbiamo la fortuna di vivere in un Paese colmo di storia, di bellezze, di opere d'arte, di creazioni che ha dato vita nei secoli alla nostra identità, grazie ai popoli che hanno abitato la nostra terra, alle loro travagliate vicende storiche, spesso talvolta sofferte, all'incontro con altri popoli, allo sviluppo delle innovazioni e degli scambi".

"L'immenso valore della cultura di cui l'Aquila sarà capitale per il 2026 risalta ancor di più - ha osservato il capo dello Stato - in questo periodo storico, in un mondo in cui sono molteplici motivi di preoccupazione, guerre, volontà di dominio sugli altri, strategie predatorie che pensavamo archiviate al '900 sono riapparse con il loro carico di morte e devastazione. La cultura è strumento principe di convivenza, di dialogo, di impegno, di ricerca comune e dunque di pace. La nostra responsabilità è consentire di svilupparsi, di farsi strada, di seminare e lasciare tracce. Investire in cultura - ha ribadito Mattarella - vuol dire investire nella comunità, nello sviluppo della coscienza civile vuol dire investire in democrazia".

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Siria, l'esercito prende il controllo dell'area a Est di Aleppo

Roma, 17 gen. (askanews) - L'esercito siriano ha dichiarato che le sue forze hanno preso il controllo di vaste aree della regione a Est della città di Aleppo, dopo che le forze curde hanno accettato di ritirarsi in seguito ai recenti scontri.

L'avanzata arriva il giorno dopo che il presidente Ahmed al-Sharaa ha emanato un decreto che dichiara il curdo "lingua nazionale" e concede alla minoranza il riconoscimento ufficiale, anche se i curdi hanno affermato che ciò non soddisfa le loro aspirazioni.

Un corrispondente della France presse a Deir Hafer, a circa 50 chilometri a Est da Aleppo, ha riferito di aver visto diversi combattenti delle SDF lasciare la città e un gran numero di residenti che erano fuggiti dalla zona, tornare, sotto la forte presenza di soldati e forze di sicurezza.

Abdi si è impegnato a ridistribuire le sue forze a Est del fiume Eufrate in seguito alle "richieste dei paesi amici e dei mediatori". In alcune dichiarazioni alla televisione di Stato, l'esercito siriano ha affermato di aver preso il controllo di "34 villaggi e città" a Est di Aleppo, comprese Deir Hafer e Maskana, nonché un aeroporto militare. Tuttavia, ha accusato le SDF di aver violato l'accordo e di aver preso di mira una pattuglia dell'esercito vicino a Maskana, "uccidendo due soldati".

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Zelensky: l'Ucraina non è mai stata e non sarà un ostacolo alla pace

Roma, 17 gen. (askanews) - "L'Ucraina non è mai stata e non sarà mai un ostacolo alla pace", ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un videomessaggio sui social. "Oggi la delegazione ucraina è già negli Stati Uniti - ha spiegato - Rustem Umerov, Kyrylo Budanov e Davyd Arakhamiia. Verso sera, ora di Kiev, mi aspetto i primi resoconti riguardo ai loro incontri", ha detto Zelensky.

"Il compito principale della delegazione ucraina è presentare un quadro completo e accurato di quello che sta accadendo e delle conseguenze degli attacchi russi", ha proseguito. "Tra le conseguenze di questo terrore c'è il discredito del processo diplomatico: le persone perdono fiducia nella diplomazia, e gli attacchi russi minano costantemente anche le limitate opportunità di dialogo che esistevano prima. La parte americana deve comprenderlo. È necessario anche fare progressi sui documenti che sono in preparazione".

"L'Ucraina non è mai stata e non sarà mai un ostacolo alla pace, e ora spetta ai nostri partner determinare se la diplomazia avanza", ha aggiunto il presidente ucraino, "Ringrazio tutti coloro che stanno con noi, che stanno con l'Ucraina. Gloria all'Ucraina!".

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Danimarca, a migliaia contro Trump: "Giù le mani dalla Groenlandia"

Roma, 17 gen. (askanews) - Migliaia di persone in piazza a Copenaghen per protestare contro l'intenzione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di annettere la Groenlandia, territorio autonomo danese.

La protesta fa seguito all'avvertimento lanciato dal presidente Usa di nuovi dazi doganali per i paesi che si oppongono al suo progetto di annessione. "Abbiamo un bisogno enorme della Groenlandia per la sicurezza nazionale" continua a ripetere Trump. Sventolando le bandiere della Danimarca e della Groenlandia, i manifestanti hanno formato un mare rosso e bianco davanti al municipio della capitale, scandendo "Kalaallit Nunaat!", ovvero il nome in lingua groenlandese della Groenlandia.

Prevista una tappa della manifestazione davanti all'ambasciata degli Stati Uniti nella capitale danese. Le proteste hanno coinciso con la visita a Copenaghen di una delegazione bipartisan del Congresso degli Stati Uniti, che ha chiarito l'opposizione di molti americani alle minacce bellicose dell'amministrazione Trump.

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Referendum, l'Anm: partita aperta, noi sempre pronti al dialogo

Roma, 17 gen. (askanews) - "Come direbbe Voltaire nel migliore dei mondi possibili i decreti attuativi si scrivono nel momento in cui la riforma è definitivamente approvata. Mi rendo conto che forse è più comodo scriverli ancora adesso, mi rendo conto che forse potrebbe essere in qualche modo difficile spiegare a chi in qualche modo è un competitore sul referendum, beh intanto venite a scrivere i decreti attuativi. Quindi su questo punto io credo che non si debba avere particolare stupore, poi se qualcuno che crede di dover collaborare prima su un qualcosa che a tutt'oggi è oggettivamente ipotetico, non mi stupisco assolutamente".

Così ha detto il presidente dell'Anm, Cesare Parodi, in una pausa del Comitato direttivo centrale dell'associazione.

Il presidente Parodi ha poi aggiunto: "Come abbiamo detto fin dal 5 marzo dello scorso anno, l'Anm ha un atteggiamento di assoluta apertura verso il dialogo, verso il governo. Noi siamo disponibili a parlare su tutto, certamente prima di tutto dei temi che ci riguardano in maniera diretta: i precari, le assunzioni. Sui decreti attuativi, se ci chiameranno, certamente ci presenteremo. Noi non ci siamo mai rifiutati - al di là del confronto politico sarebbe stata una brutta immagine quella dell'Anm che si oppone politicamente al Governo - ma sui temi tecnici, sulle norme, non abbiamo nessun motivo di non dialogare, di non dare, se possibile, il nostro contributo".

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