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Bessent avverte l'Ue, Von der Leyen: la nostra risposta sarà "ferma"

di TMNews martedì 20 gennaio 2026
2' di lettura

Davos, 20 gen. (askanews) - La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha promesso una risposta "ferma" dell'Europa di fronte alle ripetute minacce di ulteriori dazi avanzate dal presidente americano Donald Trump ai Paesi che si oppongono all'annessione Usa della Groenlandia, ma ha anche proposto di collaborare con gli Stati Uniti, definiti "Paese amico" sulla sicurezza dell'Artico.

"Consideriamo il popolo degli Stati Uniti non solo nostri alleati, ma nostri amici", ha detto dal palco di Davos 2026, sottolineando che "fare precipitare" l'Ue "in una spirale discendente non farebbe che favorire proprio gli avversari" e "pertanto, la nostra risposta sarà ferma, unita e proporzionata".

Von der Leyen ha poi annunciato: "Ecco perché stiamo lavorando a un pacchetto per sostenere la sicurezza dell'Artico", ha detto, ricordando che "la sovranità e l'integrità" della Groenlandia "non sono negoziabili", tema che sarà al centro del vertice straordinario Ue giovedì a Bruxelles.

In conferenza stampa da Davos, dove si è aperta la 56esima edizione del World Economic Forum, il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent ha definito l'ipotesi secondo cui gli europei starebbero valutando di disinvestire dai titoli del debito pubblico statunitense in risposta alle minacce di Washington alla Groenlandia, una "narrazione fuorviante".

"Questa è una narrazione falsa, di cui non si parla nei governi europei. Questo è un rapporto scritto da Deutsche Bank sulla possibilità che questo possa accadere. I media se ne sono impadroniti", ha attaccato, ricordando che il mercato dei titoli del Tesoro statunitensi ha avuto la migliore performance del G7 dal 2020.

Ha poi negato che gli Usa siano preoccupati di potenziali misure finanziarie di ritorsione da parte del Regno Unito o dell'Ue:

"Ciò che invito tutti a fare è sedersi, fare un respiro profondo e lasciare che le cose si sviluppino. Come ho detto il 2 aprile, la cosa peggiore che un paese possa fare è un'escalation contro gli Stati Uniti".

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