CATEGORIE

La Memoria diventa fumetto, a Roma l'artista tedesca Barbara Yelin

di TMNews giovedì 22 gennaio 2026
2' di lettura

Roma, 22 gen. (askanews) - È stata inaugurata nel Kunstraum del Goethe Institut a Roma la mostra "Disegnare le vite. Memoria e biografia nell'opera di Barbara Yelin", una delle più importanti disegnatrici tedesche, prima autrice di graphic novel insignita del Premio Roma Villa Massimo nella categoria Letteratura e che risiede da settembre nella Capitale come borsista dell'Accademia tedesca.

Resteranno in esposizione fino al 20 marzo 2026 le oltre 80 tavole originali tratte dalle opere della pluripremiata fumettista: da "Irmina" (2014), il suo esordio italiano, racconto su una collaborazionista durante la Germania nazista, a "Emmie Arbel - Il colore della memoria" ("Emmie Arbel - Die Farbe der Erinnerung"), libro intimo di conversazioni con la sopravvissuta all'Olocausto Emmie Arbel.

Ed è del 2025 l'opera biografica - "Die Giehse - Ein Leben fuer das Theater 1898-1975" (Reprodukt) - dedicata a Therese Giehse, figura rivoluzionaria del teatro tedesco, prima attrice protagonista di "Madre Coraggio" di Bertolt Brecht e cofondatrice, assieme a Erika e Klaus Mann, del cabaret politico "Die Pfeffermuehle".

La serata è stata accompagnata da una lettura scenica, che si ripeterà con gli studenti di alcune scuole superiori il 27 gennaio, Giorno della Memoria. Yelin crea le sue tavole con una stratificazione di tecniche manuali (tra acquerello, matita, matite colorate e gouache) che esplorano il terreno della memoria; alla base c'è un intenso lavoro di ricerca storica e testimonianze dirette che fanno del suo disegno un processo per rappresentare ciò che alle volte è "difficile" raccontare.

La mostra è organizzata da Goethe-Institut, in collaborazione con l'Accademia Tedesca Roma Villa Massimo, NABA Nuova Accademia di Belle Arti, ARF! il Festival del Fumetto, Biblioteca Europea, Biblioteche di Roma e Reprodukt.

Servizio di Stefania Cuccato

Montaggio Fulvio Zaid

Immagini askanews

tag

Ti potrebbero interessare

Groenlandia, premier danese: paesi Nato daccordo su presenza permanente

Milano, 22 gen. (askanews) - "Tutti i paesi della Nato concordano su una presenza Nato permanente nell'Artico e attorno alla Groenlandia", ha dichiarato il Primo Ministro danese Mette Frederiksen al suo arrivo a Bruxelles per un vertice dei leader dell'Unione Europea.

TMNews

Il regista russo Serebrennikov: racconto la guerra che disumanizza

Roma, 22 gen. (askanews) - Dopo la presentazione Fuori Concorso a Cannes e l'anteprima nazionale al Trieste Film Festival, dal 29 gennaio arriva nelle sale "La scomparsa di Josef Mengele" del regista russo Kirill Serebrennikov. Il racconto in bianco e nero del medico nazista soprannominato l'"Angelo della morte" che condusse esperimenti disumani sui prigionieri di Auschwitz. Il film, dal libro di Olivier Guez, con August Diehl nei panni di Mengele, lo segue durante la fuga in Sudamerica, tra Argentina, Paraguay e Brasile, mentre riesce a sfuggire alla giustizia grazie a una fitta rete di coperture.

La storia è raccontata dal suo punto di vista, ma non è un film su di lui, dice Kirill Serebrennikov: "Le cose terribili della Seconda Guerra Mondiale sono state spesso raccontate dal punto di vista delle vittime, il che è giusto, ma per me era interessante spostare la camera su Mengele, entrare nella sua testa, capire come è stato possibile tutto questo, in un certo senso vedere la genesi di un criminale di guerra".

"Questo è un film su un'intero sistema che ha creato Mengele. Lui sarebbe forse stato solo un medico qualsiasi senza la guerra, la propaganda nazista, le leggi che giustificavano la persecuzione degli ebrei e di chi era contrario al sistema. È stata la guerra a renderlo sadico a tirare fuori questo suo lato". L'artista russo, apertamente critico del governo di Mosca e in passato arrestato con l'accusa di truffa, vive in esilio a Berlino da alcuni anni. "Non voglio considerarmi una vittima di questi circostanze - dice - ma è una parte della mia vita. Non è semplice, ma mi piace la nuova vita che sto vivendo". E sulla guerra in Ucraina che sembra non arrivare mai a una svolta, afferma:

"Tutto prima o poi finisce, tutte le guerre finiscono, la guerra russa è una cosa terribile, ma questa è una delle idee del nostro film: far vedere non solo il lato terribile della guerra, anche l'inerzia, il suo lento finire, perché la guerra disumanizza velocemente le persone ma tornare a essere umani è un processo molto lento e ci vogliono anni".

TMNews

Il ricordo di Donatella Versace: Valentino un genio dal cuore d'oro

Roma, 22 gen. (askanews) - "Valentino è stata la prima persona che ho visto quando mi hanno annunciato che mio fratello era morto, lui e Giancarlo sono venuti subito da me, aveva un cuore d'oro e era un genio". Così Donatella Versace ricorda Valentino, uscendo dalla camera ardente dello stilista.

"Era simpatico, gli piaceva stare bene, divertirsi, soprattutto pensava molto agli altri", ha aggiunto, spiegando che si è vestita di rosso per l'occasione "perché era il suo colore e oggi mi sono vestita di rosso per lui".

TMNews

Valentino, Marzotto: lavorarci era complicato, ma ne sono onorato

Roma, 22 gen. (askanews) - "Il ricordo più bello è quello in cui ci siamo incontrati professionalmente: io mi sono presentato con una foto di quando avevo cinque anni e c'erano lui, Guiammetti e mia madre. Poi ricordo la prima e l'ultima sfilata. Io venivo da altri mondi più industriali e da lì ho imparato. Lavorare accanto a Valentino, e a Giammetti più che altro, è stato complicato ma ne sono molto orgoglioso e onorato". Questo il ricordo dell'imprenditore Matteo Marzotto di Valentino, parlando davanti all'ingresso della Fondazione in cui è stata allestita la camera ardente a Roma.

TMNews