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Iran, Tajani: a favore pacchetto sanzioni contro autori repressione

di TMNews giovedì 22 gennaio 2026
1' di lettura

Milano, 22 gen. (askanews) - "Vogliamo approvare già in occasione del prossimo consiglio Affari esteri a Bruxelles la settimana prossima un nuovo pacchetto di sanzioni, incisive ed efficaci, dirette contro chi ha ordinato i massacri e li ha eseguiti. Siamo a favore. Ne ho parlato a Strasburgo col ministro degli esteri tedesco, che sarà a Roma domani per il summit Italia-Germania" ma "voglio sottolinearlo in quest'aula: stiamo considerando con grande attenzione con i nostri partner anche la questione della designazione" di organizzazione terroristica "del corpo delle guardie della rivoluzione islamica, una milizia che da sempre ha un ruolo di primo piano nella repressione interna e nelle attività di destabilizzazione regionale". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani rispondendo, durante il Question Time al Senato, a un'interrogazione sull'inserimento delle guardie della rivoluzione islamica dell'Iran nella lista delle organizzazioni terroristiche, presentata dal senatore Marco Lombardo (Azione).

"In conclusione: sì a una lista dei protagonisti della repressione per le sanzioni e stiamo valutando se inserire nella lista delle organizzazioni terroristiche i pasdaran, sono due cose distinte, stiamo valutando ma sulla lista siamo a favore già l'abbiamo detto quindi nessun dubbio da questo punto di vista", ha sottolineato Tajani.

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La storia è raccontata dal suo punto di vista, ma non è un film su di lui, dice Kirill Serebrennikov: "Le cose terribili della Seconda Guerra Mondiale sono state spesso raccontate dal punto di vista delle vittime, il che è giusto, ma per me era interessante spostare la camera su Mengele, entrare nella sua testa, capire come è stato possibile tutto questo, in un certo senso vedere la genesi di un criminale di guerra".

"Questo è un film su un'intero sistema che ha creato Mengele. Lui sarebbe forse stato solo un medico qualsiasi senza la guerra, la propaganda nazista, le leggi che giustificavano la persecuzione degli ebrei e di chi era contrario al sistema. È stata la guerra a renderlo sadico a tirare fuori questo suo lato". L'artista russo, apertamente critico del governo di Mosca e in passato arrestato con l'accusa di truffa, vive in esilio a Berlino da alcuni anni. "Non voglio considerarmi una vittima di questi circostanze - dice - ma è una parte della mia vita. Non è semplice, ma mi piace la nuova vita che sto vivendo". E sulla guerra in Ucraina che sembra non arrivare mai a una svolta, afferma:

"Tutto prima o poi finisce, tutte le guerre finiscono, la guerra russa è una cosa terribile, ma questa è una delle idee del nostro film: far vedere non solo il lato terribile della guerra, anche l'inerzia, il suo lento finire, perché la guerra disumanizza velocemente le persone ma tornare a essere umani è un processo molto lento e ci vogliono anni".

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