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Elezioni Giappone, premier Takaichi promette cambio politica fiscale

di TMNews lunedì 26 gennaio 2026
2' di lettura

Tokyo, 26 gen. (askanews) - Mentre il suo tasso di popolarità appare in lieve calo, la premier giapponese Sanae Takaichi promette un cambio radicale verso una "politica fiscale responsabile e proattiva" per rendere il Giappone "più forte e più prospero". Durante un dibattito con i leader dei partiti di opposizione in vista delle elezioni legislative anticipate dell'8 febbraio, Takaichi ha affermato:

"Sosterrò un cambiamento radicale verso una politica fiscale responsabile e proattiva. Ciò è essenziale per rendere l'arcipelago giapponese più forte e prospero. In particolare, abbiamo bisogno di investimenti per la gestione delle crisi, per ridurre al minimo i rischi, e di investimenti per la crescita, per garantire la crescita futura".

Il governo di Takaichi, la cui popolarità è scesa - secondo un sondaggio dell'agenzia di stampa Kyodo - dal 67,5 al 63,1 di dicembre, con un tasso di insoddisfazione passato dal 20,4 al 25%, parla di "cambiamento di rotta", con revisioni significative in arrivo su politica di sicurezza e politica sui residenti stranieri.

Il co-leader dell'Alleanza Centrista per la Riforma, all'opposizione ed ex premier Yoshihiko Noda:

"Il problema principale è, soprattutto, l'aumento dei prezzi - ha denunciato l'ex ministro delle Finanze - chiedendo di "azzerare l'imposta sui consumi alimentari, attualmente all'8%" e ha promesso che di fronte alla crescente ansia del mercato non bisogna emettere "obbligazioni per finanziare il deficit".

Sanae Takaichi ha sciolto la Camera bassa del parlamento la scorsa settimana, affermando la necessità di elezioni anticipate per rafforzare il mandato della sua nuova coalizione e il suo mega pacchetto di stimoli economici, mentre il debito pubblico del Paese si attesta al 230% del Pil.

La leader conservatrice si è impegnata a esentare le vendite di prodotti alimentari dall'imposta sui consumi dell'8% almeno per due anni per contrastare l'inflazione, una delle principali preoccupazioni degli elettori.

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Domenica in conferenza stampa il governatore Tim Walz, ha chiesto di ritirare gli agenti federali dispiegati nell'operazione "Metro Surge" dal Minnesota:

"Cosa dobbiamo fare per mandar via questi agenti federali dal nostro Stato. Paura, violenza e caos è tutto quello che volevate da noi? Avete chiaramente sottostimato la gente di questo Stato", ha affermato.

"Crediamo nell'ordine pubblico in questo Stato. Crediamo nella pace. E crediamo che Donald Trump debba ritirare questi 3.000 agenti non addestrati dal Minnesota prima che uccidano un'altra persona", ha affermato perentorio, con Pretti ucciso a meno di tre settimane dalla morte di Renée Good il 7 gennaio.

Le immagini analizzate dai media mostrano che Pretti era stato immobilizzato a terra e disarmato prima di essere colpito più volte. Le autorità locali hanno precisato che l'uomo aveva un regolare permesso per portare l'arma e che in Minnesota è consentito il porto a vista.

Il controverso capo della Border Patrol, Gregory Bovino, ha annunciato che gli agenti coinvolti non sono stati sospesi ma trasferiti fuori dall'area di Minneapolis per motivi di sicurezza. Secondo Bovino, l'indagine della sicurezza interna si concentrerà sul numero di colpi esplosi e sulla posizione delle armi, aggiungendo che Pretti avrebbe interferito con un'operazione di polizia "legale ed etica".

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