CATEGORIE

Dopo morte Pretti gli agenti federali iniziano a lasciare Minneapolis

di TMNews martedì 27 gennaio 2026
2' di lettura

Minneapolis (Minnesota), 27 gen. (askanews) - Dopo l'uccisione di Alex Pretti il 24 gennaio e di Renèe Good, il 7 gennaio, cittadini americani "regolari", alcuni agenti federali dispiegati dal presidente degli Stati uniti Donald Trump per operazioni contro l'immigrazione lasceranno la città del Minnesota. Lo ha annunciato il sindaco di Minneapolis, il democratico Jacob Frey, che nelle scorse ore ha avuto un colloquio telefonico con Trump, aggiungendo che continuerà a "lottare affinché il resto di quelli coinvolti in questa operazione se ne vada".

"So che non tutti se ne stanno andando, ma almeno stanno perdendo una parte considerevole delle loro forze, il che è un sollievo - racconta un manifestante, Kyle Wagner - I nostri quartieri e le nostre comunità sono stati trattati in modo violento da loro. Quindi qualsiasi riduzione dei numeri e della gravità della situazione è un enorme sollievo per la comunità che soffre ormai da mesi".

"Siamo una comunità molto unita, direi, paragonabile a quella di tutti gli altri stati, quindi è davvero bello vedere tutti unirsi in questo modo e lottare contro queste ingiustizie", ha aggiunto un'altra manifestante, Jamie Nelson.

Intanto, secondo i media americani, l'amministrazione Trump sta per mandar via da Minneapolis Gregory Bovino, il controverso funzionario a capo della Border Patrol, il cui operato nelle principali città americane ha suscitato polemiche e proteste. La portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, in riferimento all'uccisione dell'infermiere sabato scorso:

"Questo incidente è ancora sotto inchiesta e nessuno qui alla Casa Bianca, nemmeno il Presidente degli Stati Uniti, vuole vedere americani feriti o uccisi e perdere la vita nelle strade americane", ha affermato.

tag

Ti potrebbero interessare

Bafta, "Una battaglia dopo l'altra" domina le nomination con 14

Roma, 27 gen. (askanews) - É "One Battle After Another", "Una battaglia dopo l'altra", di Paul Thomas Anderson, a dominare le nomination dei Bafta, gli Oscar del cinema britannico che saranno assegnati tra un mese. Segue "Sinners" (I peccatori) di Ryan Coogler, l'epopea sui vampiri, con 13, "Marty Supreme" con Timothée Chalamet e la tragedia familiare shakespeariana "Hamnet" con Paul Mescal e Jessie Buckley con 11. Un risultato che incorona i due film più nominati tra i titoli dell'anno, se si pensa che solo qualche giorno fa "Sinners" ha conquistato il record di 16 nomination agli Oscar contro le 13 di "One Battle After Another".

Tra le 14 candidature di quest'ultimo titolo spicca anche quella per Leonardo di Caprio come miglior attore che raggiunge quota 7 nomination britanniche. Niente da fare per l'Italia, fuori dalla competizione. La direttrice dei Bafta Jane Millchip ha parlato di un anno di titoli incredibili.

"Voglio dire, che grande anno per il cinema. Se guardate i film più nominati per noi 'Una battaglia dopo l'altra', 'Sinners', 'Marty Supreme' e 'Hamnet'... Sono tutti film forti".

E sul successo di "Hamnet - Nel nome del figlio" della regista Chloé Zhao, Emily Stillman, presidente del comitato cinematografico dei Bafta ha detto:

"Sono davvero entusiasta di vedere Chloe Zhao nominata quest'anno con 'Hamnet'. È il film più nominato di sempre da una regista donna. Quindi è davvero un risultato molto promettente".

TMNews

Cerimonia al Parlamento europeo per le vittime dell'Olocausto

Bruxelles, 27 gen. (askanews) - Per celebrare il Giorno della Memoria dell'Olocausto, i membri del Parlamento europeo hanno osservato un minuto di silenzio in Aula a Bruxelles. Hanno anche ascoltato musica basata sulla preghiera ebraica e la testimonianza della sopravvissuta all'Olocausto Tatiana Bucci. "Conosciamo tutti i risultati della disumanizzazione. È tempo di umanizzare, di umanizzare tutti, ovunque", ha affermato la cantante israelo-americana Noa in un discorso.

TMNews

Olimpiadi, Sala: Il governo dica no all'ICE per Milano-Cortina

Milano, 27 gennaio 2026 - "Così non va bene. Onestamente sono l'ultimo a cercare polemiche rispetto ad un evento così bello come le Olimpiadi, ma ci sono dei principi fondanti. Le Olimpiadi sono un momento di pace e fratellanza - addirittura si parla di tregua olimpica - e poi facciamo venire questa milizia che in America uccide, che entra nelle case senza nessuna autorizzazione è proprio una contraddizione che io non posso accettare così. Lo ha dichiarato il sindaco di Milano Giuseppe Sala, ospite a Sky TG24. "Mi chiedo invece se il nostro Governo non possa, una piccola volta, reagire a Trump, cercando di spiegare che è una cosa che non si deve fare" ha concluso.

TMNews

Iran, Tajani: riduzione personale ambasciata per "prudenza"

Roma, 27 gen. (askanews) - "Non è colpa nostra se in Iran c'è stata una carneficina con migliaia e migliaia di morti" ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani commentando la convocazione da parte di Teheran dell'ambasciatrice italiana con riferimento alle parole del ministro sui Guardiani della rivoluzione.

"Si parla di migliaia e migliaia di morti", ha sottolineato Tajani, specificando che "questo è inaccettabile".

Sulla riduzione del personale dall'ambasciata italiana in Iran Tajani ha spiegato che non è dovuta alla percezione di un attacco imminente, ma "per ragioni di sicurezza" e "prudenza" essendoci nel paese una "situazione di grave tensione".

Tajani ha sottolineato che nell'ambasciata non c'è solo personale diplomatico, pertanto la Farnesina ha ritenuto prudente ridurre il numero del personale all'interno dell'ambasciata.

TMNews