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Mattarella: nella Repubblica non c'è posto per l'odio razziale

di TMNews martedì 27 gennaio 2026
2' di lettura

Roma, 27 gen. (askanews) - "Quest'anno celebriamo gli ottanta anni della Repubblica. Un evento decisivo della nostra storia. Come ha scritto il Rabbino capo di Roma, Riccardo Di Segni, la riflessione sugli orrori vissuti e sulle leggi razziste 'è stata uno dei motori che hanno portato alla fondazione di una nuova società italiana, nella quale è cambiata anche la forma di sovranità, da monarchia a Repubblica'. Così il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, celebrando al Quirinale il Giorno della Memoria in ricordo della Shoah.

"La Repubblica Italiana e la sua Costituzione sono nate contro le ideologie disumane e sanguinarie che avevano avvelenato la prima metà del Novecento, lasciando dietro di sé lutti, devastazioni, memorie incancellabili di orrore. Sono sorte dal sangue innocente dei deportati nei campi di sterminio, dei combattenti per la libertà, delle donne e degli uomini annientati solo per ciò che erano, per quel che pensavano, per ciò in cui credevano" ha proseguito Mattarella.

Per il capo dello Stato, "nella Repubblica non c'è posto per il veleno dell'odio razziale, per i germi della discriminazione, per l'antisemitismo che affiora ancora pericolosamente, per coloro che predicano la violenza, per chi coltiva ideologie di oppressione, di sopraffazione, per chi coltiva odio. Far memoria della Shoah oggi, ricordare quegli orrori indicibili e le vittime innocenti, non è soltanto un dovere: significa rinnovare con forza il nostro patto civile che si fonda su fratellanza, rispetto, convivenza; significa ribadire con fermezza che non permetteremo mai più che indifferenza, paura, complicità possano aprire nuovamente le porte a quello o ad altro abisso".

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"Per le Olimpiadi siamo oramai arrivati - ha aggiunto -. Detto questo stiamo già parlando di eredità. Ancora prima dell'inizio delle Olimpiadi già guardiamo a quello che sarà il dopo, quindi lo studentato che rimarrà nel centro di Milano, le grandi opere come il palazzetto dello sport che è proprio vicino alla tangenziale. Passiamo chiaramente alle statali che vengono completamente riqualificate e alle strutture ferroviarie come 10 stazioni che vengono riqualificate sia in Lombardia sia in Veneto".

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La visita durerà fino al 29 gennaio, il presidente sarà anche a Dubai. Il viaggio suggella il consolidamento dei rapporti tra Italia ed Emirati Arabi e sarà centrato sul profilo economico: l'interscambio tra i paesi è raddoppiato nel 2025 arrivando a 9 miliardi, il tutto legato non solo agli idrocarburi ma anche al nostro export. A Dubai sono presenti circa 600 imprese italiane tra cui quelle che rappresentano i principali asset del paese, Eni, Fincantieri, Leonardo.

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"Contrapponiamo la forza della memoria all'ignoranza, all'indifferenza che nutrono i semi dell'odio, del razzismo, dell'antisemitismo e dell'antisionismo. Odio, indifferenza e ignoranza non sono solo cicatrici del passato ma ferite aperte di fronte alle quali non possiamo rimanere indifferenti o voltarci dall'altra parte" ha proseguito. "Il ricordo di quello che avvenne e le responsabilità anche italiane sono presenti in tutti noi così come i pericoli di questa fase storica incarnati da chi vorrebbe la non esistenza di Israele, di chi vorrebbe annullare il diritto di Israele a esistere", ha aggiunto il presidente del Senato.

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