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Oro ai massimi, corsa all'acquisto negli Emirati

di TMNews giovedì 29 gennaio 2026
1' di lettura

Sharjah (Emirati Arabi Uniti), 29 gen. (askanews) - Il prezzo dell'oro tocca nuovi massimi storici mentre gli investitori cercano beni rifugio in un contesto economico incerto. Negli Emirati Arabi Uniti la domanda resta sostenuta, ma i consumatori stanno spostando l'attenzione dai gioielli ai lingotti, sempre più considerati una forma di risparmio.

"L'oro prospera sempre con le cattive notizie: reagisce positivamente agli sviluppi negativi e sale ogni volta che c'è incertezza - dice Abdulwahed Al Marzoqee, Ceo di Al Mandoos Jewellery Group -. Nei momenti di crisi le persone si rivolgono all'oro come bene rifugio. Oggi l'oro è diventato anche una materia prima strategica, e alcuni Paesi lo usano come strumento di confronto". "Mi aspetto - aggiunge - aumenti di prezzo ancora più forti. Solo un mese fa pensavamo che i prezzi potessero salire nel 2027, ora diciamo che potrebbe accadere già entro luglio 2026, quando potremmo vedere l'oro superare i 6.000 dollari l'oncia". "Abbiamo effettivamente registrato un calo della domanda di gioielli in oro per uso decorativo, mentre è aumentata la domanda di lingotti, che vengono considerati una forma di risparmio."

"Onestamente l'aumento è stato pazzesco e non sembra logico. Credo che si arriverà a un punto in cui ci sarà una correzione dei prezzi, con un calo significativo - osserva Sawsan Al Jabiri, titolare di un negozio d'oro -. Ci sono comunque persone che continuano ad acquistare e la domanda resta forte. Oggi i clienti cercano pezzi distintivi, che abbiano un messaggio o un significato particolare".

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Milano, 29 gen. (askanews) - Un'idea di Metafisica che esce dalle normali classificazioni artistiche e si trasforma a Milano in un progetto espositivo polifonico, "Metafisica/Metafisiche", parte dalla mostra allestita a Palazzo Reale, che cerca la lezione del movimento in molti artisti diversi, per arrivare ai capitoli espositivi che coinvolgono altre tre istituzioni: Museo del Novecento, Grande Brera-Palazzo Citterio e Gallerie d'Italia.

"La Metafisica - ha detto ad askanews Gianfranco Maraniello, direttore del Museo del Novecento - è una qualità dell'immaginario e quindi è qualcosa che si estende fino alla nostra attualità, fino alla nostra contemporaneità. E questo è il senso anche di una mostra che si intitola Metafisica e Metafisiche. Capire questa disseminazione, capire perché il nostro immaginario è sempre soprattutto legato a quello dell'arte nel superare la contingenza del nostro tempo storico e immaginare cose che vanno al di là delle cose fisiche".

A Palazzo Reale l'esposizione "Modernità e malinconia" è curata da Vincenzo Trione e si presenta come un grande momento di riflessione su più livelli temporali, che coinvolge ovviamente de Chirico, per esempio con un dipinto epocale come "Le Muse inquietanti", poi propone alcuni splendidi Savinio e arriva fino a Giulio Paolini e Francesco Vezzoli, che forse come metafisici non si erano pensati. Ma il risultato è accattivante e funziona, anche nella prospettiva dei Giochi olimpici invernali che porteranno a Milano persone da tutto il mondo. Ma alla fine, che cos'è questa Metafisica?

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"L'obiettivo principale di questo progetto che ho perseguito per tanto tempo - ha detto ad askanews Umberto Marroni, amministratore delegato del Fondazione Mattatoio di Roma - è stato quello di dare a Roma finalmente un luogo esclusivamente dedicato alla fotografia che in tutte le capitali europee ci sta e qui mancava. Oggi andiamo quindi a colmare questo ruoto, questo gap: questo è un po' il primo obiettivo. Il secondo obiettivo è di fare un centro della fotografia che sia sostanzialmente un luogo dove si vedono le mostre, ma con una visione sia internazionale sia su Roma e sia locale. L'altra cosa è anche fare un luogo anche di studio, di ricerca, tant'è che già da oggi è aperta la biblioteca del Centro della fotografia di Roma".

La vocazione internazionale si declina nella collaborazione con la Maison Européenne de la Photographie di Parigi, ma anche, più sottilmente, nella natura stessa dello spazio, nel modo in cui accoglie le opere e le visioni degli artisti. E per la città di Roma è un'importante novità nell'offerta culturale, oltre che un segno di attenzione della politica verso la fotografia.

"Qui nel Mattatoio di Testaccio che ricorda una memoria dell'architettura romana e italiana di Gioacchino Ersoch, uno degli ultimi grandi architetti pubblici - ha aggiunto il presidente della commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone - arriviamo con uno spazio di stile nazionale ed europeo, veramente un bellissimo spazio che può ospitare mostre internazionali ed europee come quella che ospita l'inaugurazione o italiane appunto insieme. In più, come presidente della Commissione di Cultura della Camera, oggi stiamo sostenendo la fotografia, c'è un bando nazionale di 3 milioni a decorrere, ogni anno il 2025, e 2026 per la fotografia e c'è anche una proposta di legge per il museo fotografico nazionale".

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