CATEGORIE

Xi e Starmer rilanciano dialogo Cina-Regno Unito dopo anni di frizioni

di TMNews giovedì 29 gennaio 2026
2' di lettura

Pechino, 29 gen. (askanews) - Il presidente cinese Xi Jinping e il primo ministro britannico Keir Starmer affermano la necessità di rafforzare le relazioni tra Cina e Regno Unito, dopo anni di tensioni e in un contesto globale segnato da forti instabilità. La visita di Starmer è la prima di un capo del governo britannico in Cina dal 2018.

"Sono da tempo convinto che il Regno Unito e la Cina abbiano bisogno di un partenariato strategico a lungo termine, coerente e completo - ha detto Keir Starmer, primo ministro britannico -. È quanto abbiamo discusso quando ci siamo incontrati a Rio durante il G20. Siamo economie del G20, membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, e le nostre relazioni commerciali sostengono centinaia di migliaia di posti di lavoro in entrambi i Paesi, da molto tempo". "Lavorare insieme su temi come il cambiamento climatico e la stabilità globale, in un periodo difficile per il mondo, è esattamente ciò che dovremmo fare mentre costruiamo questa relazione nel modo che ho descritto".

"Le relazioni tra Cina e Regno Unito hanno subito battute d'arresto negli ultimi anni, e questo non è stato nell'interesse di nessuno dei due Paesi - afferma il presidente cinese Xi Jinping -. L'attuale situazione internazionale è segnata da profonde trasformazioni e turbolenze. In quanto membri permanenti del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e grandi potenze economiche mondiali, Cina e Regno Unito devono rafforzare il dialogo e la cooperazione, per mantenere la pace e la stabilità nel mondo e promuovere le rispettive economie e il benessere delle popolazioni". "La Cina desidera sviluppare con il Regno Unito un partenariato strategico a lungo termine, stabile e completo, che porti benefici ai popoli dei due Paesi e al mondo intero".

tag

Ti potrebbero interessare

Francesco Baccini "canta" Franco Califano: la musica è libertà

Milano, 30 gen. (askanews) - Più di un omaggio, un tributo, Francesco Baccini presenta "Franco Califano", secondo singolo estratto da "Nomi e Cognomi Due", il nuovo album di inediti a 34 anni da "Nomi e Cognomi" (1992), che consacrò il cantautore genovese al grande pubblico.

"Franco secondo me era un poeta e le canzoni che ha scritto sono rimaste e quindi alla fine gli artisti rimangono oltre la loro vita, attraverso le canzoni, attraverso le opere che fanno. E in questa canzone c'è un po' un effetto riflettente, dentro la canzone ovviamente ci sono riflessi anche io, ci sono riflessi sicuramente di quelli che sono artisti, cioè ci si riconosce"

Califano, figura originale e controversa, artista dalla vita sregolata, è stato autore di un repertorio che ha lasciato un segno profondo.

"C'è questo tormento e poi c'è l'estasi, l'estasi è quando è venuta una canzone, quando è venuto qualcosa di cui sei soddisfatto"

Il singolo affronta temi universali e profondamente umani, ma soprattutto è una dichiarazione d'amore per la musica contro da diffusa tendenza alla depressione. "Alla fine cantare è una liberazione, è liberazione, è uno stato quasi di estasi, sia a cantare che a ascoltare la musica, quindi questo parla proprio di cosa è la musica, di cosa dovrebbe essere la musica, di cosa dovrebbe muoverci dentro e farci star meglio, perché alla fine la musica è una cura".

Francesco Baccini con questo singolo firma un nuovo capitolo coerente, libero e necessario della propria storia.

TMNews

Eccezionale nevicata a Mosca, la più abbondante degli ultimi 200 anni

Mosca, 30 gen. (askanews) - I moscoviti faticano a farsi strada tra i cumuli di neve nella capitale russa, dove si è registrata la più grande nevicata degli ultimi 200 anni, secondo i meteorologi dell'Università Statale di Mosca. In alcune zone della capitale, i cumuli di neve raggiungono i 60 centimetri. I treni pendolari nell'area di Mosca hanno subito ritardi e le auto sono rimaste bloccate in lunghi ingorghi a causa dell'abbondante precipitazione nonostante i mezzi antineve siano entrati tempestivamente in azione.

TMNews

In arrivo in Italia farmaco biologico mirato per gestire la Bpco

Milano, 30 gen. (askanews) - Viene definita come la malattia invisibile, perché ampiamente sottovalutata e sottodiagnosticata, eppure la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) è la terza causa di morte al mondo, responsabile di 3 milioni e mezzo di decessi nel solo 2021. Una patologia spesso associata al fumo, caratterizzata da sintomi respiratori cronici come tosse, catarro e la cosiddetta "fame d'aria", che oggi può essere gestita con risultati incoraggianti attraverso dupilumab, nuovo farmaco biologico sviluppato da Sanofi e Regeneron, da associare alla terapia tradizionale.

"Fino ad oggi - ha detto Alberto Papi, direttore Clinica pneumologica Università degli Studi di Ferrara - il massimo dell'intervento farmacologico che riuscivamo ad ottenere era l'associazione di due broncodilatatori a lunga durata d'azione e una terapia inalatoria, la cosiddetta triplice, che riduce le riacutizzazioni. C'è un gruppo importante di pazienti, il 50%, che nonostante siano in triplice continuano a riacutizzare. Fino ad oggi non avevamo nulla per questi pazienti da offrire, oggi abbiamo il primo farmaco biologico che, in aggiunta a questa terapia massimale, in una popolazione mirata, può dare un beneficio aggiuntivo del nuovo farmaco con una riduzione del 30% delle riacutizzazioni".

È un anticorpo monoclonale, a breve rimborsabile anche in Italia dal Sistema sanitario nazionale, che rappresenta una svolta terapeutica attesa da decenni.

"Dupilumab - ha osservato Marcello Cattani, Presidente e Amministratore Delegato, Sanofi Italia e Malta - oggi ci porta in una nuova dimensione, a breve sarà approvato dall'agenzia regolatoria e darà una possibilità in più ai pazienti. Una speranza in più per cercare di portare un beneficio clinico importante, impattante, che possa migliorare la qualità della vita e soprattutto la sopravvivenza di chi combatte con una patologia estremamente pesante da tutti i punti di vista sia clinico, sia economico, sia sociale".

Un carico portato spesso, vista l'elevata età media dei pazienti, da coniugi anch'essi in età avanzata e fargili o dai figli, che potranno così sperare di ricominciare ad avere una vita normale.

TMNews

Giustizia, in Emilia R. 4 femminicidi e 36 morti bianche nel 2025

Bologna, 30 gen. (askanews) - Quattro femminicidi, 36 morti sul lavoro e un preoccupante aumento dei reati commessi da minori. E' il quadro che emerge dalla relazione sull'amministrazione della giustizia nel distretto di Corte d'Appello di Bologna, presentata alla vigilia dell'inaugurazione dell'anno giudiziario 2026.

"I reati da codice rosso assorbono la gran parte del lavoro delle Procure di questo distretto - sottolinea l'avvocato generale Ciro Cascone -. I femminicidi quest'anno sono stati quattro, in numero inferiore rispetto ai dati dell'anno scorso, ma non c'è da gioire: sono comunque quattro donne morte e finché non sarà azzerato questo numero non avremo mai raggiunto il risultato".

Nell'ultimo anno giudiziario sono stati iscritti 87.420 procedimenti contro noti e 91.064 contro ignoti. I reati contro il patrimonio rappresentano il 34% delle iscrizioni, con un aumento del 19%. "Un aspetto che colpisce e che a volte non passa in prima pagina sono il numero dei reati commessi da ignoti", osserva Cascone. "Truffe, furti in abitazione, frodi informatiche sono molto elevati, in crescita e soprattutto non si riesce quasi mai a individuare i responsabili".

Preoccupa il dato sugli infortuni mortali: 36 decessi, uno ogni 10 giorni. "Io credo che nel 2026 questo non sia accettabile", afferma l'avvocato generale.

Allarme anche sulla giustizia minorile: le iscrizioni sono aumentate dell'11,40%, superando per la prima volta quota 4.000. Il porto di coltelli tra adolescenti segna un +36,4%. "Purtroppo c'è un dato allarmante della crescita dei reati violenti contro la persona e dei porti di coltello", evidenzia Cascone. "Sicuramente l'aspetto repressivo penale è fondamentale, ma non possiamo pensare che sia il solo risolutivo del problema: c'è bisogno veramente di un'opera di investimenti sociali, bisogna rafforzare gli interventi educativi a favore di questi minori perché più minori devianti recuperiamo meno adulti devianti avremo domani".

TMNews