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Turchia si fa mediatore per abbassare le tensioni Iran-Usa(e Israele)

di TMNews venerdì 30 gennaio 2026
2' di lettura

Roma, 30 gen. (askanews) - Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha incontrato il suo omologo turco Hakan Fidan a Istanbul, mentre Ankara guida un'iniziativa diplomatica per mediare tra Teheran e Washington, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha "congelato" le minacce di un imminente attacco alla Repubblica islamica.

"Prendiamo atto che Israele sta cercando di convincere gli Stati Uniti a lanciare un attacco militare contro l'Iran", ha accusato Fidan in conferenza stampa, aggiungendo che "gli sforzi di Israele rischiano di danneggiare seriamente la fragile stabilità della nostra regione" e invitando l'amministrazione americana a non permettere che ciò accada, mentre - ha detto il ministro turco - la ripresa dei negoziati sul nucleare aprirà la strada alla revoca delle sanzioni.

Nel corso di un colloquio telefonico, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha detto al presidente iraniano Masoud Pezeshkian che Ankara è pronta a svolgere un ruolo di mediazione tra Stati Uniti e Iran per favorire una de escalation delle tensioni nella regione. Gli Stati Uniti dovrebbero smettere di far incombere la minaccia di un intervento militare in Iran, per dare una possibilità alla diplomazia, ha replicato il presidente iraniano, secondo quanto riferito da Teheran.

Alla première del film "Melania", Trump ha dichiarato di sperare "di non dover" colpire l'Iran:

"L'ho fatto e ho intenzione di farlo, sì, abbiamo molte navi molto grandi e molto potenti che stanno navigando verso l'Iran in questo momento, e sarebbe fantastico se non dovessimo usarle".

"Ho detto loro due cose: numero uno, niente nucleare, e numero due, smettetela di uccidere i manifestanti. Li stanno uccidendo a migliaia. Sapete, ho fermato 837 impiccagioni due settimane fa", ha detto ai giornalisti presenti.

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"In effetti, il presidente Trump ha contattato personalmente il presidente Putin per chiedergli di astenersi dagli attacchi contro Kiev per una settimana al fine di creare condizioni favorevoli per i negoziati", ha dichiarato il portavoce presidenziale Dmitry Peskov in un file audio diffuso, ma non ha specificato se Putin abbia risposto positivamente alla richiesta, ne' se includesse tutti gli attacchi o solo quelli contro le infrastrutture energetiche. "Non ho altro da aggiungere. Voglio sottolineare che si tratta di creare condizioni favorevoli per i negoziati", ha detto in risposta alle insistenti domande dei giornalisti.

La situazione intanto a Kiev e dintorni è davvero drammatica per il freddo come detto dallo stesso Trump. Questo è l'inverno più duro degli ultimi quattro anni per tutta l'Ucraina. Con interruzioni di corrente che durano in media 18 ore al giorno. Secondo la Ong Save Ukraine "mentre continuano gli attacchi mirati alle infrastrutture" gli ucraini sono a rischio blackout totale. Con le temperature che scenderanno a -20°C la prossima settimana, ci si trova di fronte a una realtà devastante. E la stessa Save Ukraine rischia di chiudere i battenti, chiedendo aiuto per fornire potenti generatori e bricchette di combustibile per mantenere il riscaldamento in funzione quando la rete elettrica non funziona; e ancora stazioni EcoFlow aggiuntive per sopravvivere ai lunghi blackout e indumenti essenziali per l'inverno, come giacche calde e persino calzini spessi per proteggere i bambini dai pavimenti ghiacciati.

I centri Save Ukraine sono diventati punti di soccorso con calore, bevande calde ed elettricità. Il Centro di Speranza e Guarigione a Irpin ad esempio ha aperto le porte prima delle autorità locali e ora è aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per tenere al caldo i bambini. Ma con grandi punti di domanda sul futuro.

Solo questa notte, secondo Kiev, è stato respinto un missile Iskander e 111 droni sull'Ucraina.

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