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In arrivo in Italia farmaco biologico mirato per gestire la Bpco

di TMNews venerdì 30 gennaio 2026
2' di lettura

Milano, 30 gen. (askanews) - Viene definita come la malattia invisibile, perché ampiamente sottovalutata e sottodiagnosticata, eppure la broncopneumopatia cronica ostruttiva (Bpco) è la terza causa di morte al mondo, responsabile di 3 milioni e mezzo di decessi nel solo 2021. Una patologia spesso associata al fumo, caratterizzata da sintomi respiratori cronici come tosse, catarro e la cosiddetta "fame d'aria", che oggi può essere gestita con risultati incoraggianti attraverso dupilumab, nuovo farmaco biologico sviluppato da Sanofi e Regeneron, da associare alla terapia tradizionale.

"Fino ad oggi - ha detto Alberto Papi, direttore Clinica pneumologica Università degli Studi di Ferrara - il massimo dell'intervento farmacologico che riuscivamo ad ottenere era l'associazione di due broncodilatatori a lunga durata d'azione e una terapia inalatoria, la cosiddetta triplice, che riduce le riacutizzazioni. C'è un gruppo importante di pazienti, il 50%, che nonostante siano in triplice continuano a riacutizzare. Fino ad oggi non avevamo nulla per questi pazienti da offrire, oggi abbiamo il primo farmaco biologico che, in aggiunta a questa terapia massimale, in una popolazione mirata, può dare un beneficio aggiuntivo del nuovo farmaco con una riduzione del 30% delle riacutizzazioni".

È un anticorpo monoclonale, a breve rimborsabile anche in Italia dal Sistema sanitario nazionale, che rappresenta una svolta terapeutica attesa da decenni.

"Dupilumab - ha osservato Marcello Cattani, Presidente e Amministratore Delegato, Sanofi Italia e Malta - oggi ci porta in una nuova dimensione, a breve sarà approvato dall'agenzia regolatoria e darà una possibilità in più ai pazienti. Una speranza in più per cercare di portare un beneficio clinico importante, impattante, che possa migliorare la qualità della vita e soprattutto la sopravvivenza di chi combatte con una patologia estremamente pesante da tutti i punti di vista sia clinico, sia economico, sia sociale".

Un carico portato spesso, vista l'elevata età media dei pazienti, da coniugi anch'essi in età avanzata e fargili o dai figli, che potranno così sperare di ricominciare ad avere una vita normale.

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