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Argentina, proteste a Buenos Aires per i roghi in Patagonia

di TMNews sabato 31 gennaio 2026
1' di lettura

BBuenos Aires, 31 gen. (askanews) - Migliaia di persone sono scese in piazza a Buenos Aires per chiedere un intervento immediato del governo contro i vasti incendi che stanno devastando la Patagonia argentina.

I manifestanti hanno sfilato fino al ministero della Sicurezza, denunciando l'inerzia delle autorità mentre le fiamme hanno già distrutto oltre 40 mila ettari di foreste e terreni agricoli nel sud del Paese.

Dalla provincia di Chubut a quelle di Rìo Negro, Neuquén e La Pampa, i roghi sono attivi da settimane. Il più grave ha colpito il parco nazionale Los Alerces, una delle aree naturali più importanti dell'Argentina.

Di fronte alla pressione delle proteste e alle richieste dei governatori patagonici, il governo del presidente Javier Milei ha dichiarato lo stato di "emergenza incendi", annunciando misure straordinarie per coordinare l'intervento delle autorità nazionali e provinciali.

Ma sul terreno la situazione resta critica. Centinaia di pompieri continuano a lottare contro focolai difficili da controllare, mentre il ritorno del caldo rischia di riattivare le fiamme nelle zone già colpite.

Secondo ambientalisti e opposizione, l'emergenza mette in luce anni di sottofinanziamento della prevenzione e del sistema dei parchi nazionali. Una crisi che ora arriva anche in Parlamento, dove si chiede una risposta strutturale e non solo emergenziale.

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"Noi facciamo uno stand praticamente solo di oggetti - ci ha detto Michele Subert di Subert Antiquariato di Milano - e, come stiamo facendo negli ultimi anni, portiamo soprattutto maioliche, dall'inizio del Cinquecento fino alla fine del Settecento. Quindi abbiamo maioliche, entrando proprio nel particolare, dal 1510-20 fino al 1780 circa. Abbiamo visto che negli ultimi anni abbiamo avuto un buon riscontro nelle mostre con le maioliche che quindi continuiamo su questo filone".

Tra gli oggetti di alto antiquariato spiccano anche i tappeti. "Quest'anno per l'edizione di Modenantiquaria - ha aggiunto Mirco Cattai, titolare della Galleria Mirco Cattai di Milano - presenterò alcuni tappeti che rappresentano il mio lavoro, quindi porterò l'eccellenza della Turchia, soprattutto focalizzata nell'Anatolia antica dal XVI a XVII secolo, con tre esemplari chiamati transilvani e poi porterò un anteprima di un'importante mostra che sto presentando nella mia galleria questi giorni sulla Cina, quindi presenterò due esemplari di tappeti cinesi e due coppie di sculture Tang che vanno dal 600 al 900 dopo Cristo".

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"In quanto partner affini e con una visione condivisa, nel campo della sicurezza i nostri due Paesi stanno portando avanti iniziative come il Global Combat Air Programme, noto come GCAP, oltre alla visita in Giappone dello scorso anno del gruppo navale britannico Carrier Strike Group - ha detto la premier giapponese Takaichi -. Nel settore della sicurezza abbiamo concordato di rafforzare in modo strategico la cooperazione tra Giappone e Regno Unito nel campo della cybersicurezza. Accelereremo inoltre i progressi nello sviluppo congiunto dei caccia di nuova generazione. Abbiamo infine deciso di tenere entro quest'anno una riunione congiunta dei ministri degli Esteri e della Difesa nel formato 'due più due'".

"Nell'ambito della partnership per la sicurezza economica- ha aggiunto la leader giapponese - di fronte alle crescenti preoccupazioni internazionali sulle restrizioni all'export dei minerali critici, abbiamo concordato che è urgente che i Paesi con valori affini lavorino insieme per rafforzare la resilienza delle catene di approvvigionamento, compresa quella dei minerali strategici".

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Dopo l'allenamento, i nuotatori tornano a riva, condividono caffè e dolci, si scaldano al sole invernale. Poco più in là, sulla sabbia, le tende degli sfollati. Al largo, una nave militare israeliana pattuglia la costa.

"Ci alleniamo nuotando in mezzo a pericoli seri - dice Abu Mahmud, capitano del gruppo di nuotatori - . Prima di tutto le motovedette israeliane, che inseguono nuotatori e pescatori in mare. In più di un'occasione alcuni di noi sono stati esposti al fuoco proveniente dalle navi militari al largo. I rischi sono molti, ma cerchiamo di evitarli restando in zone che le navi da guerra non possono raggiungere".

"Dal mio punto di vista e per la mia esperienza nella salute mentale- dice Yehya Ali Awwad, psichiatra - il nuoto è un esercizio psicologico eccellente. Aiuta ad affrontare gli eventi quotidiani, i problemi di ogni giorno e le condizioni difficili che stiamo vivendo in questo periodo".

"Prima partecipavamo ai campionati con la federazione di nuoto e ho vinto molti titoli - afferma Mohamad Farahat, nuotatore professionista - Oggi non è rimasto nulla, nemmeno una piscina. La distruzione si è estesa a tutta Gaza".

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