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Paola Iezzi si scatena col suo live show IEZZ WE CAN!!!

di TMNews martedì 10 febbraio 2026
2' di lettura

Milano, 9 febbraio 2026 - Cinque serate, cinque sold out, un'atmosfera sospesa tra intimità e stupore: IEZZ WE CAN!!!, il nuovo live show di Paola Iezzi, prodotto da Vivo Concerti e andato in scena al RedRoom Members Club di Milano, ha registrato un grande successo e un entusiasmo crescente sera dopo sera.

Con IEZZ WE CAN!!!, Paola Iezzi ha inaugurato il 2026 scegliendo di mettersi in gioco in modo nuovo e sorprendente: cinque esclusivi appuntamenti in uno spazio raccolto, elegante e vibrante, trasformato per l'occasione in un vero e proprio luogo di incontro emotivo tra l'artista e il suo pubblico. Un nuovo atto di un percorso dal vivo inedito e innovativo dal punto di vista del concept, che ha portato per la prima volta PAOLA IEZZI da sola al centro della scena per esplorare tutte le sfumature della propria identità artistica. L'apertura di un nuovo capitolo del suo cammino live, pensato come spazio personale e autonomo che corre in parallelo all'esperienza condivisa nel duo Paola & Chiara.

La scelta artistica di Paola di utilizzare esclusivamente musicisti dal vivo (una band di 5 strepitosi elementi), senza l'uso di computer o sequenze, ha consentito un ampio margine di improvvisazione musicale e continui cambi di scaletta, che hanno divertito e sorpreso il pubblico ogni sera, rendendo ogni show unico e diverso dai precedenti. Per questo motivo, è stato chiesto al pubblico di non utilizzare i telefoni, per vivere pienamente le oltre due ore e mezza di spettacolo: un viaggio attraverso il repertorio solista di Paola, i brani iconici di Paola & Chiara, cover leggendarie, momenti della sua storia artistica, sketch comici, interventi ironici e mini talk denominati "Pausa ca ", con ospiti e letture di testi particolarmente significativi per l'artista.

Di sera in sera, IEZZ WE CAN!!! ha preso forma come un vero e proprio happening, un flusso continuo di energia, confidenza e scambio. Un dialogo vivo con il pubblico, che ha visto l'artista scendere più volte dal palco e attraversare una platea entusiasta; fatto di musica, sguardi, parole, ironia e improvvisazione, arricchito dalla presenza di amici e colleghi artisti che hanno condiviso con lei il palco, in modo appassionato e informale, dando vita a momenti unici e irripetibili: Ambra Angiolini, Barbara D'Urso, BigMama, Dani Faiv, Elenoire Ferruzzi, Fabio Rovazzi, Francamente, Francesco Gabbani, Giulia Vecchio, Ivana Spagna, Jake La Furia, Lowrah, Manuel Agnelli, Mayu, Myss Keta, Nicola Savino, Paolo Borzacchiello, Paolo Camilli, Paolo Jannacci, rob, Viscardi.

IEZZ WE CAN!!! rappresenta oggi un momento chiave nel percorso artistico di Paola Iezzi: una dichiarazione di libertà, presenza e visione, che conferma il suo desiderio di sperimentare, raccontarsi e creare uno spazio sincero di connessione con il pubblico.

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Il "Safari" è una spedizione per osservare o cacciare animali nel loro habitat naturale. Non bastassero le difficili e traumatiche cronache e memorie di quel periodo, tra i molti episodi drammatici dell'assedio di Sarajevo dal 1992 al 1996, la storia di un "safari umano" è rimasta a lungo nascosta all'opinione pubblica. Solo pochi erano a conoscenza del fatto che, sul fronte serbo, all'assedio di Sarajevo partecipasse non solo l'Esercito Serbo-Bosniaco, insieme a volontari e mercenari, ma anche un altro piccolo gruppo clandestino. Si trattava di ricchi stranieri che pagavano cifre elevate per sparare contro gli abitanti della Sarajevo assediata (con un scioccante "listino prezzi" diverso a seconda della vittima), provenienti da vari paesi, tra cui Stati Uniti, Canada, Russia e Italia. I testimoni nel documentario - tra cui anche Edin Suba ic, ex agente dei servizi segreti dell'esercito bosniaco, oggi al centro delle cronache italiane - sostengono che l'operazione fosse logisticamente complessa: da Belgrado, i partecipanti sarebbero stati trasportati a Pale, con un elicottero dell'esercito jugoslavo o su strada, per essere poi condotti alle postazioni dei cecchini sulle colline circostanti, come nel quartiere di Grbavica, che era sotto il controllo dell'esercito serbo.

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Miran Zupanic (classe 1961) si concentra nei suoi documentari sul destino degli individui nei momenti di svolta della storia del Novecento. "Run for Life" (1990) è il primo documentario sloveno dedicato a Goli Otok, la più dura prigione politica dell'ex Jugoslavia. "The Eyes of Bosnia" (1993) è stato girato durante la guerra in Bosnia-Erzegovina. "Kocbek, A Poet in the Abyss of History" (2004) racconta il percorso umano e intellettuale del poeta Edvard Kocbek. "Aufbiks!" (2006) ricostruisce i conflitti nazionali tra sloveni e tedeschi a Celje all'inizio del Novecento. "Children from Petricek Hill" (2007) raccoglie le testimonianze dei discendenti di presunti o reali collaborazionisti nazisti giustiziati alla fine della Seconda guerra mondiale, i cui figli furono internati nel campo di concentramento di Petricek. "My Friend Mujo" (2012) racconta la storia di Mujo Turajlic, che ha perso entrambe le braccia in un'esplosione ma continua a lavorare la terra e a mantenere la propria famiglia con uno spirito indomabile. "Sing Me a Song" (2018) è un ritratto complesso del musicista Vlado Kreslin e dei suoi diversi pubblici.

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