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Sanremo, Mazzariello: "Il festival è un'emozione a 360 gradi"

di TMNews giovedì 12 febbraio 2026
1' di lettura

Milano, 12 feb. (askanews) - Mazzariello si è aggiudicato ufficialmente un posto tra le "Nuove Proposte" del Festival di Sanremo 2026 con il brano "Manifestazione d'amore". "Sanremo per me significa sicuramente tanta emozione, nel senso è un'emozione provata a 360 gradi. Sto provando tutto lo spettro delle emozioni, dall'ansia, all'attenzione, alla gioia, tutto questo mix è un adrenalinico, fra poco mi fa esplodere, salta in aria e anche tanti ricordi passati con la mia famiglia e i miei amici. Ma Sanremo è anche ricordi, il mio preferito è quello vinto da Diodato, Fai Rumore è veramente un capolavoro e quindi ogni tanto in questo periodo dell'anno mi vengono in mente queste belle cose".

In "Manifestazione d'amore" il protagonista vive in una bolla tutta sua, costretto a correre e a performare seguendo i ritmi frenetici della città. "Il brano è nato come tutte le cose che faccio: in modo totalmente casuale. Volevo parlare di quanto sia importante dopo dei periodi lunghissimi passati fuori casa ricordarsi le proprie radici, le persone amate: tipo avrei dovuto chiamare mio padre, avrei dovuto dirti ti voglio bene. Poi c'è questa metafora fortunatamente non autobiografica dove il protagonista sta per essere messo sotto un incrocio e questo contatto ravvicinato con la fine gli fa ricordare le cose veramente importanti. La canzone è nata così con questo viaggio.

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Cortina, 12 feb. (askanews) - "Io ovviamente sono venuta qui, ed era talmente speciale essere qua. Non sapevo neanche se sarei tornata a fare l'atleta dopo l'anno scorso e quindi dopo l'incidente essere qui alle Olimpiadi è stato qualcosa di speciale davvero. È stato un percorso veramente difficile. Penso di non aver fatto un giorno o pochi giorni comunque totalmente positivi, per cui da una parte ero pronta dall'altra sapevo che avrei dovuto continuare a soffrire e sono qua grazie a tutto questo, è stato qualcosa di speciale". Lo ha detto a Casa Italia a Cortina Federica Brignone, diventata oggi campionessa olimpica del SuperG, a 10 mesi dal gravissimo incidente della scorsa primavera.

"Mi sento orgogliosa - ha aggiunto Brignone - mi sento una privilegiata mi sento veramente fortunata a poter essere qua davvero non era scontato la mia presenza e il fatto ancora di poter essere qui con una medaglia era qualcosa di impensabile, però dall'altra parte ogni giorno prendevo confidenza. Ho usato tutto, ho usato la mia testa, ho usato la mia tecnica, tutta la mia esperienza per provare a dare il massimo. Poi in una gara di un giorno tutto può succedere, però non penso di essere una persona cambiata".

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Rutte: la Nato dovrebbe essere "più guidata dall'Europa"

Milano, 12 feb. (askanews) - "Ma oggi abbiamo anche visto la prova di qualcos'altro, un vero cambiamento di mentalità, un'unità di visione, una Difesa europea molto più forte all'interno della NATO, tutti intorno al tavolo impegnati con un senso di urgenza e di responsabilità nel modo in cui stiamo lavorando insieme come alleati per fornire deterrenza e difesa efficaci". Mark Rutte, Segretario Generale della NATO, ha definito produttiva la riunione con i ministri della Difesa a Bruxelles, incentrata sul rafforzamento della deterrenza e del sostegno all'Ucraina. Ha descritto l'incontro come unico dal 2010, con un cambio di mentalità, unità e una difesa europea più solida all'interno dell'Alleanza. Ha ricordato l'impegno storico all'Aja per il 5% del PIL in difesa, che sta prendendo forma: Danimarca, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia superano già gli obiettivi con un decennio di anticipo, mentre la Germania raddoppia gli investimenti.

"Boris Pistorius ha ragione. Abbiamo bisogno di una Nato più guidata dall'Europa. E come funziona? Significa che gli europei spendono di più, si assumono maggiori responsabilità per la propria difesa. È una delle regioni più grandi e ricche del mondo, il PIL collettivo dell'Europa, non solo dell'Unione Europea, ma include anche la Norvegia, la Turchia, il Regno Unito e altri paesi non appartenenti all'Unione Europea. E naturalmente, anche i paesi dell'Unione Europea sono membri della NATO: quel PIL collettivo è enorme", dice Rutte.

Rutte ha inoltre insistito sulla necessità di più difesa aerea, munizioni e catene di fornitura robuste, potenziando le industrie transatlantiche. E ha evidenziato la collaborazione eccellente, con accordi multinazionali per tecnologie di precisione e difesa missilistica, come quella che coinvolge otto alleati per proteggere infrastrutture sottomarine.

Sul fronte ucraino, ha lodato la resilienza e l'ingegno, specialmente sui droni, supportati tramite PURL (Prioritized Ukraine Requirements List), NSATU e pacchetti di assistenza, inclusa la difesa aerea. La NATO resta al fianco dell'Ucraina per una pace giusta e una deterrenza totale, esemplificata da Arctic Sentry.

Nel rispondere alle domande della stampa, Rutte ha minimizzato l'assenza del Segretario USA, citando il sottosegretario Usa alla Difesa, Elbridge Colby per confermare l'impegno americano con un'Europa più proattiva.

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Regista film apertura Berlinale "No Good Men": onore al cinema afgano

Berlino, 12 feb. (askanews) - La commedia romantico-politica afghana "No Good Men" ha aperto la 76esima Berlinale, presentato fuori concorso al Gala Special del festival a Berlino. Ambientata sullo sfondo della presa di potere del Paese da parte dei talebani, la storia racconta di Naru, l'unica cameraman donna in una tv di Kabul, interpretata dalla stessa regista afgana Shahrbanoo Sadat (oggi vive ad Amburgo), che rivaluta le sue opinioni sull'altro sesso quando incontra un collega. Essere alla Berlinale oggi per la giovane regista afgana significa:

"Per me, è stato come, 'cosa?' Quindi ci è voluto del tempo prima di riuscire a riprendermi e realizzare quanto sia un grande onore per me, non solo per me, ma anche per il cinema afgano, per il giovane cinema afgano, che noi, i registi afgani, stiamo cercando di capire cosa significa raccontare una storia afghana", ha commentato la regista afgana nata a Teheran 36 anni fa, in un'intervista ad Afp.

"Per molto tempo - ha proseguito - le storie dell'Afghanistan sono state raccontate da registi internazionali e quindi in un certo senso travisate. Quindi questa è davvero una grande opportunità".

"Naturalmente, non nego che i talebani siano il problema più grande dell'Afghanistan odierno. Ma d'altro canto, nell'era della democrazia non c'erano rose e fiori, c'era molta corruzione", ha denunciato.

Questo è il suo quarto lungometraggio:

"La gente in Afghanistan guarda il film prima che esca al cinema, perché succede spesso che 'rubino' il film, non so, non chiedetemi come, ma è sempre successo con i miei film precedenti, che il film finisca su YouTube o venga tagliato e messo su TikTok".

Dall'arrivo dei talebani nel 2021 è vietato girare un film, è illegale, ma grazie alla tecnologia "tutti hanno un telefono e tutti sono connessi a Internet. Quindi penso che anche se non vedranno il film al cinema, su un grande schermo, lo guarderanno comunque", ha concluso.

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