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AI e digitalizzazione nel settore pharma con la startup Kitabii

di TMNews giovedì 12 febbraio 2026
1' di lettura

Roma, 12 feb. (askanews) - "Il settore farmaceutico in Italia vive un momento di grande transizione digitale. E' anche il tema centrale, che ricorre nell'appuntamento di Cosmopharma del 2026 intitolato Re-generation/New Generation". In questo contesto, Kitabii (https://www.kitabii.com), "una startup innovativa tutta italiana, ha sviluppato una piattaforma basata sull'AI assolutamente innovativa, che consente alle aziende farmaceutiche di consolidare partnership di valore ma soprattutto di potenziare tutte le attività commerciali all'interno della farmacia e in tutte le realtà ad oggi presenti nel settore come catene, network e gruppi di proprietà. Grazie alla potenza dell'intelligenza artificiale e della computer vision, Kitabii consente di riprodurre in digitale la mappa della farmacia e di analizzare ogni singolo centimetro dello spazio espositivo, garantendo alle aziende la compliance dell'esposizione e delle performance relative ai prodotti esposti. Grazie al software, i farmacisti possono incrementare il fatturato commerciale, generato grazie alla relazione e all'esposizione dedicata al cliente finale, e sicuramente interagire anche con il team di collaboratori potenziando tutte le loro attività in termini di gestione, obiettivi e incentivi. Kitabii è una realtà innovativa, ma soprattutto smart, accessibile e alla portata di tutti".

Lo dichiara il Co-Founder & Ceo di Kitabii, Alessandro Taurino.

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Rutte: la Nato dovrebbe essere "più guidata dall'Europa"

Milano, 12 feb. (askanews) - "Ma oggi abbiamo anche visto la prova di qualcos'altro, un vero cambiamento di mentalità, un'unità di visione, una Difesa europea molto più forte all'interno della NATO, tutti intorno al tavolo impegnati con un senso di urgenza e di responsabilità nel modo in cui stiamo lavorando insieme come alleati per fornire deterrenza e difesa efficaci". Mark Rutte, Segretario Generale della NATO, ha definito produttiva la riunione con i ministri della Difesa a Bruxelles, incentrata sul rafforzamento della deterrenza e del sostegno all'Ucraina. Ha descritto l'incontro come unico dal 2010, con un cambio di mentalità, unità e una difesa europea più solida all'interno dell'Alleanza. Ha ricordato l'impegno storico all'Aja per il 5% del PIL in difesa, che sta prendendo forma: Danimarca, Estonia, Lettonia, Lituania e Polonia superano già gli obiettivi con un decennio di anticipo, mentre la Germania raddoppia gli investimenti.

"Boris Pistorius ha ragione. Abbiamo bisogno di una Nato più guidata dall'Europa. E come funziona? Significa che gli europei spendono di più, si assumono maggiori responsabilità per la propria difesa. È una delle regioni più grandi e ricche del mondo, il PIL collettivo dell'Europa, non solo dell'Unione Europea, ma include anche la Norvegia, la Turchia, il Regno Unito e altri paesi non appartenenti all'Unione Europea. E naturalmente, anche i paesi dell'Unione Europea sono membri della NATO: quel PIL collettivo è enorme", dice Rutte.

Rutte ha inoltre insistito sulla necessità di più difesa aerea, munizioni e catene di fornitura robuste, potenziando le industrie transatlantiche. E ha evidenziato la collaborazione eccellente, con accordi multinazionali per tecnologie di precisione e difesa missilistica, come quella che coinvolge otto alleati per proteggere infrastrutture sottomarine.

Sul fronte ucraino, ha lodato la resilienza e l'ingegno, specialmente sui droni, supportati tramite PURL (Prioritized Ukraine Requirements List), NSATU e pacchetti di assistenza, inclusa la difesa aerea. La NATO resta al fianco dell'Ucraina per una pace giusta e una deterrenza totale, esemplificata da Arctic Sentry.

Nel rispondere alle domande della stampa, Rutte ha minimizzato l'assenza del Segretario USA, citando il sottosegretario Usa alla Difesa, Elbridge Colby per confermare l'impegno americano con un'Europa più proattiva.

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Regista film apertura Berlinale "No Good Men": onore al cinema afgano

Berlino, 12 feb. (askanews) - La commedia romantico-politica afghana "No Good Men" ha aperto la 76esima Berlinale, presentato fuori concorso al Gala Special del festival a Berlino. Ambientata sullo sfondo della presa di potere del Paese da parte dei talebani, la storia racconta di Naru, l'unica cameraman donna in una tv di Kabul, interpretata dalla stessa regista afgana Shahrbanoo Sadat (oggi vive ad Amburgo), che rivaluta le sue opinioni sull'altro sesso quando incontra un collega. Essere alla Berlinale oggi per la giovane regista afgana significa:

"Per me, è stato come, 'cosa?' Quindi ci è voluto del tempo prima di riuscire a riprendermi e realizzare quanto sia un grande onore per me, non solo per me, ma anche per il cinema afgano, per il giovane cinema afgano, che noi, i registi afgani, stiamo cercando di capire cosa significa raccontare una storia afghana", ha commentato la regista afgana nata a Teheran 36 anni fa, in un'intervista ad Afp.

"Per molto tempo - ha proseguito - le storie dell'Afghanistan sono state raccontate da registi internazionali e quindi in un certo senso travisate. Quindi questa è davvero una grande opportunità".

"Naturalmente, non nego che i talebani siano il problema più grande dell'Afghanistan odierno. Ma d'altro canto, nell'era della democrazia non c'erano rose e fiori, c'era molta corruzione", ha denunciato.

Questo è il suo quarto lungometraggio:

"La gente in Afghanistan guarda il film prima che esca al cinema, perché succede spesso che 'rubino' il film, non so, non chiedetemi come, ma è sempre successo con i miei film precedenti, che il film finisca su YouTube o venga tagliato e messo su TikTok".

Dall'arrivo dei talebani nel 2021 è vietato girare un film, è illegale, ma grazie alla tecnologia "tutti hanno un telefono e tutti sono connessi a Internet. Quindi penso che anche se non vedranno il film al cinema, su un grande schermo, lo guarderanno comunque", ha concluso.

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Milano-Cortina, Franzoni: non mi rendo conto dell'argento, mi fa bene

Livigno (So), 12 feb. (askanews) - "È ancora fresca come cosa, sto ancora cercando di realizzare il tutto, ma per il momento va bene così perché ci sono ancora tante gare e questo non rendermi conto penso mi faccia bene per rimanere concentrato e continuare ad avere fame di risultati ancora per la Coppa del Mondo e ancora per l'ultima gara qua alle Olimpiadi. Penso che sia quello che mi ha fatto raggiungere anche i risultati che sono riuscito a raggiungere". Lo ha detto Giovanni Franzoni, argento nella discesa libera di Bormio ai Giochi di Milano Cortina, parlando della sua medaglia a Casa Italia a Livigno.

"Non ho praticamente festeggiato, è da un mese e mezzo che ci sono risultati da festeggiare, ma non sono riuscito assolutamente a fare nulla perché ovviamente se no ne risentirebbe un po' il fisico così sono stato un po' con la mia famiglia e i miei amici e lo staff e comunque a fine stagione, quando ci sarà un po' più di tempo, ripensando a quello che siamo riusciti a raccogliere ci sarà il tempo per festeggiare e stare tranquilli" ha aggiunto.

"Gli ultimi anni sono stati veramente tosti, appunto per l'infortunio, i punti Fis si sono alzati, e a ripensare che due anni fa ero ancora in Coppa Europa a partire col pettorale numero 60 e oggi sono vice campione olimpico fa un po' strano, però è incredibile come quando le cose iniziano a girare nel modo giusto la fiducia inizia ad arrivare, fai quello switch mentale che poi ti fa prendere fiducia, e i risultati poi arrivano uno dietro l'altro, non per caso, ma perché tutto quello che hai seminato negli anni poi lo raccogli, come è successo a me in un mese e mezzo".

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Milano-Cortina, Franzoni: "Brignone leggendaria, sembra una fiaba"

Livigno (So), 12 feb. (askanews) - "Le ho scritto prima, è stata leggendaria nel senso che so cosa vuol dire tornare da un infortunio grave, mi è successo tre anni fa ormai, e già tornare è una una gran cosa, però tornare e vincere le Olimpiadi... le ho detto 'sembra una fiaba e se c'è una persona che se lo merita sei sicuramente tu'. Ha dato una grande dimostrazione di coraggio e di forza e di quanto comunque un'atleta, una persona con tanta volontà, riesca a raggiungere risultati incredibili". Lo ha detto Giovanni Franzoni, parlando a Casa Italia a Livigno della medaglia d'oro conquistata da Federica Brignone nel SuperG di Cortina a dieci mesi da un grave infortunio.

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