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Usa, Rubio a Monaco: "Usa e Europa, destinati a stare insieme"

di TMNews sabato 14 febbraio 2026
1' di lettura

Monaco di Baviera (Germania), 14 feb. (askanews) - Forse non è abbastanza per ricucire, ma alla Conferenza di Monaco sulla Sicurezza gli Stati Uniti hanno lanciato un messaggio dai toni concilianti agli "amici" europei, traumatizzati dalle dichiarazioni di Donald Trump sulla Groenlandia e sulla Nato, e dal duro discorso, dai toni paternalistici, tenuto nello stesso luogo un anno fa dal vicepresidente americano JD Vance. A recapitarlo, non a caso, è il segretario di Stato Marco Rubio, considerato un moderato all'interno dell'amministrazione di Trump.

"Sotto la presidenza Trump, gli Stati Uniti d'America assumeranno nuovamente il compito di rinnovamento e restaurazione, guidati dalla visione di un futuro orgoglioso, sovrano e vitale tanto quanto il passato della nostra civiltà - ha detto Rubio -

e sebbene siamo pronti, se necessario, a farlo da soli, è nostra preferenza e nostra speranza farlo insieme a voi, ai nostri amici qui in Europa. Gli Stati Uniti e l'Europa sono destinati a stare insieme".

"Non vogliamo separarci - ha insistito - ma vogliamo rivitalizzare una vecchia amicizia e rinnovare la più grande civiltà della storia umana. Quello che vogliamo è un'alleanza rinnovata che riconosca che ciò che ha afflitto le nostre società non è solo una serie di politiche sbagliate, ma un malessere causato dalla disperazione e dall'autocompiacimento. L'alleanza che vogliamo non è paralizzata dall'inazione causata dalla paura: paura del cambiamento climatico, paura della guerra, paura della tecnologia. Vogliamo invece un'alleanza che corra coraggiosamente verso il futuro".

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L'atleta - che si era già detto scioccato dalla decisione del CIO definendola prona alla propaganda russa, è stato ricevuto dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky a margine della Conferenza di Monaco sulla Sicurezza, il più grande incontro informale di leader mondiali su sicurezza e difesa.

"Certo, volevo farlo indossare quel casco durante la competizione stessa, durante le gare ufficiali.

Ma ora tutto il mondo parla di queste persone, di questi atleti straordinari, di questi bambini uccisi dai missili russi. Si parla dei motivi per cui sono morti.

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