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Olimpiadi, Abodi: Giochi diffusi saranno modello per il futuro

di TMNews sabato 14 febbraio 2026
2' di lettura

Val di Fiemme (Tn), 14 feb. (askanews) - Le Olimpiadi di Milano-Cortina, modello per il futuro, ma anche preziosa eredità per il territorio italiano. Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi durante la sua visita in Val di Fiemme, guarda con grande soddisfazione ai risultati ottenuti finora ma anche al futuro.

"Noi viviamo per questi grandi momenti ma quello che conterà ancora di più, a parte la gioia di questo spettacolo universale con un linguaggio formidabile che lo sport, è quello che lasceranno. La spinta culturale, la promozione turistica, il miglioramento degli impianti, sono tutti elementi che continueremo a curare. Per noi le Olimpiadi non finiranno il 22 di febbraio, le Paralimpiadi non finiranno il 15 di marzo, è il lavoro del governo con le regioni, le province autonome, è l'attuazione di quello che recita il comma 7 dell'articolo 33 della Costituzione, cioè il valore educativo, sociale, di promozione del benessere psicofisico, dell'attività sportiva in tutte le sue forme. La sublimazione sono questi giochi meravigliosi, ma è semplicemente l'elemento più visibile, più clamoroso di una visione dello sport che è strumento di benessere individuale e sociale, difesa immunitaria".

La vera novità di questi giochi sono le Olimpiadi diffuse, che inizialmente avevano sollevato dubbi e perplessità, ma che stanno mostrando molti benefici.

"Diciamo che è nata prima di noi dai governi precedenti insieme al Coni e al CIP hanno fatto questa proposta che poi è risultata vincente che credo diventerà modello. Si perde qualcosa della compattezza che le olimpiadi e le paralimpiadi hanno sempre dimostrato negli anni, con tutti gli atleti in un stesso luogo. Qui abbiamo un territorio di 22.000 chilometri quadrati quindi è stato un progetto certamente innovativo, coraggioso, complicato perché la logistica, i trasporti, la sicurezza presuppongono un impiego di uomini e di tecnologie molto elevato però è un modo anche per rispettare l'ambiente: non c'è una densificazione del turismo, c'è la distribuzione del turismo. Vedo e sento un po' l'umore degli atleti e delle delegazioni ma anche dei tifosi che vengono intervistati: è stato apprezzato vuol dire che abbiamo lavorato bene che uomini e donne soprattutto i volontari si stanno mettendo a disposizione, 18.000 volontari. È una famiglia, una comunità silenziosa operosa che sta dando il senso dell'ospitalità e dell'accoglienza di questi giochi che appunto diventeranno il modello. È bello sentir dire che sono i giochi più belli di sempre, è bello dire che i giochi italiani diventeranno modello per il futuro".

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Iran, a Monaco 200.000 manifestanti contro il regime degli ayatollah

Monaco di Baviera (Germania), 14 feb. (askanews) - Circa 200.000 persone - secondo le stime della polizia - hanno partecipato a una grande manifestazione contro il governo iraniano a Monaco di Baviera, mentre i leader mondiali si riunivano nelle vicinanze per l'annuale Conferenza di Monaco sulla Sicurezza, il più grande evento mondiale su questo tema, sempre più caldo nello scacchiere geopolitico internazionale.

I manifestanti si sono radunati presso il quartiere fieristico Theresienwiese, denunciando la leadership della Repubblica Islamica dell'Iran dopo la repressione sanguinosa delle proteste nazionali avvenute a gennaio nel paese. Secondo i gruppi per i diritti umani basati all'estero, ci sarebbero almeno 7000 civili uccisi dalle forze di sicurezza iraniane e 53.000 arrestati, anche se molti osservatori ritengono che le cifre effettive delle vittime siano fino a cinque volte maggiori.

Molti manifestanti inneggiavano al figlio dell'ultimo shah di Persia, Reza Pahlavi, che alcuni sostengono per guidare un ipotetico governo di transizione verso la democrazia, nel caso che in futuro il regime teocratico al potere da 46 anni cadesse. Pahlavi, fuggito assieme al padre e al resto della famiglia reale nel 1979 quando la monarchia fu rovesciata dalla rivoluzione islamica, era anch'egli a Monaco, per partecipare alla Conferenza, dove ha tenuito un discorso in cui ha esortato i leader mondiali a intervenire per rovesciare il governo iraniano e favorire una transizione democratica, insistendo che non intende candidarsi per cariche ufficiali.

TMNews

Il San Valentino targato Gocciole

Napoli, 14 febbraio - Gocciole e San Valentino: a Napoli parte la campagna "Gocciolove" lanciata dal famosissimo brand di biscotti e snack. L'iniziativa, come ci spiega Marco Pasini, Marketing Manager del brand, nasce per pensare a tutte le persone che hanno cuori spezzati e non possono festeggiare la festa degli innamorati.

"La Campagna nasce dal fatto che a San Valentino tutti celebrano l'amore e nessuno si interessa mai dei cuori infranti. Gocciole vuole stare vicino agli innamorati, ma anche a chi ha avuto una delusione amorosa ed è stato lasciato. L'obiettivo è quello di svoltare anche San Valentino da così a COSÌ ".

A confermare i risultati dell'indagine sulle relazioni e su San Valentino condotta da AstraRicerche sono state le coppie che si sono ritrovate a passeggiare a Via Toledo.

"Quello che mi ricordo di più è l'essere stata lasciata senza neanche una parola. Il cosiddetto ghosting". Ci ha raccontato una persona. "Un mio amico mi disse che in realtà non si viene lasciati ma ci si lascia, perché si fa in due". Ha raccontato un passante. "Sono stata lasciata una volta, ma non è stata colpa mia", ha detto un'altra ragazza. Tra i consigli raccolti a Via Toledo su come tirarsi su quando si è giù di morale, eccone alcuni: "Mi piace andare in palestra o ascolto musica"; "Io amo tantissimo trascorrere del tempo su Youtube a guardare video di commedie che mi fanno riprendere l'energia e la felicità". Per altri la soluzione migliore è stare con le amiche. C'è poi chi si rifugia nel dolce mangiando biscotti.

La campagna, torna a commentare Marco Pasini, consiste in una confezione di Gocciole in edizione limitata disponibile solo a Napoli nella giornata di San Valentino ed esclusivamente per i cuori spezzati.

"Con questa campagna, Gocciole ha presentato un pack in edizione limitata che raccoglie le 11 frasi d'amore che Gocciole dedica ai cuori infranti. Proprio oggi, siamo qui, nel cuore del romanticismo cittadino, dove per la San Valentino e la giornata di domani le persone avranno la possibilità di interagire con un'installazione temporanea che si chiama "Gocciole Machine" e potranno inserire un proprio messaggio e la macchina lo trasformerà in un pack in edizione limitata con una dedica speciale per cuori spezzati".

(Servizio Pubbliredazionale)

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Olimpiadi, l'ucraino Heraskevych ricevuto da Zelensky a Monaco

Monaco di Baviera (Germania), 14 feb. (askanews) - "Lo sport non è estraneo alla politica": ne è convinto Vladislav Heraskevych, campione di skeleton e portabandiera olimpico dell'Ucraina squalificato dal Comitato Olimpico Internazionale per aver deciso di indossare un casco con su raffigurati compatrioti ucraini uccisi nella guerra scatenata dall'aggressione russa del 2022.

L'atleta - che si era già detto scioccato dalla decisione del CIO definendola prona alla propaganda russa, è stato ricevuto dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky a margine della Conferenza di Monaco sulla Sicurezza, il più grande incontro informale di leader mondiali su sicurezza e difesa.

"Certo, volevo farlo indossare quel casco durante la competizione stessa, durante le gare ufficiali.

Ma ora tutto il mondo parla di queste persone, di questi atleti straordinari, di questi bambini uccisi dai missili russi. Si parla dei motivi per cui sono morti.

E dalle interviste che ho visto ai loro cari e alle loro famiglie, sono sinceramente grati che i loro figli e i loro cari siano onorati e ricordati.

Per me, questa è la ricompensa più grande".

"Sì, lo sport non è assolutamente estraneo alla politica. Durante la guerra, durante la nostra guerra su larga scala, lo sport soffre come qualsiasi altro settore. Le nostre infrastrutture sportive vengono distrutte. Anche i nostri atleti vengono uccisi. E anche questo fa parte del messaggio.

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Tajani: valutiamo protocollo Italia-Gb su immigrazione

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"Stamattina - ha spiegato Tajani - c'è stata una riunione sull'immigrazione presieduta da Italia e Gran Bretagna per fare il punto della situazione e per una comune strategia anche dopo le scelte, da parte europea, che ci permettono di compiere azioni più forti ma anche coordinate per contrastare l'immigrazione irregolare. Abbiamo parlato anche di una strategia a lungo termine per far sì che ci sia il diritto a non emigrare, quindi una politica anche economica dell'Europa, che permetta all'Africa di crescere e quindi ridurre il fenomeno migratorio".

"Questo significa, e ne abbiamo parlato nel bilaterale con la ministra degli Esteri britannica, anche lavorare per la formazione dei giovani leader africani con una collaborazione tra università - ha aggiunto Tajani -. Stiamo pensando a un memorandum of understanding tra l'Italia e Gran Bretagna su alcune questioni che riguardano l'immigrazione"

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