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Amnesty e Greenpeace davanti a Palazzo Chigi per Gaza: stop genocidio

di TMNews giovedì 19 febbraio 2026
2' di lettura

Roma, 19 feb. (askanews) - "E questa sarebbe una tregua? Fermiamo il genocidio a Gaza". Le frasi scorrono su un maxi schermo portato davanti a Palazzo Chigi e al Palazzo della Farnesina a Roma da Amnesty International Italia e Greenpeace Italia, nel giorno della prima riunione del "Board of Peace", l'organismo voluto dal presidente statunitense Trump per sovrintendere la ricostruzione della Striscia di Gaza.

Sotto le scritte le immagini dei bombardamenti israeliani avvenuti dopo l'accordo di cessate il fuoco dello scorso ottobre. "130 giorni di cessate il fuoco, 600 palestinesi uccisi" denunciano le due associazioni che chiedono "Basta armi a Israele".

"Anche se sui media italiani non se ne parla quasi più, nella Striscia di Gaza le persone palestinesi continuano a morire. Dall'inizio del cessate il fuoco, il 9 ottobre 2025, le vittime palestinesi sono già più di 600, di cui oltre 100 bambini. Questa non è pace e non è nemmeno una tregua", afferma Sofia Basso, campaigner Pace di Greenpeace Italia. "Mentre la strage continua, la soluzione proposta da Trump e sostenuta dal governo Meloni rivela un palese disprezzo per il diritto internazionale e per i diritti umani. Se l'Italia non vuole essere complice del genocidio, fermi subito ogni collaborazione militare con il governo Netanyahu".

"È sconcertante che coloro che in questi ultimi due anni e mezzo hanno attivamente messo in crisi il sistema di protezione internazionale dei diritti umani e hanno favorito il genocidio israeliano nella Striscia di Gaza propongano ora soluzioni, come il Board of Peace, che non tengono conto dei diritti e dell'esigenza di giustizia delle persone palestinesi, e cabine di comando sulle sorti del mondo basata su interessi politici, economici, privati e immobiliari. Osservare è essere complici di tutto questo. Occorre dire no", dichiara Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia.

Dal giorno successivo al cessate il fuoco al 10 febbraio 2026, secondo fonti della Striscia di Gaza, Israele ha violato l'accordo di cessate il fuoco almeno 1.620 volte, con attacchi aerei, artiglieria e sparatorie dirette. Nel frattempo, il governo Meloni insiste nella sua posizione di contrarietà alla sospensione di ogni accordo commerciale e militare con Israele e ha scelto di partecipare come osservatore al Board of Peace di Trump, nonostante la partecipazione a questo organismo sia in violazione della nostra Costituzione. L'Italia ha continuato inoltre a inviare e a far transitare nei suoi porti armi dirette a Israele, nonostante lo stop alle nuove autorizzazioni annunciato all'indomani del 7 ottobre 2023.

Con questa azione, "Amnesty International Italia e Greenpeace Italia chiedono al governo Meloni di impegnarsi per la fine del genocidio, dell'apartheid e dell'occupazione illegale del Territorio palestinese occupato, e per un processo di pace duraturo, basato su giustizia e diritti". Inoltre le due organizzazioni chiedono "di sospendere immediatamente ogni tipo di fornitura e trasferimento di armi, munizioni e altre attrezzature militari e di sicurezza a Israele, nonché la fornitura di addestramento e di altra assistenza militare di sicurezza".

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20 anni fa moriva Luca Coscioni: "Italia non dimentichi le sue lotte"

Roma, 19 feb. (askanews) - A venti anni dalla sua morte, l'Associazione Luca Coscioni ha ricordato il suo fondatore: l'economista che ha trasformato la propria condizione di malato di sclerosi laterale amiotrofica in occasione di lotta per la libertà di ricerca scientifica, il diritto l'autodeterminazione, in particolare delle persone malate e con disabilità e la ricerca di cure innovative. Filomenta Gallo e Marco Cappato, rispettivamente, segretaria nazionale e tesoriere Associazione Luca Coscioni, hanno lanciato un appello affinché "l'Italia non dimentichi Luca, la ricerca che dà speranza contro il Parkinson è ancora proibita e il Governo intervenga anche sulle terapie orfane, abbandonate perché non profittevoli".

Si è tenuto giovedì 19 febbraio un incontro in Senato per fare il punto sulla libertà di ricerca scientifica in Italia e nel mondo, a partire da quella sulle cellule staminali embrionali su cui Luca Coscioni aveva ottenuto il sostegno di oltre 100 Premi Nobel per renderla possibile in Italia e nel mondo.

Il 20 febbraio 2006 Luca Coscioni morì, dopo aver rifiutato la tracheotomia che gli avrebbe prolungato la vita "attaccato a una macchina". Oggi ci sono altre persone che, come lui, aspettano che la scienza avanzi, e che la politica superi la proibizione della ricerca sulle cellule staminali embrionali ancora in vigore in Italia, impedendo a malati di Parkinson, a esempio, di accedere a ricerche che sono in stato avanzato in altri Paesi come la Svezia, grazie a Malin Parmar (intervenuta al Convegno). Come Maurizio, affetto da Parkinson, che se vivesse all'estero potrebbe accedere a sperimentazioni all'avanguardia grazie alla ricerca sulle cellule staminali embrionali, che però gli sono precluse perché in Italia è vietata dalla legge 40.

Nel campo della ricerca scientifica, inoltre, ci sono terapie che rischiano di sparire semplicemente perché non convengono. Sono le terapie orfane: cure esistenti e validate, spesso salvavita, che vengono rallentate, sospese o abbandonate perché non economicamente convenienti. Secondo i dati disponibili, l'80% delle malattie rare ha origine genetica e il 95% di esse non dispone ancora di un trattamento approvato. In Europa sono stati autorizzati dall'Agenzia Europea dei Medicinali oltre 200 farmaci per malattie rare, ma l'accesso reale resta diseguale e fragile. Alcune terapie avanzate arrivano a costare milioni di euro per singolo trattamento e, in diversi casi, sono state ritirate o sospese nonostante l'efficacia dimostrata.

Per questo l'Associazione Luca Coscioni ha consegnato al Ministro Adolfo Urso le prime 2.601 firme raccolte, per chiedere di dare disposizioni immediate per riprendere - al massimo livello di competenza e qualità scientifica - le sperimentazioni di Holostem (società controllata dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy), per portare a termine lo sviluppo di una terapia potenzialmente salvavita per l'epidermolisi bollosa, e per riprendere le terapie che possono ridare la vista a chi non può più vedere a causa della cornea danneggiata. Le firme sono state consegnate al termine di una marcia verso il ministero guidata da Alessandro Barneschi, affetto da epidermolisi bollosa, che ha evidenziato l'importanza di continuare le sperimentazioni cliniche e le terapie già sviluppate per curare questa patologia. Le terapie cellulari avanzate offrono possibilità di vita e di autonomia a chi soffre di malattie rare, mentre la ricerca sulle cellule staminali embrionali e sulle biotecnologie vegetali stimola innovazione e progresso in medicina e scienza applicata.

"A venti anni dalla morte di Luca Coscioni, l'Associazione da lui fondata e che porta il suo nome continua a portare avanti le battaglie che hanno segnato il suo impegno civile e politico. In questi vent'anni, l'Associazione ha difeso la libertà di ricerca scientifica come diritto fondamentale e come condizione imprescindibile per il progresso della conoscenza, promuovendo riforme volte a garantire l'accesso effettivo alle applicazioni del progresso scientifico. Un impegno che, nel tempo, si è esteso a decine di altre questioni che ancora oggi in Italia necessitano di riforme per assicurare pienamente i diritti delle persone, la libertà di scelta e l'autodeterminazione, dall'inizio alla fine della vita. La memoria di Luca Coscioni si traduce in un impegno attuale: ogni avanzamento scientifico e legislativo realizzato oggi è anche il frutto del coraggio di chi ha saputo trasformare la propria sofferenza in una forza di cambiamento civile e democratico. L'anniversario della sua morte rappresenta anche un'occasione per una doppia richiesta al Governo: l'Italia non dimentichi Luca, la ricerca che dà speranza contro il Parkinson è ancora proibita, va legalizzata. Il Governo intervenga anche sulle terapie orfane, abbandonate perché non profittevoli, e sblocchi la ricerca Holostem", hanno dichiarato Marco Cappato e Filomena Gallo, Tesoriere e Segretaria nazionale dell'Associazione Luca Coscioni.

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Ambiente, Berghinz (Alis): pronto intervento investimento cruciale

Roma, 19 feb. (askanews) - "Il pronto intervento ambientale è assolutamente cruciale, perché l'ambiente è la nostra risorsa più importante. Dobbiamo difenderlo e proteggerlo, ma mai in maniera ideologica. Serve farlo in maniera concreta, operativa e armonica con il sistema delle imprese, con il sistema economico e industriale del nostro Paese. È quindi necessario trovare un equilibrio e appunto un'armonia che sia normativa, operativa, realmente concreta al servizio delle imprese e di tutti gli italiani". Lo ha detto Nicolò Berghinz, responsabile Sviluppo, relazioni esterne e public affairs di Alis, a margine del convegno "Pronto Intervento Ambientale - Innovazione e futuro nella protezione dell'ambiente", organizzato alla Camera dall'Intergruppo parlamentare per lo Sviluppo Sostenibile.

"Importantissimo soffermarsi su queste tematiche, approfondirle e soprattutto trovare le soluzioni più adatte, affinché si possano risolvere i problemi principali di questo settore e soprattutto dare la possibilità alle imprese negli anni a venire di investire sempre di più in questo settore. Si parte dall'ambiente, dalla sua protezione per poi sviluppare e crescere sempre di più a livello di impresa", ha aggiunto.

"Alis è impegnata in prima linea in questo settore sin dal primo giorno. Non è un caso che nel nostro acronimo alla lettera 's' ci sia la parola sostenibilità. Sostenibilità in tutte le sue accezioni, economica, sociale, ma soprattutto ambientale, perché non c'è crescita e non c'è sviluppo senza protezione e prevenzione nei confronti del nostro ambiente circostante", ha concluso Berghinz.

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De Luigi con la Raffaele racconta la famiglia: Poi torno a teatro

Roma, 19 feb. (askanews) - Dopo "Tre di troppo" Fabio De Luigi e Virginia Raffaele tornano a fare coppia sullo schermo con la commedia "Un bel giorno", sempre diretta dall'attore, nei cinema dal 5 marzo. Un connubio di successo il loro, tanto che i due attori oggi dicono: "Siamo abbastanza speculari, lei dice sempre che io sono la sua versione femminile e lei la mia maschile" confessa l'attore, e lei ironizza: "Iniziamo poi con il tempo a somigliarci sempre di più, come i cani con i padroni: le borse, anche fisicamente, piano piano, secondo me c'è una fusione".

De Luigi torna a raccontare le famiglie. Lui e Raffaele interpretano genitori single con diversi figli a testa e all'amore non pensano. Le figlie di lui, però lo spingono a rimettersi in gioco. Quando i due si conoscono e scatta qualcosa tacciono però sulla rispettiva vita familiare. "Le famiglie sono dei nuclei in continua evoluzione, sono degli ectoplasmi che si muovono, cambiano, e quindi hanno una possibilità di racconto per me pressoché infinita".

Alla domanda cosa rappresenti la famiglia per lei Virginia Raffaele risponde: "Il posto dove sei più al sicuro, dove non ti senti in pericolo, dove ti senti protetto, dove puoi deporre l'elmetto, le armi, e sederti un attimo". De Luigi aggiunge: "La maschera"

E se si parla di maschere teatrali De Luigi rivela la sua intenzione di tornare sul palcoscenico dopo 25 anni, con una tournée che partirà il prossimo ottobre. "Avevo voglia di tornare lì dove ho cominciato, ritrovare delle sensazioni che ho provato tantissimi anni fa: potevo buttarmi con il paracadute, comprare una fuoristrada, o tornare a teatro, o farmi l'amante, queste sono le cose della crisi di mezza età, o scelto quella meno impattante" ha concluso l'attore.

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Re Carlo III arriva all'inaugurazione della London Fashion Week

Londra, 19 feb. (askanews) - Uscita in pubblico di Re Carlo III per inaugurare la London Fashion Week, dopo che suo fratello, l'ex principe Andrea, è stato arrestato con l'accusa di cattiva condotta durante il suo mandato come inviato commerciale. Tra la folla riunita davanti all'ingresso in occasione della sfilata dello stilista britannico-nigeriano Tolu Coker una persona ha urlato al monarca: "Come si sente riguardo all'arresto di suo fratello? Ha parlato con suo fratello, Vostra Maestà?"

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