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Generali partner della 76esima edizione del Festival di Sanremo

di TMNews mercoledì 25 febbraio 2026
2' di lettura

Sanremo, 25 feb. (askanews) - Il "Balconcino Generali" è ormai uno dei punti di riferimento di Sanremo per raccontare la kermesse canora da un'inedita prospettiva.

"Questa è la 76° edizione del Festival, ma è la 4° edizione in cui siamo presenti. Siamo presenti, da un punto particolare, il Balconcino Generali della nostra agenzia che è proprio prospiciente sulla piazza dove si affaccia l'Ariston. Con Sanremo condividiamo tantissimi valori: la passione, la tradizione ma anche la capacità di innovare e di parlare a tutte le generazioni" racconta Gabriele Tedesco Responsabile Vendite Generali Italia

Un palinsesto ricco di attività e novità, per una narrazione a 360° per clienti e agenti. "Intanto è un racconto dal Balconcino tutto al femminile con tre voci radiofoniche davvero importanti Ema Stokholma, Carolina Rey e Manola Moshlehi. Racconteranno anche la vicinanza al territorio, perchè la vera novità è che noi abbiamo raccontato quello che succede da venti balconcini, uno per ogni regione d'Italia e siamo arrivati qui dopo una lunga maratona, per far vivere la magia del Festival anche a chi non è a Sanremo, perchè è un racconto diffuso" spiega Arianna Nardi Responsabile Marketing di Generali Italia.

Generali parteciperà anche alla trasmissione di sei episodi di branded podcast Rai condotti da Emma Galeotti, dedicati ai professionisti che lavorano dietro le quinte del Festival di Sanremo.

"Questo balconcino rappresenta un po' una metafora di tutti i balconcini d'Italia dove siamo presenti e questo è simbolo del radicamento che abbiamo nelle piazze, nelle comunità d'Italia perché il nostro mestiere è vivere la comunità con oltre 20.000 agenti, consulenti, impiegati amministrativi che ogni giorno lavorano accanto ai nostri clienti. Partner di vita significa questo e per noi è un grande valore" continua Gabriele Tedesco.

Anche quest'anno #BalconcinoGenerali sarà presente al FantaSanremo per sfidarsi e divertirsi durante i giorni dell'esibizione dei cantanti. "Per noi è un motivo in più per costruire questo punto di riferimento, questo punto, "The place to be", da cui succedono tante cose, abbiamo modo di vedere tante storie di persone da cui è bello esserci" conclude Arianna Nardi.

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"Vogliamo e dobbiamo perseguire una politica del 'de risking' (riduzione del rischio). Questo vale non solo nei confronti della Cina, ma in generale", ha affermato Merz prima del decollo.

"Sarebbe però un errore collegare tale politica a un distacco dalla Cina", ha sottolineato, perché "con una politica di questo tipo danneggeremmo solo noi stessi. Comprometteremmo le nostre opportunità economiche invece di migliorarle. Ciò non renderebbe il nostro mondo più sicuro e perderemmo l'opportunità di affrontare insieme le sfide globali".

Invitato dal premier Li Qiang, Merz è accompagnato da una nutrita delegazione di imprenditori, secondo i media tedeschi la più ampia dai tempi di Angela Merkel, ed è stato ricevuto dal presidente cinese Xi Jinping. "Ho sempre dato grande importanza alle relazioni sino-tedesche e ho visitato la Germania molte volte... Mantengo stretti contatti con i leader tedeschi... Steinmeier è un mio vecchio amico", ha ricordato il leader cinese.

"Sono disposto a collaborare con il cancelliere per impegnarci congiuntamente al fine di portare senza sosta il partenariato strategico globale tra Cina e Germania a nuovi livelli", ha aggiunto.

Il viaggio di Merz in Cina arriva in un momento delicato per l'economia tedesca e per i rapporti con Washington. Berlino punta a rafforzare i legami commerciali con Pechino mentre gli Stati uniti ricorrono sempre più allo strumento dei dazi, con effetti negativi sulle esportazioni tedesche. Nel 2025 l'interscambio tra Germania e Usa è calato del 5%, con un crollo del 17,8% nelle esportazioni di auto e componenti.

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CPJ: Israele responsabile di due terzi dei giornalisti uccisi nel 2025

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"Uno dei principali fattori è la situazione a Gaza - dice Carlos Martinez de la Serna, direttore programmi del CPJ - Israele che uccide giornalisti a Gaza. Si tratta di una quota molto rilevante dei casi, nel 2024 come nel 2025. Due terzi delle uccisioni sono attribuite a Israele a Gaza. E poi c'è l'impunità radicata: l'assenza di responsabilità alimenta un sistema in cui si uccidono giornalisti senza conseguenze".

"Nel caso di Gaza - prosegue de la Serna - solo nel 2025 siamo riusciti a confermare che almeno 47 uccisioni sono state chiaramente mirate. Significa che sono state colpite a causa del loro lavoro giornalistico. Non è facile raggiungere questo livello di prova. Potrebbero esserci altri casi che non siamo in grado di valutare con lo stesso grado di certezza".

Il rapporto denuncia l'assenza di indagini adeguate e parla di campagne di delegittimazione contro i reporter uccisi. "Le risposte sono principalmente due: l'assenza di responsabilità, con la mancanza di indagini adeguate, e le campagne di delegittimazione contro i giornalisti uccisi, che possono servire a giustificarne la morte. Storicamente, questa è stata la risposta fornita da Israele alle uccisioni di giornalisti".

In forte crescita anche l'uso dei droni. "Nel 2023 - afferma l'esponente del Cpj - abbiamo documentato solo due casi di giornalisti uccisi con droni. Nel 2025 siamo arrivati a 39. Questo tipo di attacchi mirati, resi possibili dalle tecnologie integrate nei droni, è un nuovo fattore che contribuisce alle uccisioni di giornalisti, soprattutto nei contesti di conflitto".

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