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Epstein, il fratello di Virginia Giuffre: Ciò che ha fatto non è vano

di TMNews mercoledì 25 febbraio 2026
2' di lettura

Washington, 25 feb. (askanews) - Le vittime del finanziere pedofilo morto in carcere nel 2019 Jeffrey Epstein ed esponenti democratici della Camera dei Rappresentanti hanno tenuto una conferenza stampa a Washington prima del discorso sullo Stato dell'Unione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. A parlare c'era anche Sky Roberts, fratello di Virginia Giuffre, la donna che si sarebbe tolta la vita nell'aprile 2025, "celebre" vittima di Epstein e Ghislane Maxwell, le cui memorie postume "Nobody's Girl" hanno rivelato gli abusi subiti, compresi i rapporti avuti con l'ex principe Andrea quando era ancora minorenne.

Il fratello, tra le lacrime, ha dichiarato: "Oggi siamo qui a rappresentare con orgoglio la nostra sorella Virginia Roberts Giuffre, insieme ai membri del Congresso e ai sopravvissuti di tutta la nazione e di tutto il mondo. Perché la storia di Virginia è la storia che tanti sopravvissuti conoscono fin troppo bene. Una montagna di ostacoli che sembrano impossibili da scalare. Un dolore così profondo che non si può descrivere a parole. E un sistema che troppo spesso fa ricadere il peso sulle spalle dei sopravvissuti invece che sui colpevoli. Ma sono qui per dire, con orgoglio e con assoluta convinzione, che ciò che Virginia ha fatto per questo mondo non sarà vano. Lei può anche aver lasciato questa terra, ma la sua anima è ancora qui. Vive in ogni sopravvissuto che decide di parlare. Vive in ogni vittima che sta ancora cercando la propria voce. E vive in ogni persona che rifiuta di accettare un Paese in cui lo sfruttamento viene punito con l'impunità".

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"Si è come gli alberi - ha detto ad askanews Pietrangelo Buttafuoco, presidente della Biennale di Venezia - l'albero è presente, l'albero ha le foglie, ha i frutti, perde le foglie, perde i frutti, perde anche se stesso e le radici che restano se ne vanno, ma i semi invece camminano e il team di Koyo sono il seme che ha generato attraverso il suo progetto, attraverso le sue fronde, attraverso la presenza, e in virtù della sua assenza, la meraviglia dimostra che prossimamente tutti noi e tutti voi vedrete".

La mostra internazionale prevede 111 partecipanti, tra artisti, artiste, duo, collettivi e organizzazioni provenienti da contesti geografici differenti, selezionati da Koyo privilegiando soprattutto risonanze, affinità e possibili convergenze tra pratiche anche lontane. Con l'obiettivo di restituire e ampliare una geografia relazionale, intessuta nel corso di una vita e fondata sull'incontro. E, sia nei discorsi dei curatori, sia nell'intervento di Buttafuoco due termini sono risuonati in particolare: poesia e cura. "Sono parole che diventano sinonimi - ha aggiunto il presidente - sono parole che insieme legano e qui, entra in gioco la religio, il tenere insieme le cose, la cura, ovvero la complessità dell'esistenza del mondo, delle relazioni e la consapevolezza della, ho usato a posto un termine ispirato dalla presenza di Stefano Zecchi, della gettatezza. Noi siamo quindi qui e ora e dunque nel progetto di un'esistenza che ci vede responsabili rispetto a ciò che abbiamo intorno".

Un intreccio tra anima e intelletto, l'attenzione alle pratiche e alle relazioni processuali, la meraviglia opposta al cinismo, i riferimenti letterari a James Baldwin, a Toni Morrison e ai Cent'anni di solitudine di Gabriel Garcia Marquez: il mondo di "In Minor Keys", anche se ancora non del tutto svelato, si rivela già come una foresta di possibilità in divenire, che avrà attenzione anche per le performance e l'effimero. E quel concetto di Heidegger dell'uomo gettato nel mondo può rivelarsi un'occasione in più, pur nella mancanza che è l'elemento caratteristico di questa Biennale. "Emotivamente il primo pensiero che ho avuto - ha concluso Buttafuoco - è stato quello della bacchetta che viene appoggiata sul leggio quando è completato il lavoro di Turandot, è completato nell'incompletezza e nel suo essere incompleto apre e squaderna le nuove visioni".

La Biennale d'arte di Koyo Kouoh apre al pubblico il 9 maggio prossimo, quest'anno, poiché la curatrice non li aveva ancora individuati, i Leoni d'oro alla carriera non saranno assegnati.

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