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Cina: cittadino cinese morto a Teheran in conflitto militare

di TMNews lunedì 2 marzo 2026
1' di lettura

Pechino, 2 mar. (askanews) - Il ministero degli Esteri cinese ha confermato che un cittadino cinese è stato ucciso a Teheran, dove Israele e Stati Uniti d'America hanno condotto attacchi in un'operazione che ha causato la morte del leader supremo della Repubblica islamica. Lo afferma la portavoce Mao Ning.

"Un cittadino cinese a Teheran è stato recentemente colpito dal conflitto militare ed è tragicamente morto - ha detto la portavoce Ning - Esprimiamo il nostro dolore per la scomparsa del connazionale e le nostre condoglianze alla famiglia. Il Ministero degli Esteri ha incaricato l'ambasciata cinese in Iran di fornire assistenza alla persona coinvolta e alla sua famiglia".

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Roma, 2 mar. (askanews) - "Stiamo lavorando alla creazione di veri e propri corridoi e reti di Ambasciate, per facilitare il trasferimento degli italiani verso Paesi dove sono disponibili voli, in particolare da Dubai e Abu Dhabi verso l'Oman. Dal Bahrein e dal Qatar verso l'Arabia Saudita e poi infine India- Thailandia Sri Lanka". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani nelle comunicazioni urgenti del governo sulla situazione in Iran alla Commissione Esteri e Difesa del Senato.

"Per sostenere questi spostamenti e in particolare quelli dagli Emirati stiamo lavorando per inviare già nelle prossime ore una squadra dell'Unità di Crisi, di cui faranno parte anche Carabinieri e Guardia di Finanza della Farnesina e un rappresentate della Protezione civile per prestare aiuto ai confini e negli aeroporti", ha spiegato il ministro.

"Abbiamo approntato in tutti i principali aeroporti anche specifici banchi di assistenza per i connazionali con personale delle Ambasciate e dei Consolati, con la bandiera italiana per essere immediatamente identificabili", ha aggiunto Tajani.

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Galaxy S26 Ultra e il suo schermo che protegge da occhi indiscreti

Barcellona, 2 mar. (askanews) - Uno schermo che si oscura lateralmente e lascia visibili i contenuti solo a chi guarda frontalmente. Sul Galaxy S26 Ultra la privacy passa dal display, con una funzione pensata per proteggere dati e informazioni personali da occhi indiscreti e anche in luoghi affollati.

Il Privacy Display, attivabile con un click, limita l'angolo di visione senza compromettere luminosità e qualità dell'immagine. È una funzione esclusiva del modello Ultra della nuova gamma S26 che intercetta una esigenza piuttosto comune, come ha spiegato Nicolò Bellorini, Vice President Mobile Samsung Electronics Italia: "Oggi lo smartphone contiene tutti i dati più privati che abbiamo, sia per la vita personale che quella professionale, e dobbiamo poterlo usare ovunque senza avere preoccupazioni circa i nostri dati. Quindi questa modalità si può attivare e disattivare senza compromettere la qualità dell'immagine mai e si può customizzare per alcune applicazioni, l'applicazione della banca o alcune notifiche più private che noi vogliamo proteggere. Solo per quelle posso avere il Privacy Display attivo".

È partendo da questa funzione che Samsung ha presentato il Galaxy S26 Ultra al Mobile World Congress di Barcellona che punta anche su un comparto hardware e software pensato per un utilizzo intensivo: display ad alta luminosità, prestazioni potenziate per multitasking e intelligenza artificiale, e una gestione più evoluta della sicurezza dei contenuti.

Allo stand Samsung alla fiera del Mobile di Barcellona trovano spazio anche altre novità. "Ovviamente qua a Barcellona, all'MWC, vedi tutte le novità a livello globale, anche dei prodotti che non sono oggi in commercio in Europa e in Italia, come il Trifold o anche tutta l'esperienza dei nostri visori e tutto l'ecosistema Samsung. Una novità che noi stiamo introducendo adesso sono le Buds 4, la quarta generazione delle nostre Buds, direi ancora più integrate e ottimizzate per l'AI, insieme all'S24 Ultra danno un'esperienza totalmente integrata, basta un long press sull'auricolare e posso conversare con il mio motore di AI preferito, Perplexity, Gemini o Bixby, come voglio", spiega il manager Samsung.

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Sabrina Ferilli: "La mia Gloria piena di debolezze, personaggio raro"

Roma, 2 mar. (askanews) - Sabrina Ferilli torna su Rai1 il 3 marzo nei panni di "Gloria", attrice indomita ma un po' in declino che aveva già interpretato in una serie. Il personaggio riprende vita nel film di Giulio Manfredonia che ha un tono leggero di commedia e vede l'attrice romana protagonista assoluta.

Questa volta la troviamo in carcere in attesa di essere affidata ai servizi socialmente utili, e con la sua verve riesce a conquistare anche le detenute più ostili. Quando le verrà assegnato l'incarico dei servizi sociali tornerà alle proprie origini e farà i conti con un passato che voleva nascondere a tutti. "Questo è un personaggio femminile che snocciola anche tutte le debolezze dell'essere umano in primis, ma della donna poi: una certa incapacità ad essere madre, una certa incapacità ad essere moglie, una certa incapacità a digerire ciò che non è bello, ciò che è ingiusto. - ha spiegato l'attrice - E' fastidiosa quasi all'inizio Gloria per come si rapporta con tutti, però è il motore della vita di tutti quelli che le stanno intorno. Io sono felice perché, ti dico, difficilmente si possono fare personaggi così".

Ne esce il ritratto di una donna vera, reale, come viene percepita la stessa Ferilli, che ha detto: "Io non potrei mai accettare di fare una vita o di essere diversa da quello che sono. La mia vita è esattamente come sono io, e io sono come è la mia vita".

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Guerra e cieli chiusi, circa 60mila italiani nell'area del Golfo

Milano, 2 mar. (askanews) - Sono circa 60mila gli italiani nell'area dei Paesi del Golfo allargato, tra residenti, lavoratori e turisti, mentre la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran paralizza il traffico aereo in gran parte del Medio Oriente.

Famiglie, tecnici, manager, studenti: molti restano bloccati negli aeroporti di transito, con voli cancellati e coincidenze saltate.

Da sabato gran parte degli spazi aerei di Iran, Israele, Iraq, Qatar, Bahrein, Kuwait, Emirati Arabi Uniti e Siria è chiusa o pesantemente limitata. Il traffico civile nell'area fermo quasi del tutto.

I principali hub internazionali vengono coinvolti direttamente. Dubai International Airport e lo scalo di Abu Dhabi hanno sospeso o ridotto drasticamente le operazioni dopo attacchi missilistici che hanno colpito aree aeroportuali. Anche l'Hamad International Airport di Doha, insieme agli aeroporti di Kuwait e Bahrein, ha ridotto o interrotto le attività.

Le compagnie internazionali - Air France-KLM, Lufthansa, British Airways, Emirates, Qatar Airways, Turkish Airlines - hanno cancellato e sospeso collegamenti su larga scala. Cancellati o dirottati i voli tra Europa, Asia, Africa e Medio Oriente.

Decine di migliaia di passeggeri rimangono negli scali o costretti a cambi di itinerario per rientrare a casa. Alcuni Paesi, come la Russia, hanno fermato i collegamenti verso Iran e Israele.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha spiegato che la priorità del governo è garantire la sicurezza dei connazionali presenti nella regione e assicurare loro assistenza consolare, anche valutando eventuali soluzioni di rimpatrio dove necessario. Alla Farnesina è stata attivata una task force dedicata al monitoraggio della crisi.

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