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Violenza economica e autonomia: confronto alla Camera

di TMNews venerdì 6 marzo 2026
4' di lettura

Roma, 6 mar. (askanews) - Educazione finanziaria e indipendenza economica come strumenti di prevenzione della violenza contro le donne. È stato questo il tema al centro del convegno "Indipendenza economica e prevenzione: il ruolo dell'educazione finanziaria nel sistema antiviolenza", che si è svolto il 5 marzo nella Sala della Lupa della Camera dei Deputati, promosso dall'associazione I Sud del Mondo ETS in sinergia con AIEF - Associazione Italiana Educatori Finanziari e Women Care ETS, nell'ambito delle iniziative legate alla Giornata internazionale della donna. Al centro del confronto un nodo sempre più riconosciuto: la violenza economica, una forma meno visibile ma spesso decisiva nel limitare la libertà delle donne e la possibilità di uscire da situazioni di abuso. "Con questo convegno abbiamo voluto fare un passo ulteriore nella lotta alla violenza sulle donne", ha spiegato l'on. Alessia Ambrosi, promotrice dell'iniziativa. "La violenza assume molte forme: alcune sono subito visibili, altre molto meno. Tra queste c'è quella economica, quando una donna non ha libertà finanziaria ed è costretta a chiedere per poter avere. Sono squilibri che alimentano la non parità. Per questo è fondamentale lavorare sugli strumenti che oggi abbiamo per contrastarli, a partire dall'educazione finanziaria". Il tema dell'autonomia economica come prima forma di prevenzione è stato sottolineato anche dal Ministro per la famiglia, la natalità e le pari opportunità Eugenia Maria Roccella, intervenuta nel corso dell'incontro. "Parlare di violenza economica oggi è fondamentale", ha affermato. "Molto è stato fatto nella lotta alla violenza, ma garantire autonomia e indipendenza economica alle donne è la prima forma di prevenzione. Diffondere la consapevolezza degli strumenti e delle possibilità che le donne hanno per gestire il proprio reddito e le proprie risorse significa rafforzare la loro sicurezza. Essere autonome è la prima forma di protezione che una donna può dare a se stessa e ai propri figli". Nel corso del confronto è stata sottolineata anche la dimensione culturale e sociale della dipendenza economica. Ad aprire i lavori è stato Pompeo Torchia il presidente de I SUD DEL MONDO, Cristina Rossi, coordinatrice nazionale di AIEF, ha evidenziato il ruolo dell'educazione finanziaria come strumento concreto di emancipazione, mentre Olga Cola, presidente di Women Care, ha richiamato l'importanza di rafforzare le reti di supporto e i percorsi di autonomia per le donne vittime di violenza. Tra gli interventi anche quello dell'imprenditrice Elisabetta Franchi, che ha portato la propria esperienza personale e professionale. "Sono felice di essere stata qui oggi e di aver raccontato la mia testimonianza", ha dichiarato. "La mia è la storia di una donna che ce l'ha fatta e spero possa essere un esempio. Nella vita tutto è possibile se si hanno coraggio, determinazione, costanza e senso del sacrificio. Alle donne voglio dire questo: credete di più in voi stesse". Il dibattito ha visto inoltre la partecipazione di esponenti delle istituzioni, del mondo giuridico, scientifico e della società civile. Sono intervenuti l'on. Mara Carfagna, l'on. Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera, l'on. Martina Semenzato, presidente della Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio e su ogni forma di violenza di genere, don Gianni Fusco, il senatore Dario Damiani e la procuratrice Luigia Spinelli. Nel corso dell'incontro è stato inoltre proiettato un videomessaggio della scienziata Amalia Ercoli Finzi. A moderare l'incontro è stata la giornalista Claudia Conte, autrice del libro "Dove nascono i silenzi", dedicato proprio al tema dell'indipendenza economica come chiave per contrastare la violenza di genere. È stato inoltre trasmesso un messaggio istituzionale del Presidente della Camera Lorenzo Fontana. Nelle conclusioni, Giuseppe Galati, responsabile scientifico de I Sud del Mondo ETS, ha rilanciato la necessità di rafforzare strumenti normativi e culturali per contrastare la dipendenza economica. "La violenza di genere ha molte dimensioni, ma la dipendenza economica assume un valore decisivo", ha sottolineato. "Il Parlamento ha già introdotto misure importanti come il Reddito di Libertà, ma serve un passo in più: una maggiore consapevolezza culturale sul fatto che l'autonomia economica è una condizione di libertà che le donne devono poter rivendicare. Questo confronto ha portato contributi importanti da istituzioni e stakeholder e può aiutare anche il Parlamento a promuovere ulteriori iniziative legislative per abbattere le barriere economiche che limitano la libertà delle donne". L'iniziativa si inserisce nella più ampia attività dell'associazione I Sud del Mondo ETS, impegnata nella promozione dell'inclusione sociale e nello sviluppo di strumenti di emancipazione nei territori più fragili. Dal confronto è emerso un messaggio chiaro: senza autonomia economica non può esserci libertà reale. Rafforzare la conoscenza degli strumenti finanziari e delle opportunità professionali significa costruire condizioni strutturali di indipendenza e prevenzione, intervenendo sulle radici culturali e sociali della violenza.

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Documenti del Gabinetto Vieusseux rivelano i legami con il mondo letterario dell'epoca, come spiega il direttore Riccardo Nencini: "Abbiamo dato una mano a Sergio Risaliti, con cui c'è una collaborazione continua, non soltanto sulle mostre ma anche su attività che svolge il Gabinetto scientifico letterario Vieusseux: carte del rapporto di Rosai con Papaine ed altri, filosofi, scrittori del tempo con cui il pittore si relazionava".

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La vicedirettrice dell'Eurispes Raffaella Saso: "I risultati della nostra indagine ci indicano che la maggioranza degli italiani ritiene che la presenza straniera nel nostro Paese sia superiore rispetto alle potenzialità ricettive del territorio. Però quello che è evidente è che c'è sicuramente una tendenza a sovrastimare la presenza straniera rispetto al totale della popolazione. Noi sappiamo essere il 9%, ma la maggioranza tende a pensare che sia di più. E soprattutto si sovrastima la presenza di stranieri islamici, di religione islamica, che è evidentemente associata anche ad elementi che suscitano un qualche timore, e ancor più la popolazione di origine africana. Addirittura l'Africa viene identificata come il principale continente di origine dei flussi migratori".

Ma in un contesto di denatalità, mondo del lavoro difficile e necessità crescente di assistenza alle famiglie, per molti italiani gli stranieri sono sia una risorsa sia un problema, spiega ancora la vicedirettrice dell'Eurispes. Emerge quindi un quadro bivalente: "Troviamo molto spesso una solidarietà nei confronti degli stranieri, però anche atteggiamenti più di indifferenza, di diffidenza, e poi ci sono tutti quegli atteggiamenti negativi legati alla paura, al timore e, in una minoranza di casi, anche all'ostilità. Ci sono molti cittadini che riferiscono di avere rapporti di piena cordialità con i loro vicini di casa, con persone straniere con cui hanno rapporti quotidiani. Ci sono poi anche molte amicizie ormai, che in qualche modo superano le diffidenze iniziali. Poi ci sono esperienze negative, c'è un'insofferenza nei confronti per esempio di quei comportamenti considerati fastidiosi, legati anche all'accattonaggio.

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