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Iran, Crosetto su viaggio a Dubai: scelsi tra essere padre o ministro

di TMNews venerdì 6 marzo 2026
3' di lettura

Milano, 6 mar. (askanews) - Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, ha presenziato oggi alla cerimonia di giuramento degli Allievi Ufficiali del 207 Corso "Fermezza" dell'Accademia Militare di Modena. Durante il suo discorso il ministro è tornato sulle polemiche in merito al suo viaggio a Dubai con la famiglia durante la risposta iraniana agli attacchi americani e israeliani: "Voglio regalarvi un'esperienza, personale e difficile. Voi pensate cosa significa essere in un Paese lontano, quando scoppia una guerra e vi trovate lì con i vostri figli, vostra moglie, gli amici dei vostri figli e qualcuno vi dice: 'Sta arrivando un'aereo a prenderla, signor ministro', e voi guardate i vostri figli, gli amici dei vostri figli e siete combattuti tra l'essere l'uomo e il ministro, come lo sarete molte volte, uomini, donne o ufficiali. E rispondete a quel telefono: 'No, adesso no'. Pensate di trovarvi quella stessa sera a spiegare ai vostri bambini come mai avete detto no, mentre attorno loro esplodono le bombe, che non hanno mai sentito, perché sono nati in Italia, non in Ucraina e vedono cadere dei droni, e dovete spiegargli che è stato giusto dire no. Ma ancora più difficile, pensate di spiegargli il giorno dopo, quando dopo sette ore di viaggio li avete messi al sicuro in un'altra nazione, e dovete dirgli che a quel punto, non siete più loro papà, come lo siete stati fino al giorno prima, siete il ministro. E allora dovete andare via, perché l'aereo che sta arrivando è per il ministro, non per il loro papà. Il ministro non può portare via dei cittadini prima degli altri, anche se sono i loro figli. Spiegatelo a bambini di 10-12 anni, e trovate la forza di capire che è giusto farlo. E quando siete arrivati in Italia, cercate di tenervi tutto questo dentro, questa esplosione che avete, e di continuare a servire il vostro paese come avete fatto. Ecco dovete imparare questo".

Crosetto ha poi sottolineato che quando serve "la capacità nei momenti difficili di trovare i valori che avete dentro di voi, magari non sceglierete bene, ma dovrete scegliere. Non sarà Chat GPT a scegliere per voi e per i vostri uomini, sarà l'insieme di valori, di esperienze, di cose che avete vissuto, e in questo giuramento che voi avete fatto, nella forza di servire le istituzioni, nello scudetto, voi troverete il coraggio e la capacità di prendere anche decisioni difficili per voi personalmente. E saprete decidere quando è giusto essere uomini o ufficiali, perché questa contraddizione l'avrete tutta la vita. Quando sarà giusto essere uomini e ufficiali. Questo lo imparerete stando qua dentro, ma lo imparerete con la vita, con l'esperienza, vivendo sentimenti, interiorizzando i valori, sbagliando, e nel momento in cui sbagliate fate una cosa, fissatevi nella mente quel momento, rialzatevi, ma non dimenticatelo, perché quando vedrete qualcun altro sbagliare, dovete ricordarvi cosa avete sofferto voi quando avete sbagliato, e porgere la mano, e la mano che porgerete in quel momento ve la ritroverete nei momenti più inaspettati. Noi abbiamo bisogno di grandi ufficiali, abbiamo bisogno di persone preparate, ma abbiamo molto più bisogno di donne e uomini veri.

Io sono onorato e orgoglioso di essere qua davanti a voi oggi. Voi siete il nostro futuro. Io mi inchino di fronte alla vostra scelta, mi inchino di fronte al sacrificio delle vostre famiglie che vi lasciano, per affidarvi alle Forze Armate. E dico loro una cosa, io sarò sempre il loro ministro, ma ricordatevi che in ogni momento sarò per qualunque persona delle Forze Armate un po' ministro e un po' padre, perché io non riesco a discernere le due cose in me, sappiatelo. Viva le Forze Armate, viva l'Accademia militare di Modena".

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Circa settanta opere mostrano due aspetti della sua arte: i luoghi di Firenze, da strade e chiese a scorci urbani trasformati in paesaggi interiori, e i volti di amici e intellettuali, da De Chirico a Luzi, da Vittorini a Montale, che hanno condiviso con lui una stagione culturale intensa.

Documenti del Gabinetto Vieusseux rivelano i legami con il mondo letterario dell'epoca, come spiega il direttore Riccardo Nencini: "Abbiamo dato una mano a Sergio Risaliti, con cui c'è una collaborazione continua, non soltanto sulle mostre ma anche su attività che svolge il Gabinetto scientifico letterario Vieusseux: carte del rapporto di Rosai con Papaine ed altri, filosofi, scrittori del tempo con cui il pittore si relazionava".

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Saso (Eurispes): italiani sovrastimano numero dei migranti nel Paese

Roma, 6 mar. (askanews) - Il 63,6% degli italiani considera l'immigrazione un problema, pur precisando che non è il principale per il Paese.

Nonostante venga messa dietro alle prime paure sociali, come l'incompetenza politica (89,8%), la corruzione (88,4%), le organizzazioni mafiose (82,2%) o i pericoli per l'ambiente, il 57,8%, percepisce il fenomeno dell'immigrazione come un rischio. Sono alcuni dei dati che emergono dall'indagine Eurispes "Immigrazione tra opinione e realtà".

La vicedirettrice dell'Eurispes Raffaella Saso: "I risultati della nostra indagine ci indicano che la maggioranza degli italiani ritiene che la presenza straniera nel nostro Paese sia superiore rispetto alle potenzialità ricettive del territorio. Però quello che è evidente è che c'è sicuramente una tendenza a sovrastimare la presenza straniera rispetto al totale della popolazione. Noi sappiamo essere il 9%, ma la maggioranza tende a pensare che sia di più. E soprattutto si sovrastima la presenza di stranieri islamici, di religione islamica, che è evidentemente associata anche ad elementi che suscitano un qualche timore, e ancor più la popolazione di origine africana. Addirittura l'Africa viene identificata come il principale continente di origine dei flussi migratori".

Ma in un contesto di denatalità, mondo del lavoro difficile e necessità crescente di assistenza alle famiglie, per molti italiani gli stranieri sono sia una risorsa sia un problema, spiega ancora la vicedirettrice dell'Eurispes. Emerge quindi un quadro bivalente: "Troviamo molto spesso una solidarietà nei confronti degli stranieri, però anche atteggiamenti più di indifferenza, di diffidenza, e poi ci sono tutti quegli atteggiamenti negativi legati alla paura, al timore e, in una minoranza di casi, anche all'ostilità. Ci sono molti cittadini che riferiscono di avere rapporti di piena cordialità con i loro vicini di casa, con persone straniere con cui hanno rapporti quotidiani. Ci sono poi anche molte amicizie ormai, che in qualche modo superano le diffidenze iniziali. Poi ci sono esperienze negative, c'è un'insofferenza nei confronti per esempio di quei comportamenti considerati fastidiosi, legati anche all'accattonaggio.

Ci sono cittadini italiani che sono stati vittime di microcriminalità, di reati e in questo senso hanno avuto un'esperienza estremamente negativa con gli stranieri. Questi dati ci restituiscono una fotografia complessa che non può essere banalizzata o etichettata". "Quello che più è importante per noi è, in qualche modo, trarne delle strategie di intervento. Per esempio un intervento nel sistema formativo, che è la prima agenzia di socializzazione per i più giovani. Quei giovani che sono poi spesso, purtroppo, sia nelle prime che nelle seconde generazioni autori di comportamenti devianti. Se si interviene, proprio in questa fascia di età, creando anche le basi poi per un futuro inserimento nel mondo del lavoro, grazie anche al percorso formativo, sicuramente si creano basi migliori per una maggiore integrazione futura e una coesistenza più pacifica" ha spiegato Saso.

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