Luiss, presentato il libro "Il prezzo della guerra"
Roma, 18 mar. (askanews) - L'Europa e l'Italia sono davvero riuscite a mantenere la stabilità economica auspicata da Mario Draghi, scongiurando la cosiddetta "economia di guerra"? È questo l'interrogativo al centro del libro "Il prezzo della guerra", presentato al Campus di Viale Pola dell'Università Luiss.
Andrea Bignami, coautore dell'opera insieme a Paolo Balduzzi, ha spiegato le ragioni e l'urgenza del progetto: "C'eravamo resi conto che la guerra ha un prezzo altissimo per le generazioni che la vivono e per le generazioni future. Abbiamo cercato di scrivere quanto faccia bene all'economia la pace, anche se ci sono dei momenti della storia - e questo sembra uno di questi - in cui bisogna comunque prepararsi alla guerra".
L'incontro ha rappresentato un'occasione per analizzare in chiave macroeconomica gli ultimi accadimenti geopolitici: dalle nuove crisi in Medio Oriente e in Iran al conflitto russo-ucraino, dalla politica dei dazi statunitensi al caro energia, indagando come le strategie di difesa e il massiccio piano d'investimenti europeo ReArm stiano condizionando i mercati e la crescita dei Paesi UE. Ad aprire e moderare l'incontro, il Rettore della Luiss Paolo Boccardelli, che ha dichiarato: "Il libro arriva puntuale in un momento in cui ci stiamo domandando come questa guerra possa riconfigurare il sistema economico. C'è un tema di impatto sull'energia, sul commercio internazionale, oltre che sull'incremento delle spese militari in tutti i Paesi. Non c'è dubbio che l'investimento nella difesa è necessario per garantire la sicurezza alla regione del mondo in cui viviamo e il mantenimento di un assetto democratico in cui noi tutti crediamo e che vogliamo preservare".
Al tavolo dei relatori anche Emma Marcegaglia, Presidente e CEO di Marcegaglia Holding, che ha commentato: "I prezzi del gas e dell'energia elettrica sono sostanzialmente raddoppiati in modo immediato, i prezzi dei noli sono aumentati del 50/60%. Stanno aumentando anche i tassi di interesse. Quella che prima era una prospettiva di riduzione dei tassi, adesso sta diventando una prospettiva di aumento. Una volta che l'inflazione si insinua nelle catene del valore e ci sono queste strozzature, anche una ripresa immediata e una riapertura dello stretto di Hormuz non vuol dire che poi tutto ritorna alla normalità".
In un contesto in cui la pace non è solo un valore etico ma la condizione necessaria per la tenuta del sistema produttivo, il lavoro di Balduzzi e Bignami lascia aperta una sfida cruciale: come costruire un'Europa che sappia essere sicura senza rinunciare alla propria vocazione di prosperità economica.