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Gasparri ricorda Pomicino: sempre fervido, imprevedibile e sul pezzo

di TMNews martedì 24 marzo 2026
1' di lettura

Milano, 24 mar. (askanews) - "Sempre fervido, ricco di idee. L'ultimo momento di discussione, un mese fa. Mi chiamò per dire che bisognava votare no e io gli dissi, ma che dici? Mi spiegò tutta una sua teoria sull'articolazione del Csm che riteneva pericolosa, quella del Csm dei pubblici ministeri. Quindi sempre sul pezzo, sempre imprevedibile. Io ero di una tesi diversa, poi le cose sono andate come sono andate, non ha mai staccato dal dibattito politico, dalla partecipazione, dal consiglio e anche nella sua lettera finale dice che ciascuno di noi deve rimanere legato alle sue passioni, identità originarie, perché quella è la ricchezza della politica vera. Lui ha conservato la sua, ognuno di noi le nostre, ma ci siamo, scambiati idee anche diverse, ma sempre nel grande rispetto". Lo ha detto il capogruppo al Senato di FI, Maurizio Gasparri, a margine dei funerali dell'ex Dc Paolo Cirino Pomicino.

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Generale Brennan (AFRICOM): "Italia partner chiave in Africa"

Roma, 24 mar. (askanews) - Stretta collaborazione con l'Italia in Africa, dalle esercitazioni congiunte in Libia alla lotta al terrorismo, passando per l'innovazione militare e il ruolo chiave di Roma nel continente africano. E sul Sahel gli italiani restano partner affidabili. A parlare ad askanews è il generale John Brennan, vice comandante di United States Africa Command (AFRICOM), uno degli 11 comandi combattenti unificati del Department of War statunitense con sede a Stoccarda, in Germania. Il generale aggiunge poi che "la chiave per la stabilità a lungo termine in Libia è l'unificazione", specificando che c'è un "naturale ritorno alla collaborazione con l'Occidente. E l'Italia gioca un ruolo di primo piano in questo".

Quindi, può innanzitutto parlarci della collaborazione con gli italiani in Libia?

"Collaboriamo con gli italiani in tutto il continente africano attraverso il nostro programma di esercitazioni, che è molto vasto e comprende tutti i domini: marittimo, terrestre e aereo. Siamo sicuramente un partner privilegiato della NATO in questo continente. E gli italiani... le forze armate italiane forniscono sicuramente molte capacità che alcuni dei nostri altri alleati non hanno. E apprezziamo tutto ciò che fanno. Oggi hanno ospitato qui l'African Land Forces Summit. È stata una sede fantastica. Abbiamo potuto portare molte capacità diverse per mostrare i nostri sforzi in materia di economia della difesa e innovazione, che andranno a beneficio dei nostri partner africani nel continente. E gli italiani sono fondamentali in questo. Quindi, siamo partner in tutto il continente. Non solo in Libia, Somalia e Sahel".

Può dirci qualcosa sull'esercitazione in Libia?

"Quindi, i nostri partner italiani ospitano Flintlock, la nostra esercitazione annuale per operazioni speciali. Una parte dell'esercitazione si svolge contemporaneamente anche in Costa d'Avorio. Circa 32 paesi diversi si riuniscono per condurre addestramenti, solitamente incentrati sulla lotta all'estremismo violento, un profilo antiterrorismo. Lavoriamo insieme su questo aspetto. Flintlock ha molteplici obiettivi. Cerchiamo di operare in tutti i domini. Abbiamo navi, aerei, operiamo nel cyberspazio e disponiamo di capacità spaziali. Ma si tratta anche di riunire i nostri partner libici con i loro partner africani internazionali".

Perché è importante aiutare l'Africa in questo senso, coordinando più ambiti?

"Beh, si tratta di pace attraverso la forza. E la nostra unica missione all'AFRICOM è proteggere la nostra patria. Per farlo, dobbiamo fare affidamento su una rete di partner e alleati nel continente. Un altro aspetto della nostra missione è rispondere alle crisi, cosa che abbiamo fatto in passato. Quindi, dobbiamo avere una solida rete di alleati e partner su cui contare in caso di crisi, cosa che abbiamo fatto regolarmente. Che si tratti di una calamità naturale, di un attentato terroristico o dell'evacuazione di un'ambasciata, lavoriamo tutti insieme per risolvere il problema".

Perché l'innovazione è importante in questo contesto?

"L'innovazione è estremamente importante. Come abbiamo visto con l'Ucraina, la natura della guerra sta cambiando e sta cambiando rapidamente. Quindi, per stare al passo con gli sforzi di modernizzazione che l'Ucraina sta portando avanti, dobbiamo innovare. I nostri nemici si adattano e innovano continuamente. Quindi, dobbiamo essere un passo avanti a loro".

E in che modo l'Italia può essere parte in questo senso?

"Certo. L'innovazione si basa sulle idee e sulla risoluzione dei problemi. Quindi, le buone idee non hanno brevetto. Gli italiani hanno un'industria della difesa solida. Sono abituati a lavorare in un ambiente congiunto. Perciò, sono un partner ideale per aiutarci nei nostri sforzi di innovazione".

Intervista di Cristina Giuliano

Montaggio Linda Verzani

Immagini askanews

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Cubani e attivisti festeggiano l'arrivo della Flotilla a L'Avana

L'Avana, 24 mar. (askanews) - Cubani e attivisti festeggiano l'arrivo a L'Avana della prima imbarcazione di una flotilla che trasporta forniture mediche, cibo e pannelli solari sull'isola colpita da una grave crisi energetica.

"Siamo molto felici di essere qui. L'Avana è una casa della solidarietà nel mondo. La capitale della solidarietà nel mondo è L'Avana, Cuba", ha commentato ad Afp Thiago Avila, attivista brasiliano, volto noto della flotilla che ha raggiunto Gaza.

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Madri palestinesi e israeliane a Roma camminano scalze per la pace

Roma, 24 mar. (askanews) - Madri palestinesi e israeliane hanno camminato insieme a Roma per la "Barefoot Walk: Mothers' Call for Peace", un'iniziativa che supera le frontiere fisiche per promuovere un'azione globale mirata a sollecitare i leader mondiali a porre fine al conflitto israelo-palestinese e ad ammettere le donne al tavolo dei negoziati per la pace. Partite dal Museo dell'Ara Pacis hanno attraversato via del Corso fino a Piazza del Popolo, dove si sono levate le scarpe. Poi sono salite sulla Terrazza del Pincio.

In testa al corteo le due leader del movimento che riunisce decine di migliaia di donne e madri dei due paesi, la palestinese Reem Al-Hajajreh di Women of the Sun e l'israeliana Yael Admi di Women Wage Peace, che hanno dichiarato:

"Per generazioni le nostre comunità sono state lacerate da violenza e paura. Mentre le guerre continuano, le voci di chi paga il prezzo più alto - madri e donne - vengono sistematicamente ignorate ed escluse dalle stanze dove si decide anche il loro futuro e quello dei loro figli. Oggi diciamo basta, tutto questo deve finire. I nostri figli meritano scelte migliori che uccidere o essere uccisi. Da anni, e non senza rischi, siamo impegnate a costruire legami tra i nostri popoli perché il dialogo è l'unico modo per costruire una pace giusta e duratura. Questo obiettivo non è solo possibile: è essenziale per la sopravvivenza delle nostre comunità".

La camminata a Roma segna l'inizio di una serie di azioni di solidarietà e incontri, a partire da quello con papa Leone XIV, che mercoledì 25 marzo incontrerà le rappresentanti di Mothers' Call in Vaticano per ascoltare il loro appello.

Mothers' Call chiede la fine immediata e definitiva della violenza e l'inclusione delle donne nei negoziati per la pace, nel rispetto della Risoluzione 1325 (nota come 'Agenda Donne, Pace e Sicurezza) approvata 25 anni fa dal Consiglio di Sicurezza dell'ONU. L'iniziativa è supportata da Vital Voices, organizzazione internazionale non governativa che da oltre trent'anni promuove la leadership femminile a livello globale. Alyse Nelson, Presidente e CEO di Vital Voices, ha dichiarato: "Vital Voices è orgogliosa di sostenere l'iniziativa Barefoot Walk: Mothers' Call for Peace, un movimento che abbatte confini e divisioni per unirsi di fronte al dolore provocato da conflitti e violenza e che coraggiosamente invoca nuove strade per garantire una pace vera e duratura".

Nei prossimi mesi, numerose Barefoot Walk si svolgeranno in città di tutto il mondo e il movimento Mothers' Call invita tutte le donne a partecipare. Organizzate strategicamente in concomitanza con i principali vertici internazionali, tra cui il G7 in Francia a giugno, queste iniziative vogliono portare un messaggio diretto ai leader mondiali: i negoziati di pace devono proseguire e devono includere le donne.

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Rilasciato in Afghanistan dopo oltre un anno l'americano Dennis Coyle

Kabul, 24 mar. (askanews) - Il governo talebano afghano ha rilasciato un cittadino statunitense che era detenuto da oltre un anno in occasione dell'Eid al-Fitr, la festività musulmana che segna la fine del sacro mese islamico del Ramadan. Il linguista e ricercatore Dennis Coyle, 64 anni, è apparso sollevato durante una breve conferenza stampa all'aeroporto di Kabul, al fianco dell'ex inviato speciale statunitense per l'Afghanistan, Zalmay Khalilzad, prima di partire a bordo di un jet privato degli Emirati Arabi Uniti. L'uomo era stato arrestato nel gennaio 2025 con l'accusa di aver violato la legge afghana, sebbene le autorità talebane non abbiano mai esplicitato quali reati avrebbe commesso. La sua famiglia ne aveva chiesto la liberazione con una lettera.

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