Oltre il limite dell'insulto. Luigi Di Maio e il Movimento 5 Stelle più si avvicinano le elezioni europee e più alzano il tiro contro Matteo Salvini. E il dubbio è che nessuno, tra i grillini, stia realmente pensando a cosa possa succedere il 27 maggio, il giorno dopo il voto. O forse sì, e tutti si stanno semplicemente preparando a una crisi di governo che pare non solo ineluttabile, ma addirittura cercata. Leggi anche: "L'ho capito con la Diciotti". Salvini, il complotto internazionale del "grande vecchio" contro la Lega Venerdì è stato il giorno del caso Sea Watch e migranti, ma non solo. Di fronte al no di Salvini allo sbarco (poi parzialmente rientrato), Di Maio lo definisce "prepotente e arrogante, come Matteo Renzi". "Evidentemente - aggiunge il leader grillino - vuole fare salire il livello della tensione. Di uomini soli al comando ne abbiamo già avuti e in Italia non ne sentiamo certo la mancanza". C'è poi un altro fronte, il decreto per la famiglia con il marchio di fabbrica M5s: "Lo dico forte e chiaro, sugli aiuti alle famiglie non transigo. Sulle famiglie si regge il futuro di questo governo". Ancora: "Tutti sanno che Salvini passa più tempo nelle piazze ed è un desaparecido nel suo ministero, i 5 Stelle governano, mentre Salvini comunica". E in questa chiave, l'uscita del leghista contro Conte ("Non accetto ordini dal premier") viene letta dentro al Movimento come "l'ennesimo maldestro tentativo di provare a spostare l'attenzione mediatica dalle continue notizie di rappresentanti della Lega coinvolti in casi di corruzione. Un chiaro segno di difficoltà e di debolezza". "Un pugile suonato", come ormai chiamano i grillini Salvini. Fonte: Agenzia Vista / Alexander Jakhnagiev