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Mps, tutte le tappe dello scandalo

Mussari: quando la sinistra lo amava, era il pupillo di Amato e Bassinini. Ora lo attaccano. Ma quando comprò Antonveneta fu applaudito

Giuseppe Mussari

Giuseppe Mussari

Monte dei Paschi di Siena, storia di un crack annunciato. I registi del disastro sono tanti e hanno quasi tutti la casacca rossa. Giuseppe Mussari è stato presidente del Banco per diversi anni. Chi lo ha voluto al comando della terza banca italiana? Di sicuro Giuliano Amato e Franco Bassanini, ai tempi della nomina di Mussari, erano deputati del Pd. E di quell'avvocato penalista a capo di Mps ne parlavano bene. Erano orgogliosi di lui. Attorno a lui c'erano tanti applausi. Tutti gli enti locali, amministrati dal Pd in toscana sentivano quel Mussari come una grande scelta di management. Mussari è stato un bravo incantatore di serpenti. Aveva convinto tutti i banchieri. E questa sua convinzione gli ha fruttato per due volte l'elezione a presidente dell'Abi. Quando Mussari venne eletto per la prima volta all'Abi incassò il grande sostegno dell'allora capo di Unicredit, Alessandro Profumo. Così quando Profumo va alla presidenza di Mps nel dopo Mussari a tanti sembra proprio una normale staffetta orchestrata dal Pd. Ora Mussari dopo essere stato osannato da Amato e da tutto il Pd, viene considerato un matto, uno che ha pagato 4 miliardi in più rispetto al suo valore la Banca Antonveneta. A Siena il Monte è tutto.

Manovre spericolate -  Al punto che le fusioni per tante volte sono saltate in aria perchè nessuno a piazza del Campo voleva scendere sotto la quota di maggioranaza del pacchetto azionario. Antonio Fazio ai tempi di Bankitalia aveva capito le ambizioni del Pd. Così disse no alla fusione con Bnl, perchè non poteva lasciare una banca a maggioranza controllata da una fondazione che era diretta emanazione del Pd. Così, con quel pallino di espandersi e di diventare grandi, anzi grandissimi, a Siena e nelle stanze del Pd cominciano a studiare ingegneria finanziaria. E' in questo momento che si pensa ad Unipol. Poi tutto finisce, anche stavolta sul muro del "allora abbiamo una banca?". Antonio Fazio intanto continuava l'opera di rinnovamento del mercato bancario. Nascono così i due colossi di Unicredit ed Intesa San Paolo. A Siena però nessuna fusione. Così al terzo colpo il Monte prende di mira Antonveneta e tenta di acquistarla in tutti i modi. Infatti Antonveneta casca nelle mani degli spagnoli di Santander che la comprano per 6 miliardi di euro. A Siena vedono volare via l'ultima opportunità per diventare grandi. Così parte l'ideona di comprare la banca ad una cifra elevatissima. La vendita di Antonveneta da parte di Santander viene seguita da Ettore Gotti Tedeschi . L'operazione per complessità è pesantissima. Così mussari cade nella trappola derivati. Da lì in poi è un disastro senza fine. Tangenti, manager che forse agivano per conto di qualcuno. Siena viene strangolata dalle operazioni spericolate di Mussari. Il pupillo di Amato e Bassanini. 

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Commenti all'articolo

  • allianz

    02 Febbraio 2013 - 18:06

    Più che pupillo a me pare che abbia fatto la "Testa di legno".Quanto gli avranno dato per mettere la sua firma?In effetti c'era bisogno di un elemento di tal portata....Non capiva un c***zo di finanza.Altri comandavano e lui firmava.... Morte al PD.

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