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L'amore è una droga

Gran Bretagna, due ricercatori della Oxford University inventano la droga contro il divorzio

La sostanza agirebbe sulla parte del cervello legata all'attaccamento e all'abbandono

Gran Bretagna, due ricercatori della Oxford University inventano la droga contro il divorzio

 

Tempi duri per gli avvocati che si occupano dis eparazioni coniugali. In Gran Bretagna, pare che due ricercatori della Oxford University abbiano inventato una droga che i coniugi possono assumere se intendono evitare la fine del proprio matrimonio e, soprattutto, di dilapidare i risparmi di una vita riversandoli sul conto corrente di un qualsiasi studio legale. L'idea è venuta a Julian Savulescu e al suo allievo, Anders Sandberg, dopo la lunga separazione dalla moglie che il primo ha dovuto attraversare: "Quella separazione e mi ha fatto pensare a quanto sia impossibile mantenere le relazioni sul lungo periodo". Se si pensa che, in Italia, la durata media di un matrimonio è all'incirca di 18 anni, allora il nostro paese sarebbe di certo uno dei mercati potenziali più redditizi.

Ha effetti solo sul breve periodo - La sostanza, un misto di ossitocina e vasopressina (quello coinvoltio nei meccanismi della memoria), agirebbe sulla parte del cervello legata all'attaccamento e all'abbandono. Cioè, sostengono i due, dato che molte relazioni finiscono per ragioni puramente biologiche, allora perché non fornire alle coppie un aiuto che garantisca amori più stabili? I due non sembrano preoccuparsi della orribile artificiosità della cosa: che senso avrebbe, infatti, un amore che si trascina per tutta la vita in maniera forzata? Da incubo, non c'è dubbio. Ma il problema non pone, poiché, ammettono gli stessi scienziati, la sostanza avrebbe effetti sul breve, ma non sul lungo periodo. A meno che, come tutte le droghe, essa causi dipendenza: e allora, dipendenza per dipendenza, meglio quella, naturale, che ci porta a non poter fare a meno dell'altro: l'amore. Senza nessun'altro aggettivo.

 

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Commenti all'articolo

  • gibuizza

    17 Febbraio 2013 - 10:10

    Purtroppo questo è una delle tante dimostrazioni che non esiste il "libero arbitrio", la "volontà", la possibilità o capacità di scelta ma solo dei condizionamenti più o meno forti. Con una pillola ci passa il mal di testa ma, tra poco, potremo far cambiare idea ad un tifoso, ad un politico, ad un omosessuale, ecc., ecc..

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