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Drammatico bilancio

Il Mediterraneo è una tomba:
oltre 6mila migranti morti

Le acque tra la Sicilia e l'Africa hanno inghiottito l'equivalente della popolazione di una cittadina

Il Mediterraneo è una tomba:
oltre 6mila migranti morti

La tragedia di Lampedusa, quando ancora la conta dei morti non si è fermata, è già un triste record nella sanguinosa storia del canale di Sicilia. Oltre seimila persone, l'equivalente degli abitanti di una piccola città, hanno trovato la morte in poco meno di 17 anni nelle acque tra l'Africa e l'Italia. Queste alcune delle tappe della strage che non si ferma. 

- 24 dicembre 1996 Tragico fu il naufragio del 1996, la notte di Natale: una motonave colpì un cargo libanese con 300 persone di origine indiana, pakistana e tamil a bordo, se ne salvarono soltanto 29. Ma è negli anni 2000 che il Canale di Sicilia diventa una rotta migratoria molto battuta. 

- 20 giugno 2003 250 persone naufragano a largo della Tunisia, ne sopravvivono 41; 4 mesi dopo, a ottobre, un barcone viene soccorso da motovedette italiane: i morti, gettati in mare dagli scafisti, si stimano in 70. 

- 4 ottobre del 2004 un barcone con a bordo 75 migranti si inabissa al largo delle coste tunisine: i morti sono 17, i dispersi 54. 

-19 agosto 2006 mentre le motovedette italiane cercano di soccorrere un barcone in panne con 120 persone a bordo, l'imbarcazione si rovescia. I morti sono 10, i dispersi 40. 

- 12 maggio 2008   viene ritrovata una barca che alla deriva da giorni: 50 persone su 66 sono morte di fame e di freddo.      

- 24 settembre 2008   altre 10 persone muoiono in mare a largo di Malta      

- 31 marzo 2009  quattro barconi tentano di raggiungere le coste siciliane dalla Libia, ma affondano: a bordo ci sono 500 persone, 100 perdono la vita.     

 -2011  è l’annus horribilis delle morti nel canale sono ben 9 le tragedie del mare accadute durante il corso dei mesi, in concomitanza con le rivolte delle cosiddette "primavere arabe": l’11 febbraio un motopeschereccio tunisino affonda con 40 persone a bordo, lo stesso accade ad altre 60 persone il 14 marzo, qualche giorno dopo, il 30 marzo, muoiono 7 persone in un altro naufragio nel Canale: una di loro è una donna incinta. Nel frattempo, tra il 22 e il 25 marzo si erano perse le tracce di due barconi partiti dalla Libia, uno con 335 e l’altro con 68 migranti a bordo. Il mese di aprile ha un bilancio tragico: il primo giorno del mese i cadaveri di 27 tunisini morti vengono a galla sulla spiaggia di Kerkennah, proprio in Tunisia, erano migranti ditretti in Italia. Il 3, 70 corpi vengono recuperati davanti alle coste della tripolitania, il 6 aprile un barcone si rovescia in acque maltesi: 249 i dispersi, decine i cadaveri avvistati. Un mese dopo, il 6 maggio 2011, un barcone con 600 immigrati naufraga al largo della Libia, il bilancio è incerto ma i dispersi sono centinaia. Il 2 giugno dello stesso anno una nave con 700 persone a bordo va in avaria davanti alle coste tunisine: 270 i dispersi.

- 16 gennaio 2012 55 somali spariscono, erano diretti verso l'Italia e viaggiavano su un gommone 

- 17 marzo 2012 i soccorritori italiani trovano un barcone al largo di Lampedusa, a bordo 5 cadaveri 

- 3 aprile 2012 anno altre 10 persone muoiono tentando la traversata sulla rotta Libia-Lampedusa. 

-10 luglio 2012 sulla stessa tratta muoiono altre 54 persone: il gommone a bordo del quale viaggiano si sgonfia e l'imbarcazione va alla deriva. 

- 3 novembre 2012 3 persone naufragano a largo delle coste libiche. 

-30 marzo 2013 altre 2 persone muoiono di stenti nella traversata di un gommone, mentre il 16 giugno i soccorritori trovano molte decine di naufraghi aggrappate alle gabbie per l'allevamento dei tonni nel Canale di Sicilia, ma almeno 7 uomini sono già annegati. 

- 26 luglio 2013 al largo della Libia muoiono 31 migranti in un naufragio. 

- 30 settembre 2013 Lo scorso lunedì l'ultima tragedia: un barcone si arena a cento metri dalla costa di Scicli e 13 persone muoiono nel tentativo di raggiungere la costa a nuoto.

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