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Il caso

Storace processato per vilipendio di Napolitano, rischia 5 anni

Storace processato per vilipendio di Napolitano, rischia 5 anni

Francesco Storace, ex presidente della Regione Lazio e leader della Destra, rischia di finire in carcere. Per una vicenda che risale al 2007, per una parolina sbagliata contro Giorgio Napolitano. I fatti: nel 2007 Storace si sfogò contro i senatori a vita che tenevano in piedi il traballante governo Prodi con i loro voti. Una sorta di "pronto intervento" che si schierava a Palazzo Madama per riacciuffare per i capelli l'esecutivo. In particolare Storace se la prese con Rita Levi Montalcini che definiì "stampella". A questo punto intervenne il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che definì "indegno" il comportamento di Storace. Quest'ultimo  non se ne stette in silenzio e rispose: "Indegno semmai sarà il Capo dello Stato". Proprio per questa parole "indegno" l'allora parlamentare fu denunciato per vilipendio al presidente della Repubblica. L'allora ministro della giustizia Clemente Mastella autorizzò il procedimento penale contro Storace. Sono passati parecchi anni e il precedimento è andato avanti così il 21 ottobre e Storace sarà processato per vilipendio al presidente della Repubblica, reato punito con una pena da uno a cinque anni. Se sarà condannato con una pensa superiore ai due anni, anche per Storace scatterà la legge Severino in base alla quale il condannato sarà estromesso dai pubblici uffici non più candidabile, esattamente come Silvio Berlusconi.

Le reazioni -  In questi giorni molti parlamentari di diverse aree politiche hanno speso una parola per Storace ma il silenzio è ancora assordante su questa vicenda. Infatti lo stesso Storace scrive: "Tutto tace, tranne pochissimi. Gasparri, il più attivo di tutti, ha presentato un disegno di legge per abrogare il reato. Del resto, se il capo dello Stato si sente offeso, quereli direttamente come un comune cittadino, il primo della Repubblica. No, lo decide il ministro della giustizia…. Poi, si sono mossi con solidarietà varie La Russa – pure lui con la proposta di legge – Giachetti del Pd, Smeriglio di Sel, Capezzone di Forza Italia, Cicchitto di Ncd e anche Gianfranco Fini. Spero nell’assoluzione. Ma se il giudice mi condanna, non voglio benefici di legge e mi presento al carcere. Se in questo paese si può andare in galera per una parola di contestazione a Napolitano, se ne devono accorgere tutti". 

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Commenti all'articolo

  • lory.franzy

    25 Settembre 2014 - 06:06

    Semplicemente vergognoso!!!!! Però debbo aggiungere chi è causa del suo mal pianga se stesso!!! Perchè Storace e tutti gli altri hanno confermato la carica di presidente quando sarebbe stato saggio mandarlo a casa!!!!!

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  • pretoriano18

    24 Settembre 2014 - 17:05

    Di Storace, non mi importa. Ma, questo reato che è al pari della legge Mancino e Scelba, sono reati d'opinione che andrebbero aboliti, salvo che il Regime Democratico in quanto Regime, non consenta la Libertà d'Opinione!

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  • pasquale.sciorilli

    24 Settembre 2014 - 09:09

    Nella Costituzione non esiste "Vilipendio per Napolitano" ma "Vilipendio al Presidente della Repubblica". Il che vuol dire che se presidente della Rapubblica fosse stato, ad esempio, Silvio Berlusconi, e un magistrato avesse riscontrato parole ingiuriose nei suoi confronti sarebbe stato condannato nè più nè meno come Storace. La verità è che i nostri politici sono soltanto dei cialtroni.

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    • G_ferrari

      25 Settembre 2014 - 22:10

      O sono forse cialtroni questi giudici che ci ritroviamo.... Se Berlusconi fosse stato al posto di Napolitano, Lei crede veramente che qualcuno di questi avrebbe ravvisato lo stesso reato? Illusione, dolce chimera sei tu! Pasquale, svegliati!

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  • Paolo1946

    24 Settembre 2014 - 09:09

    Roba da matti

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