Antonelli si prende il Gran Premio di Suzuka e lo chiude da veterano. Verstappen non pervenuto, Hamilton sparisce, Leclerc lotta, Russell si perde. Davanti uno solo. Ed è italiano, per la seconda volta di fila, come Ascari negli anni '50. Intanto una verità emerge con chiarezza: oggi vince chi gestisce al meglio l'energia. Più centralina che istinto. Insomma, uno spettacolo.
ANTONELLI 10
Partenza in salita, poi controlla la gara. Svernicia Hamilton al secondo giro, Norris all'undicesimo. Safety car decisiva. E lui non restituisce nulla. Ritmo feroce, fuga, dominio. Italiano vero.
LECLERC 9
Ferrari lenta sul dritto, lui accelera di carattere. Difese dure, controsorpasso su Russell. Podio strappato coi denti. Più cattiveria che cavalli.
PIASTRI 8
Scatta, guida, controlla per 17 giri. Gara pulita. Poi arriva Antonelli e la differenza si vede senza replay. Però almeno corre, oggi.
GASLY 7
Punti, ordine, silenzio. E' davanti a Verstappen. E basta davvero.
HAMILTON 5.5
Accende una speranza alla ripartenza. Ma forse chiede troppo alla gomma. Così Leclerc lo supera, Russell lo sistema e Norris chiude la danza. Il podio evapora. Shangai è già lontana.
VERSTAPPEN 5
Hadjar e Lindblad lo fanno a pezzi in qualifica. In gara rimonta ma non va oltre Gasly e l'ottava piazza. Questa Formula 1 non è roba sua: non capisce la macchina, non prova nemmeno più a capirla. A cambiarla. Momentaccio? Peggio. “Forse mi ritiro”. Sipario.
RUSSELL 5
La safety gli smonta il podio. Toto, dopo la lagna sulla sfortuna, lo zittisce in un attimo. E Kimi lo piglia per tutto il weekend a calci in culo. Rosicata da leader mancato.
ASTON MARTIN 2
Tre gare, tre ritiri. Ormai è abitudine. E' struttura.