Palermo, 17 lug. (Adnkronos) - La sentenza di oggi a Palermo, che assolve il generale Mario Mori, rappresenta solo un capitolo di una storia piu' grande, ora ripercorsa nei suoi nodi principali nel libro di Giovanni Fasanella, intitolato "Una lunga Trattativa", appena edito da Chiarelettere. Fasanella stavolta e' riuscito a far convivere la cronaca in 'presa diretta' con lo sguardo a 360 gradi, ricostruendo con pazienza quella serie di attentati, lettere minatorie, assassini, esplosioni, depistaggi, intercettazioni, ricatti che costituiscono il materiale della cronaca dei nostri giorni e dei processi. Una sorta di storia d'Italia, vista 'sotto il profilo della mafia', che va dall'Unita' alla Seconda Repubblica: in essa si mescolano il ruolo di servizi segreti deviati e no, mafia e 'ndrangheta, massonerie e intelligence straniere, consegnando ai lettori l'immagine di un Paese "a sovranita' limitata", sin dai suoi albori. Tra i periodi piu' interessanti, quello delle stragi del 1992-1993, "quando -scrive Fasanella- Cosa nostra, area grigia siciliana, logge massoniche deviate" erano "in subbuglio" come tutto "il doppiofondo della Prima Repubblica", mentre gli Usa" soffiavano sul fuoco della "rivoluzione" giudiziaria, perche' ritenevano necessario un ricambio delle classi dirigenti italiane". "Non basta la verita' giudiziaria", dice l'autore. Nel mare di accuse e veleni "che continuano a inquinare i processi in corso sulla trattativa Stato-mafia, con particolare riferimento alle morti di Falcone e Borsellino, che hanno addirittura coinvolto, sebbene indirettamente, il presidente della Repubblica, e' necessario provare a spostare l'angolo visuale e fare un passo indietro. La storia ci viene in aiuto per capire che cosa sta succedendo -prosegue il giornalista- La partita e' troppo grossa perche' possa rimanere nelle aule di un tribunale. In gioco e' la Repubblica italiana, il nostro Stato. Entrambi nati con l'appoggio fondamentale della mafia".



