(Adnkronos) - Secondo Scola "dobbiamo tutti avere cura delle seconde generazioni, i figli degli immigrati, perché possano sentirsi sempre di più cittadini di Milano. So che avete sofferto tanto per questo e ancora dovrete soffrire. So che anche per noi milanesi non è facile vincere paure ingiustificate e trovare la via di un dialogo e di un ascolto, di un imparare che produca il volto nuovo del milanese che sarà il volto nuovo dell'europeo. L'arcivescovo vi dice grazie e vi invita a vedere il Signore che è in mezzo a noi". "Dobbiamo vivere la parrocchia - ha continuato Scola - in modo aperto, come questa parrocchia si è spalancata a tante genti, ora e' venuto il momento di spalancarsi a tutta Milano, aiutando ognuno a costruire la fisionomia del futuro. Si deve cominciare a prendere sul serio l'idea che la parrocchia non è un'isola, ma si apre alla vita della Chiesa. dobbiamo trovare la strada di una semplificazione e annunciare la bellezza di Gesù a tutti i fratelli uomini. Dobbiamo essere luci nel mondo". "Senza trascurare la necessaria organizzazione - ha proseguito l'arcivescovo - bisogna vivere in prima persona il dono dell'Eucarestia in modo da diventare testimoni, perche' la testimonianza lentamente convince i nostri fratelli che vogliamo imparare ad accogliere sempre di più nella realtà di un dialogo che non si riduca al monologo, accogliendo così anche il nemico". (segue)