(Adnkronos) - Le indagini, coordinate dai procuratori aggiunti di Palermo, Vittorio Teresi e Teresa Principato, hanno permesso di scoprire come proprio dalla vendita della droga Cosa nostra traesse il denaro necessario al proprio mantenimento ed, in particolare, al sostentamento delle spese per i detenuti. E' emersa "una vera e propria azienda agricola, che coltivava affari illeciti" ha spiegato il colonnello Pierluigi Solazzo, comandante dei carabinieri del Gruppo di Monreale. Nell'estate del 2012 in in contrada Argivocalotto a Monreale tutte le famiglie mafiose avevano lavorato alla nascita di una mega piantagione con circa 6mila piante. Poi, temendo di essere scoperti, i boss preferirono spostare le piante in due terreni, in localita' Monte Petroso e Tagliavia, a Camporeale. Una manovra che non ha impedito ai carabinieri di scoprire le piantagioni. Nel corso delle indagini, sono stati sequestrati oltre 45 chili di marijuana e scoperti anche i centri di stoccaggio .