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Mafia: indagine Gdf su lavori metano a Palermo, sequestri per 48 mln euro (2)

domenica 26 maggio 2013

2' di lettura

(Adnkronos) - Le indagini "si sono concentrate in primo luogo sulla genesi del gruppo, costituito negli anni '80 da un dipendente pubblico, successivamente divenuto "imprenditore", grazie all'investimento di ingenti risorse finanziarie di dubbia provenienza e comunque non giustificate dalle sue disponibilita', che si e' presto sviluppato grazie alla protezione dell'organizzazione di Cosa Nostra e ad appoggi politici - in particolare dell'ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino - arrivando ad ottenere ben 72 concessioni per la metanizzazione di Comuni della Sicilia e dell'Abruzzo, i cui lavori di realizzazione -rilevano alla Guardia di Finanza- sono stati in piu' occasioni affidati in sub appalto ad imprese direttamente riconducibili a soggetti con precedenti specifici per mafia e ad altre comunque vicine alla criminalita' organizzata, in una logica di costante e reciproco vantaggio fra il gruppo e l'organizzazione criminale". L'indagine della procura della Repubblica di Palermo e delle fiamme gialle "si e' poi estesa alle operazioni di cessione dell'intero pacchetto azionario e del patrimonio delle societa', avvenuta nel 2004, per un corrispettivo di circa 115 milioni di euro, che ha permesso agli eredi dell'imprenditore di "ripulire" gli ingenti proventi acquisiti grazie all'appoggio di "Cosa Nostra" nella costituzione di nuove societa', nell'avvio di fiorenti attivita' commerciali e nell'acquisto di beni immobili a Palermo e nella provincia di Sassari, tra appartamenti, locali commerciali, opifici industriali, ville ed immobili di pregio, nonche' nella formazione di ingenti posizioni finanziarie". Sulla base dei risultati dell'indagine, la Procura della Repubblica di Palermo ha richiesto alla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale del capoluogo siciliano l'applicazione del sequestro del patrimonio societario, immobiliare e finanziario attualmente nella disponibilita' della famiglia dell'imprenditore, "nel tempo accumulato grazie ai rapporti di reciproco vantaggio instaurati con Cosa Nostra, quantificato in 48 milioni di euro".

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