Torino, 22 mag. (Adnkronos) - Dopo i fatti di queste settimane legate alla Tav i vertici del Pd piemontese chiedono a Sandro Plano, presidente della Comunita' Montana Val di Susa e iscritto al partito di "prendere le distanze in maniera inequivoca da ogni forma di violenza e da chi la fomenta, oppure prendere le distanze dal Partito Democratico". Secondo il segretario e il presidente del Pd piemontese, Gianfranco Morgando e Andrea Giorgis "e' il tempo delle scelte anche per Sandro Plano". La condanna di quanto accadaduto "deve essere netta senza alcun tentativo di avvalorare possibili alibi o attenuanti. Purtroppo, ancora una volta, dobbiamo prendere atto che la condanna 'senza se e senza ma' non appartiene al lessico politico di Sandro Plano, che, non solo ha definito 'provocatoria' la presenza del senatore Stefano Esposito a una riunione del partito di cui Esposito e' autorevole rappresentante, ma si e' esercitato in ragionamenti alquanto acrobatici finalizzati a negare la gravita' dei fatti accaduti in Valle di Susa, derubricando ad atto teppistico uno degli episodi piu' violenti avvenuti sul nostro territorio da molti anni a questa parte, ovvero l'assalto con bombe incendiarie nei confronti di un cantiere protetto dalla forze dell'ordine. Un attacco pianificato contro lo Stato, come denunciato dalla Procura della Repubblica". Per i due esponenti del Pd piemontese "negare questi fatti o semplicemente cercare di minimizzarli e' moralmente e politicamente inaccettabile. Il Partito Democratico e i suoi dirigenti hanno il diritto di recarsi in Valle di Susa, di organizzare iniziative, di presenziare a riunioni o incontri, senza dover chiedere il permesso a nessuno, perche' il Pd non si fa dettare l'agenda politica da altri: nessuno puo' rivendicare il diritto di decidere in Valle di Susa di cosa si puo' parlare ne' chi puo' parlare". (segue)