Treviso, 24 mag. - (Adnkronos) - Tre imprenditori, accusati di bancarotta fraudolenta, residenti in Veneto ed in Puglia, sono stati arrestati dai finanzieri del Comando Provinciale di Treviso. Dopo aver distratto beni e denaro delle societa' da loro amministrate, per evitare le richieste dei creditori, fornivano false generalita' e nomi di fantasia. Capillari accertamenti fotografici hanno tuttavia permesso alle Fiamme Gialle di ricostruire la loro vera identita' e l'attivita' del sodalizio. I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria, gia' all'inizio dell'anno, avevano accertato distrazioni di beni e denaro, riferibili a due aziende dichiarate fallite nel 2010 dal Tribunale di Treviso, perpetrate dall'amministratore di diritto, che era stato arrestato il 6 febbraio scorso. Gli ulteriori sviluppi dell'indagine hanno poi consentito di individuare la presenza di tre amministratori di fatto, identificati solo attraverso meticolosi e minuziosi riconoscimenti fotografici, i quali avevano fatto ricorso a false generalita' utilizzando nomi di pura fantasia, con l'evidente finalita' di sfuggire alle pretese dei creditori ed alla Giustizia. Grazie alle consistenti fonti di prova acquisite dalle Fiamme Gialle, il gip del Tribunale di Treviso ha disposto tre misure cautelari. L'ordinanza di custodia cautelare in carcere a carico di uno degli indagati e' stata eseguita alle prime ore del mattino di ieri a cura dei finanzieri della Compagnia di Foggia; per i rimanenti due, di cui uno residente nel trevigiano e l'altro in Puglia, sono invece stati disposti gli arresti domiciliari. L'indagine, cosi' conclusa, ha permesso di evidenziare come il sodalizio criminale scoperto fosse, oramai da tempo, dedito alla acquisizione seriale di aziende decotte, non solo trevigiane, che venivano poi portate definitivamente sul baratro dell'insolvenza attraverso la preventiva e preordinata distruzione della contabilita' e la conseguente distrazione dei patrimoni aziendali, stimati, al termine dell'indagine, in oltre 5 milioni di euro.