(Adnkronos) - Gli indagati comunicavano tra di loro telefonicamente, la cocaina era 'il caffe" o 'la birra'. In una circostanza padre e figlio temendo di essere finiti nel mirino dei carabinieri che avevano fermato alcuni clienti dei due trafficanti di Ariano Irpino portarono a controllare la propria auto a Napoli per verificare la presenza di eventuali 'cimici' installate dagli investigatori. L'attivita' investigativa dei carabinieri di Ariano Irpino e' stata complessa ma alla fine ha dato i suoi frutti. La cocaina veniva portata a bordo dell'auto di padre e figlio. Viaggiavano utilizzando l'autostrada mentre la cocaina veniva poi consegnata a domicilio ai facoltosi acquirenti. Ma e' anche capitato che i clienti andavano ad acquistare la droga presso l'abitazione di padre e figlio.